Il recente appello del presidente dell’Assemblea, Cascio per un governo siciliano con la stessa maggioranza che in Sicilia sostiene l’esecutivo di Monti (PD-PDL-UDC) è il segno del totale fallimento del falso bipolarismo che per decenni hanno cercato di vendere alla Sicilia. Non possono far più finta di combattere fra loro. Per sopravvivere devono fare l’ammucchiata, e poi cercare di farla digerire ai siciliani.
Questa notizia non va letta da sola, ma insieme ad altre che vanno tutte nella stessa direzione. Di Pietro, per esempio, si augura che Fava e Casini trovino il modo di andare d’accordo. Anche questo deve essere spiegato bene agli elettori del partito di sinistra: insieme con gli eredi di Cuffaro e della peggiore politica siciliana, per… salvare la Sicilia.
Ci sarebbe da ridere se non ci fosse da piangere. D’Alia che dà man forte a Lo Bello che grida “discriminazioni” contro la Provincia di Siracusa. Forse per via del rigassificatore mancato. Evidentemente a questi signori lo scempio fatto del nostro paesaggio per favorire le speculazioni esterne non è bastato.
Per descrivere tutto questo c’è una sola parola: disperazione, o – se preferite – panico. C’è da capirli. Hanno costruito una carriera politica tutta sul massacro della Sicilia e ora, che cresce di giorno in giorno la voglia dei Siciliani di dotarsi di un governo veramente tutto loro, il pericolo è di perdere tutto.
Così chiedono aiuto alla grande stampa nazionale, ai giornali, ai telegiornali, che hanno letteralmente dichiarato guerra alla Sicilia, una guerra interna, senza che noi abbiamo altra colpa se non quella di aver chiesto, con 66 anni di ritardo che l’Italia ci dia quello che ci aveva promesso in cambio della nostra rinuncia all’indipendenza: l’attuazione dello Statuto. Non l’avessimo mai chiesto! Siamo diventati dall’oggi al domani la palla al piede, la cancrena d’Italia. Inutile fare confronti da cui risulta inesorabilmente che non ci sono differenze apprezzabili tra Sicilia e Italia in fatto di malgoverno. Inutile. Inutile dire che i soldi che vogliamo sono solo quelli che maturano in Sicilia, cioè i nostri. Inutile. Non c’è sordo peggiore di quello che non vuole sentire. La guerra è guerra.
Così il male assoluto in questi anni non è stata la crisi globale, le politiche berlusconiane e leghiste, le insabbiature all’ARS di quelle poche grandi riforme che il governo ha tentato di fare. No. Il male assoluto ha un nome e cognome: Raffaele Lombardo. Passato lui non ci attendono che magnifiche sorti e progressive. Ebbene, lasciatemi dire, “vergin di servo encomio” nei giorni belli del Presidente, quando quei signori “mangiavano” tutti alla sua mensa, che ora non mi associo al “codardo oltraggio” nella sua uscita di scena. Avrà fatto anche tanti errori, che non si dovranno ripetere, ma l’errore più grande che ha fatto è stato quello di allearsi con questi politicanti dei partiti italiani che oggi, finita quella che considerano una ricreazione, non vedono l’ora di rimetterci in catene. Quelle alleanze, all’insegna del tatticismo e della sopravvivenza, non portavano a niente, se non alla costruzione artificiale di un capro espiatorio contro cui – secondo loro – scatenare la furia primitiva dei Siciliani.
Ma i Siciliani sono meno primitivi e stupidi di come pensa l’ammucchiata dei partiti italiani e si stanno svegliando. Da quando abbiamo chiamato alle armi tutti i partiti, movimenti, associazioni, nel nome di una riappropriazione delle nostre istituzioni, i sondaggi cominciano a dare risultati imprevisti, strani….
L’MPA primo partito, ma come? Saranno le nomine…. Sì, quelle portano, sì e no, a qualche migliaio di voti. Sono certo che gli intervistati non sono tutti elettori tradizionali dell’MPA, ma – nell’attesa del partito dei siciliani che stiamo costruendo – hanno voluto dare questa risposta per dare un segnale forte.
