di Stefania Brusca -

Come tutte le risorse scarse, anche il tempo è prezioso. Il valore di questa variabile fondamentale per la nostra esistenza si può misurare in termini di costo-opportunità, si può quantificare in euro o si può usare come una sorta di “baratto” per dare il via a una forma di economia solidale.

In questo periodo segnato dalla crisi, il tempo acquista un valore aggiunto, soprattutto quando diventa patrimonio comune. Una volta esistevano le regole del buon vicinato, adesso stanno prendendo piede anche in Italia le “banche del tempo” ovvero strutture grazie alle quali è possibile lo scambio di servizi, abilità, conoscenze e relazioni tra cittadini. Una realtà consolidata al Nord che si sta man mano allargando anche nel Mezzogiorno.

La maggior parte delle banche del tempo italiane sono libere associazioni tra persone che si auto-organizzano. Idraulici, casalinghe, insegnanti, babysitter, artisti, mettono a disposizione le proprie capacità a titolo gratuito per un numero definito di ore,  in cambio di prestazioni analoghe da parte degli altri iscritti. Il più delle volte per risolvere piccoli problemi quotidiani. Chi non viene assalito dal terrore quando il rubinetto comincia a gocciolare?

In Sicilia al momento esistono una quindicina di banche del tempo.  A Palermo questa forma di economia solidale è una realtà dal 26 febbraio 2009. “La nostra è un’associazione di volontariato senza fini di lucro, affiliata alla Banca del tempo nazionale”, dice Enzo Molinelli, presidente e fondatore di “Tempo prezioso”.

 “Quando siamo nati – continua Molinelli –  eravamo  un gruppo di  cinque persone,  adesso sto per consegnare la tessera numero 160.  Siamo stati purtroppo lungimiranti, alla luce della crisi economica che attanaglia il Paese”.  La realtà con cui si confrontano ogni giorno i membri dell’associazione testimonia un bisogno sempre crescente in tutte le fasce della popolazione, anziani in testa. “In molte parti di Italia ci si sta attivando non solo per ‘scambiare il tempo’ ma anche per il baratto di veri e propri oggetti”. L’idea di base è che  ognuno di noi ha qualcosa in casa che non gli serve più e ad ognuno di noi può servire qualcosa che un altro può mettere a disposizione. Un dato rilevante è che “due persone su tre associati sono donne e l’età media supera i 50 anni”, afferma Molinelli.  Il che conferma una tendenza al femminile nel darsi da fare per la comunità.

Per entrare nel circuito della banca del tempo  occorre compilare un modulo per la richiesta e autorizzare l’associazione  al trattamento dei dati personali. “Oltre che controllare rigorosamente le credenziali degli affiliati, Noi rilasciamo un tesserino di riconoscimento, la lista dgli associati con relative professionalità e un carnet di assegni, dove a differenza della banca, al posto della  voce ‘euro’ c’è la voce  ‘ore’”, conclude Molinelli.

Recentemente anche il Comune di Palermo si è interessato al fenomeno e ha attivato un protocollo con la Regione per l’attivazione di forme di economia solidale attraverso la Banca del Tempo e forme di coinvolgimento della società civile in collaborazione con l’Amministrazione pubblica.

Le banche del tempo sono presenti in tutto il mondo, oltre l’Europa, raggiungono anche la Nuova Zelanda e  perfino  Dubai.