La Cgil e la Fiom di Palermo hanno chiesto stamattina chiarezza all’assessore Attività produttive Marco Venturi, in un incontro con i sindacati, sul rinnovo a Fincantieri delle concessioni per la gestione delle strutture industriali del porto di Palermo, in particolare dei due bacini di galleggiamento d 50 mila e da 19 mila tonnellate. «Abbiamo chiesto la conferma degli impegni assunti nel protocollo d’intesa. E l’assessore, smentendo alcune indiscrezioni di stampa, ha confermato che il protocollo d’intesa dà a Fincantieri diritto di prelazione per la gestione dei bacini», dichiarano il segretario della Cgil di Palermo Maurizio Calà e il rappresentante della Fiom Francesco Piastra.

L’assessore si è inoltre impegnato con Fiom, Fim e Uilm ad attivare un tavolo ministeriale – già chiesto a livello nazionale anche dal sindaco Leoluca Orlando – che dovrà affrontare la questione dei carichi di lavoro che Fincantieri, in virtù del protocollo d’intesa, deve garantire al Cantiere navale di Palermo.

Per l’ultimazione del bacino da 150 mila tonnellate, è stata chiesta la definizione di un contratto di programma, per reperire gli altri 60 milioni che serviranno per completare l’opera. «È importante che l’opera venga ultimata. Il mercato delle riparazioni navali richiede queste infrastrutture. Non completarla significa abbandonarla al degrado – aggiungono Calà e Piastra – Il primo stralcio da 26 milioni per i lavori di bonifica del bacino di 150 mila tonnellate è già partito con la consegna dei lavori da parte dell’Autorità portuale. Ora abbiamo chiesto all’assessore, e al governo nazionale, di definire il contratto di programma per reperire altri 60 milioni per completare l’opera».

La terza richiesta riguarda l’utilizzo della manodopera del cantiere di Palermo per i lavori rifacimento dei bacini da 19 mila e 50 mila tonnellate. «Chiunque sarà assegnatario dei lavori – continuano Calà e Piastra – dovrà attingere la manodopera nell’ambito del Cantiere navale. A questo proposito, sono stati censiti dall’assessore al Lavoro circa duecento disoccupati dell’indotto, che in parte percepiscono un sostegno dalla Regione. Chiediamo che vengano riammessi nel circuito lavorativo».