(gg) La discarica di Bellolampo continua a bruciare e il Comune di Palermo decide di mettersi al sicuro. Per questo, di fronte al potenziale pericolo per l’ambiente e la salute pubblica, a causa della nube di fumo che da giorni si alza dal sito, il sindaco Leoluca Orlando ha deciso di seguire i suggerimenti ricevuti dal Consiglio Nazionale dei Chimici “per ridurre al massimo i rischi – si legge in un comunicato – derivanti dalla potenziale esposizione ad agenti inquinanti e cancerogeni”. Questo, nonostante la Regione abbia comunicato che i diversi monitoraggi realizzati e tutt’ora in corso non avrebbero evidenziato pericoli per la salute pubblica.
Di seguito le linee guida contenute nell’ordinanza, diffusa quest’oggi dall’ufficio stampa del Comune (leggibile cliccando qui). Sarà emesso un avviso che inviterà i cittadini a “effettuare lavaggi di tutte le superfici esposte alle ricadute delle polveri sospette”. Con un altro avviso, gli operatori del settore alimentare saranno invitati “a non vendere, in via cautelativa, bacche, ortaggi e verdure a foglia larga, provenienti dalle zone vicine a Bellolampo”. Sarà vietata, inoltre, “la circolazione dei mezzi diesel non dotati di filtri antiparticolato sino al lavaggio delle strade interessate”. L’Asp di Palermo sarà invitata ad avviare “una campagna di prima verifica della concentrazione di diossina nel latte materno di donne in fase di allattamento, rimaste esposte agli effetti della combustione”. L’Asp dovrà, inoltre, avviare un “monitoraggio di prodotti ortofrutticoli, acque e alimenti nella zona di ricaduta delle polveri nei quartieri di Bellolampo, Borgo Nuovo, Cep e Cruillas”. Nelle stesse zone, l’Arpa Sicilia avvierà un “monitoraggio dei fanghi e delle acque generati dagli impianti di depurazione”.












5 commenti a "Bellolampo, paura diossina.
Ecco l’ordinanza del Comune"
da diversi giorni ls città è sotto un “fall out” di ceneri che provengono dal rogo di bello lampo e l’aria è ammorbata dagli effluvi dell’incendio. Quello che però lascia perplessi è l’affermazione dell’arpa che dichiara non esistere rischio diossina, mentre il sindaco emana un’ordinanza che chiaramente indica il contrario. Queste sono le solite contradizioni della città di palermo che tanto fanno deprecare l’ abitarci.
Altro rischio reale potrebbe essere l’inquinamento delle falde acquifere a causa del percolato causato dalle grandi quantità d’acqua e liquidi ritardanti riversata dagli aerei anti incendio sui roghi. Ed i cittadini continuano ad essere tormentati dalle targhe alterne, dalle isole pedonali e quantaltro ci si possa inventare, ma nessuno penza che la zona prospicente la stazione notarbartolo è costantemente ammorbata dalle emissini di gasoloio mal combusto delle varie motrici diese che risalgono agli anni cinquanta.
l’allarme diossina è certo, si tratta della combustione incontrollata di rifiuti di ogni genere, quindi la diossina è presente è scienza! non ci diranno mai: signori andate via state respirando fumi cancerogeni…..
IL SIG SINDACO DOVREBBE FARSI CONSIGLIARE MEGLIO DAi tecnici AL COMUNE Del PALERMO NON DA BUROCRATI non tecnici COME IL SIG GABRIELE MARCHESE CHE COME SI LEGGE NELL’ORDINANZA GLI FA FIRMARE TANTE CORBELLERIE. CARO SINDACO ORLANDO UN CONSIGLIOSI LEGGA BENE LE ORDINANZE PRIMA DI FIRMARE E FACCIA LE RETTIFICHE ALL’ORDINANZA IN QUESTIONE ALTRIMENTI RISCHIA DI PASSARE PER INCOMPETENTE E VALUTI MEGLIO I SUOI COLLABORATORI CONSIGLIORI.
UNA RIFLESSIONE DA PAZZI MA NON PROPRIO: POTREBBE ESSERE CHE IL ROGO DI BELLOLAMPO SI DEBBA VOLUTAMENTE TRASFORMARE IN EMERGENZA SANITARIA E IN EMERGENZA RIFIUTI IN MODO CHE QUALCUNO MAGARI A CORTO DI LIQUIDITA’ AL COMUNE POSSA SFRUTTARE VOTUTAMENTE LA SITUAZIONE PER MAGARE FARSI DARE UN BEL PO DI MILIONI DI EURO DAL GOVERNO E MAGRAI PAGARE QUALCHE MESE DI STIPENDI ALLA GESIP E ALL’AMIA. CHISSA’ MA IL DUBBIO MI VIENE E MAGARI NEL FUTURO UN FONDO DI VERITA’ C’E’
Ma il Sindaco può ordinare qualcosa all’ASP o all’ARPA? Secondo me no… Ne tantomeno all’AMIA di cui e socio (ancorché unico) ma non amministratore (ci sono i commissari).