“Picchiato perché gay”. Quando si pensa che “certe cose non accadano più”, ecco che un fatto di cronaca ci riporta alla dura realtà. Le molte sfumature della violenza a Palermo si annidano nei posti più familiari, come un noto luogo di ritrovo alla Vucciria, nel bel mezzo di una serata estiva fra amici.
“Un fatto che mi ha lasciato allibito” – E’ ancora scosso per l’accaduto Fulvio Boatta, il trendaduenne vittima dell’aggressione di ieri sera alla Taverna Azzurra – “Quell’uomo cercava lo scontro a tutti i costi”.
I fatti. Una serata fra amici come tante. Fulvio si allontana per andare in bagno. All’uscita si trova di fronte un uomo – basso, grassoccio, sui sessant’anni – che lo apostrofa immediatamente: “Perché non hai risposto quando bussavo?” gli chiede in dialetto.
Il ragazzo si scusa, gli dà del lei: “Mi dispiace, non l’ho sentita, il volume della musica è troppo alto”. E fa per andarsene. A quel punto l’uomo lo afferra per il braccio strattonandolo e blaterando del fatto che in realtà – in quanto gay – Fulvio sperava che l’uomo lo seguisse in bagno.
“Continuava a ripetermelo e a tirarmi per il braccio – racconta – così gli ho risposto che di certo non sono così disperato”. Una frase che ha scatenato l’ira dell’aggressore, che a quel punto ha schiaffeggiato con forza Fulvio, facendogli perdere gli occhiali che indossava.
“Quell’uomo, che ho sentito qualcuno chiamare ‘zio Totò’, cercava un pretesto per provocare una rissa”. Ma né il ragazzo, né gli amici immediatamente intervenuti hanno raccolto la vile provocazione. Fulvio Boatta è corso fuori dal locale intenzionato a chiamare la polizia. Tra chi cercava di sedare gli animi e chi consolava il ragazzo per la detestabile aggressione, zio Totò è riuscito a dileguarsi approfittando della confusione.
“La cosa terribile – racconta il ragazzo – è che un signore fuori mi ha detto, allargando le braccia, che non avrei dovuto prendermela tanto per uno schiaffo. Io gli ho domandato se lui era stato mai schiaffeggiato in un luogo pubblico solo perché eterosessuale. Ovviamente non ha risposto”.
Vittima di un’aggressione del tutto gratuita, Fulvio appare scosso ma determinato: “Procederò con una denuncia contro ignoti. Nessuno ha voluto fornire le generalità di quell’uomo e io non l’avevo mai visto. Voglio denunciare anche se so che la legge vigente non impone l’aggravante dell’omofobia”.
Nel frattempo la comunità GLBT di Palermo si è mossa in segno di solidarietà con il ragazzo aggredito. Articolo Tre e Arcigay Palermo stanno organizzando un flash mob per domani sera alle 23.00 (con incontro alle 22.30) a piazza Caracciolo, nel cuore della Vucciria.












2 commenti a "Picchiato perché gay. Parla Fulvio, quando uno schiaffo significa altro"
…..solidale con Fulvio in quanto bx, ma sicuramente solidale al di là di molto del discorso sessuale, 1: denuncia a ignoti. Non credo sia così difficile capire chi è stò tizio, non credo ci sia bisogno degli 007 o servizi segreti. 2: con questa gente si potrebbe fare molto e non è nenche difficile, se bene organizzati e credo che Palermo lo sia, mettergli ammollo le mani e le parti intime nella calce, non è violenza, si chiama regolamento di conti, con questa gente non se ne esce mai, non bisogna avere paura bisogna reagire in modo naturale per istinto…..
D’accordissimo con Fulvio. Queste aggressioni devono essere denunciate