Se si somma questo risultato a quello eccezionale del movimento Sicilia e Territorio che, dal nulla, e con una rilevazione che ha premiato il voto nella sola Sicilia orientale (in occidente, e a Palermo, sarebbe stato meglio chiamarlo “movimento per la gente” e associarlo a Zamparini) è già alle soglie dello sbarramento ed è dato in netta crescita.
C’è voglia di un grande soggetto politico regionale, di un grande rassemblement siciliano che spazzi via per sempre la malapolitica italiana dalla Sicilia. E poco sappiamo da questo sondaggio di altre aggregazioni minori all’insegna del civismo. Per non parlare del risultato eccezionale del Movimento 5 Stelle che, certamente, non può essere identificato come una realtà centralizzata anche se poco sappiamo, ad oggi, del suo programma per il governo della Sicilia. Ma è certo un segnale fortissimo di protesta da non sottovalutare.
Certo, non mancano i problemi, qualche veto incrociato, qualche legittima diffidenza, qualche ambizione di troppo. L’adesione in massa della politica siciliana, autonomista e sicilianista, con l’esclusione di qualche indipendentista “irriducibile”, al quale facciamo i nostri auguri, fa però sperare bene.
C’è ora da coordinare questo mondo, ascoltando tutti ed evitando che tanto sostegno si disperda magari per qualche incomprensione.
I passi da fare sono ora i seguenti:
Definizione della candidatura a Presidente della Regione,
Definizione esatta di nome e simbolo del nuovo soggetto politico federativo,
Definizione delle regole interne a questo nuovo soggetto,
Definizione dettagliata del programma.
Questi passaggi potranno essere resi possibili solo da un’intensa attività “diplomatica” tra le parti contraenti che, ai primi di settembre, dovranno dare vita a questa forza. L’abbiamo chiamata federativa ma, dopo le elezioni, ferma restando l’autonomia di chi vuole mantenerla, è necesssaria una “fusione” dei principali soggetti in un grande movimento di lotta e di governo.
Solo così potremo dare un futuro alla Sicilia. Ed è fin lì che voglio condurre il mio lavoro, per quel che mi riguarda. Poi decideranno i Siciliani da chi preferiscono farsi guidare. Lo ignorino pure i media colonizzati, che parlano ai siciliani solo della vecchia politica. Il giorno dopo le elezioni li faremo risvegliare intontiti e ubriachi. Lavoriamo, lavorate con la controinformazione, ché il regime non lascerà mai spazi di libertà.
Le iniziative spontanee a difesa della Sicilia sorgono ormai da una parte all’altra dell’Isola, senza bisogno neanche di una regia comune. Mi si lasci ricordare, fra tutte, almeno la coraggiosa presa di posizione di quelle donne siciliane che, qualche giorno fa, a Palazzo Reale hanno chiesto, a nome di tutta la Sicilia, un incontro con il Ministro dell’Economia. Lasciatemi dire che hanno pienamente ragione. Lo hanno fatto anche per noi. Com’è finito il tavolo Stato-Regione? Pensa qualcuno che si possa approfittare della crisi dell’euro per riprendersi spazi o metterci su una pietra tombale? I tempi sono cambiati. La Sicilia si è svegliata, fra l’altro nel terrore generalizzato degli ascari.
Siciliani, se vinciamo questa consultazione popolare, l’era del colonialismo in Sicilia potrebbe davvero finire. Oggi possiamo diventare veramente liberi. Liberi dall’umiliazione, dal bisogno, dal compromesso. E Dio sa dove potrebbe arrivare questa libertà, che non abbiamo neanche il coraggio di pensare. Ora o mai più.
W la Sicilia.











13 commenti a "“Sicilia, scempio per
favorire le speculazioni”"
Sig, Franco Calderone, mi scusi se in uno dei miei precedenti commenti mi sono espressa male. La frase ” Non ho fiducia nel suo padre-padrone ecc. non era riferita a lei, ma al movimento per l’autonomia, del quale avevo scritto nel rigo precedente. Mi scusi per l’equivoco generato, non era mia intenzione offenderla.
Le auguro una buona serata
Piera La Mela!
Sig. Calderone, i suoi ex amici forconi, di lei, sulle pagine facebook non dicono un gran bene. L’accusano di aver rubato loro il nome. Scrivono che lei è stato segretario ed autista di De Santis del partito del sud, lo stesso che prima era un lombardiano convinto e che dopo aver lasciato l’mpa ha continuato a vivere delle consulenze a lui affidate dal presidente della regione rinviato a giudizio per reato di mafia. Ho letto che lei ha sostenuto la corsa del piddino-lombardiano ferrandelli alla poltrona di sindaco di palermo. Dalla videointervista (visibile su youtube) da lei concessa a massimo merighi (ex forcone candidatosi nella lista di ferrandelli) si evince che lei, pur non essendosi candidato in alcun partito, con i potentati politici di tutti gli schieramenti ci va a braccetto da lungo tempo. Chissà perchè e con quale ritorno. Mi consenta, lei è un imprenditore e da quel che so, nel vostro “pellegrinare” (da forconi )per territori, non facevate altro che incontrare proprietari d’azienda e commercianti. Gli stessi che quando ricevevano i contributi regionali portavano voti all’mpa e al pdl e che dopo che i contributi ( per via dei tagli alla regione) non sono più arrivati, sono scesi in piazza contro i loro finanziatori a difesa dei loro interessi di categoria. Sig. Calderone, io so che chiamavate in piazza il popolo, ma non so nel chiuso delle stanze del potere cosa chiedevate al Presidente di regione Lombardo. So che i forconi il 6 marzo a palermo erano in 20 mila. So che oggi si sono ridotti ad organizzare blocchi e manifestazioni con non più di 200 persone. Tutto ciò qualcosa vorrà dire, non le pare? Per me vuol dire che la gente ha capito quel che c’era da capire e vi ha mollato, E’ per questo motivo che lei ha mollato i forconi di mariano ferro per correre alla corte del riciclato pdl nello dipasquale e zamparini, il re dei centri commerciali costruiti su aree destinate a verde? Lei quale territorio rappresenta? In quali assemblea pubblica ha discusso dei gravi disagi vissuti dal popolo siciliano? Da chi è mai stato eletto in qualità di rappresentante di un territorio?
signora,
mi scusi, ma lei crede che dopo avere girato la sicilia per tre anni, io non conosca le esigenze dei territori, e le persone che ne fanno parte? non pensa che il mio progetto parta proprio da tutti questi territori, così come lei auspica? non crede che, infine, io sia espressione del disagio che hanno i territori? non pensa che io lo stia interpretando?
non comprendo qual’è il conflitto di interessi, come non mi spiego perchè mi associa al fortunatamente ex presidente della regione. mi sembra che lei faccia un unico fascio di persone e idee; le assicuro che io non ho mai fatto politica, per cui, parlare di padre padrone, lo trovo offensivo nei miei confronti, dato che mi sono sempre tenuto al di fuori dai percorsi partitici. inoltre, se ha seguito i gionali, sono sempre stato tra coloro che ha attaccato l’ex presidente, ora, che lei mi ci associ, non lo capisco davvero. poi, l’analisi che lei fa è ovvia, dobbiamo trovare i rimedi. noi stiamo predisponendo un progetto, non al chiuso di una stanza, ma facendo riunioni continue nei territori, e riportando tutto quanto raccolto in un unico tavolo tecnico che provvederà a sintetizzare. se non è democrazia ed innovazione quello che stiamo facendo….mi pregio comunque di invitarla, per potere vedere e partecipare attivamente a questo nuovo modo di agire.
franco calderone
Sig. Calderone, non sono contro le aziende. Vorrei essere amministrata da gente che ha veramente a cuore la sicilia ed i siciliani. Gente che amministri per soddisfare i bisogni del popolo e del territorio in cui vive. Voi non siete il cambiamento, siete gli stessi di ieri. La mia proposta sulla scelta dei candidati l’ho fatta nel commento precedente. Vorrei che i candidati fossero scelti sul territorio dalle persone tra coloro che negli anni hanno combattuto per il bene comune scontrandosi con il potere politico-mafioso che ha devastato territorio ed ambiente, favorito ,’arricchimento di amici e parenti, ucciso l’economia degli onesti. Alludo a partiti e movimenti che faranno parte del cartello elettorale del Prof. Costa. Mi spiace, ma non sono disposta ad affidare il mio ed il futuro dei miei figli ad imprenditori in palese conflitto d’interessi. Lei e zamparini, come altri appartenenti vostro schieramento, lo siete. Non ho alcuna fiducia nei politici dell’mpa che hanno ottenuto voti grazie alle loro clientele, alle promesse di lavoro, a favori, contributi e buste di alimenti elargiti ad ogni tornata elettorale in cambio del voto. Non ho fiducia nel suo padre padrone, ex presidente della regione dimessosi perchè rinviato a giudizio per mafia. Non mi fido dei riciclati alla Dipasquale che (dopo una vita in forza italia e nel pdl) oggi che il vento è cambiato, come improvvisamente convertiti sulla via di damasco, si presentano ai siciliani come il nuovo che avanza ,al solo fine di sostituire ai vertici del potere i loro padrini politici di ieri. Prima mangiavano alla loro tavola da ospiti, oggi vogliono sedere alla stessa tavol da padroni. Concludo affermando che il programma politico di una forza che si propone alla guida della regione non va stilato, come da voi fatto, nel chiuso di una sala o segreteria politica, va redatto sul territorio convocando la gente in assemblea, al fine di evidenziare le problematiche del luogo e trovare insieme le soluzioni. E’ questo che intendo per democrazia!
signora,
è interessante il dialogo che si sta sviluppando,e ringraziandola per il riconoscimento che da alla mia azienda “Buceci”, la vorrei però umilmente invitare ad andare avanti nel percorso che abbiamo fatto noi forconi, che ho cercato di illustrarle nella mia precedente mail. lei è ancora ferma alla narrazione di come sono nati i forconi, adesso siamo alla fase propositiva; la prego, non prenda cose del passato per immetterle dentro il ragionamento attuale. mi paragona a zamparini, ma c’è una grande differenza tra noi, di molti milioni di euro, ma poi, mi scusi, non crede che le aziende siano il volano dell’economia? non crede che salvandole salviamo la gente, le famiglie e la società? è un bene che chiuda la fiat? è un bene che chiudano le aziende storiche palermitane? ma lei non crede che pagare la cassa integrazione agli operai licenziati, senza che producano nulla,sia il toccasana per l’economia? ma se le aziende chiudono, chi pagherà le tasse per gestire i servizi, intesi come scuola,ospedali, sicurezza? ecco, è su queste cose che secondo me dovremmo discutere. e dobbiamo farlo tutti, per il bene dei nostri figli, veda, non è corretto dire che ci sono solo imprenditori all’interno di “sicilia e territorio”, in effetti, ad oggi, in tutte le riunioni fatte ne ho incontrati ben pochi. perchè non si aggrega anche lei e se ha idee le propone? le assicuro che ogni supporto intelligente è gradito. la saluto cordialmente
Sig. Calderone non per contraddirla, ma le rammento che lei è un produttore di rinomati vini. Zamparini è il re dei centri commerciali. Il vostro movimento per la gente è zeppo di proprietari d’azienda e di riciclati dei partiti, gli stessi che ci hanno condotto, prima in povertà e poi al fallimento. Perchè non devo pensare che le vostre siano solo parole? Anche berlusconi da imprenditore è “sceso” in politica promettendo che avrebbe trasformato l’italia in paradiso, ma poi abbiamo scoperto sulla nostra pelle che quel che gli stava a cuore erano i suoi interessi giudiziari e quelli legati alla sue aziende. Lei e zamparini in cosa siete diversi dal cavaliere? Le riporto quanto da Lei scritto in : Tratto da link Sicilia del 26 luglio
io Franco Calderone, un forcone in politica:
“Abbiamo organizzato riunioni, quasi sempre notturne, perché durante il giorno ognuno ha cercato di preservare per quanto possibile il lavoro, abbiamo litigato, gridato, ma sempre avendo in mente la salvezza delle aziende, di cui ci sentivamo portatori di interesse.” Del popolo siciliano e dei suoi problemi neanche l’ombra.
Come scritto dal Prof. Costa su link sicilia, il fatto che sgarbi (il sindaco di salemi la cui amministrazione è stata sciolta per mafia o che nella lista non ci sia l’indagato Cateno De Luca (il sindaco di santa teresa a riva che il 24 ottobre deve comparire dinanzi ai giudici di messina) non siano candidati dal Prof. Costa, cambia poco la sostanza di ciò che, a mio avviso, rappresenta il cartello elettorale che il Professore vuol mettere in piedi in nome dello statuto e del”autonomia siciliana, tanto cara al sistema clientelare del movimento per l’autonomia che per l’occasione cambierà nome in partito dei siciliani. Dei vecchi lupi divora tutto e dei nuovi che vogliono sostituirli indossando abiti rifatti in vista delle elezioni d’ottobre, siamo davvero stanchi. Il popolo siciliano merita di meglio. Considerato che si parla di territori e politica per i territori, perchè il Prof Costa, anzichè candidare i riciclati del pdl alla dipasquale, non candida chi nei territori, pagando spesso di persona, ha lottato contro i vari potentati politico-mafiosi in nome del bene comune? Questo sì che sarebbe vero cambiamento. Il resto è il solito imbroglio. Questo è quel che penso!!!
caro prof. costa,
le riconfermo il supporto da parte del movimento “FORCONI E TERRITORIO”, del quale sono responsabile. il suo progetto è veramente degno di lode, dotato di una lungimiranza davvero unica; come ci siamo spesso detti, bisogna aggregare i movimenti e le persone di buona volontà attorno ad un progetto comune. ognuno deve fare la parte che conosce, non agendo “ad excludendum”, ma aggregando le forze sane e buone che si trovano in sicilia. noi ci siamo aggregati a SICILIA E TERRITORIO, e leggere che, considerando solo la sicilia orientale, siamo quasi allo sbarramento del 5%, ci fa ben sperare, poichè aggiungendo la sicilia occidentale, quella fatidica soglia la superiamo abbondantemente. vogliamo governare, e sopratutto, governare bene, dando una sterzata decisiva che inverta il percorso di questa sicilia che i partiti convenzionali hanno distrutto
franco calderone
Occorre rimanere uniti pur nella diversità delle posizioni.
Non bisogna cadere più nel tranello del “dividi e impera” di romana memoria.
http://www.linksicilia.it/2012/08/terremoto-nel-mis-monta-la-protesta-anti-mpa/
Ormai è un fuoco che divampa. Prima il professore Massimo Costa, economista e grande conoscitore dei problemi dell’Autonomia siciliana, promotore di un appello per una Sicilia libera e federalista che si dissocia dal Mpa, criticando, più o meno velatamente, il ‘cappellismo’ …..
Prof Costa che succede? Qui ci vuole unità.
Prof. Costa, leggere quanto scrive dà speranza. Forse è davvero l’occasione buona questa delle prossime regionali per liberare la Sicilia dagli ascari che militano nei partiti nazionali. Se davvero ci riuscissimo la Sicilia le sarà grata per sempre di essere stato colui il quale ha unito tutte quelle forze che non prendono ordini da Roma (o da Milano).
Il Prof.Costa è l’unico che può guidare la Sicilia, spero che quel 40% di probabili non votanti si convincano che per battere questi partiti del cavolo che ci hanno consegnato all’Europa speculativa (PD,PDL,UDC ecc) prendano coraggio per votare per il futuro dei nostri figli!
Prof Costa i siciliani hanno bisogno di gente onesta come Lei.
Professore, torni ad occuparsi dei suoi alunni e lasci perdere la politica della quale non capisce proprio un bel niente.
Smetta di raccontare baggianate e prenda atta che il suo pupillo Lombardo ha letteralmente disintegrato un intera economia, condannando 5 milioni di siciliani all’oblio.
Grazie a Dio, l’MPA non andrà oltre il 6-7% e la gentaglia che ha permesso tale scempio tornerà a zappare la terra.
Ma Lei ha un minima idea di chi sia realmente Giovanni Pistorio? Assessore alla sanità dal 2004 al 2006 ha prodotto un deficit di oltre 2,7 miliardi!!!!!
Mi dia retta, non faccia il bis della pessima figura che fece alle elezione comunali del 2007 e Torni dai suoi studenti.
Grazie di cuore Professore per il lavoro che sta portando avanti, acceleriamo i tempi, iniziamo a girare la sicilia in lungo e in largo.
ANTUDO