Il 4 agosto il Movimento 5 Stelle sceglierà a Caltanissetta “in modo democratico ed assembleare il candidato presidente”. Venerdì scorso a Catania i grillini hanno fatto “un esperimento di democrazia partecipata all’aria aperta con circa sessanta catanesi”. E a quanto pare è andata bene perché, spiega Tommaso Curro, uno degli organizzatori, sono state discusse ed approvate “per alzata di mano” alcune proposte avanzate dai cittadini presenti al raduno: accorpamento dei consigli di amministrazione delle società partecipate in Sicilia, telecamere a circuito chiuso per la gestione della sicurezza a Catania, riduzione dei consorzi di bonifica e istituzionalizzazione della lotta alla mafia nella scuola.

Curro è compiaciuto (“l’esperimento è ben riuscito”), e le scelte non appaiono affatto rivoluzionarie, mentre l’ultima, l’istituzionalizzazione della lotta alla mafia nella scuola – avrebbe bisogno di qualche parola in più per spiegarne il senso. Forse si tratta di un insegnamento, un’ora dedicata alla mafia, l’equivalente dell’educazione civica o dell’educazione alla legalità.

Lo sappiamo che dai grillini ci si aspetta qualcosa di più, ma non possiamo certo inventarci altre proposte per accontentarvi. Perché abbiano messo in testa l’accorpamento dei consorzi ci sfugge, mentre sulle telecamere a circuito chiuso ci sono pareri controversi: ogni qualvolta si accenna a questi strumenti nelle aree pubbliche, c’è chi ricorda la privacy e la loro invasività.

In una nota i responsabili del  Movimento riferiscono di avere ospitato una delegazione dei “No Muos”, gli attivisti che si battono contro il sistema di antenne che la marina militare statunitense sta per installare nella riserva Sughereta di Niscemi, e che il raduno ha avuto anche un altro risvolto, ben più politico.

Si è brindato alle dimissioni di Raffaele Lombardo. Al brindisi è stato regalato il nome di “No Lombardo day” e coloro che vi hanno partecipato si sono proposti di recarsi sotto i balconi del governatore nel caso in cui il presidente avesse avuto qualche dubbio all’ultimo momento.

Organizzare il “No Lombardo day” a poche ore dal commiato, non è una trovata straordinariamente audace, così l’accorpamento dei consorzi di bonifica e le telecamere nelle strade e nelle piazze di Catania. Ma sarebbe ingiusto pretendere da coloro che si avvicinano alla politica da qualche giorno una gestione oculata delle audacie.

Magari ci stupiranno se avremo pazienza, è una questione di tempo. La sensazione, tuttavia, che Parma sia distante anni luce da Palermo e dalla Sicilia. Il cappotto ai partiti storici in Sicilia sarebbe materia di studio per i prossimi mille anni e costringerebbe a un restyling immediato i San Michele con il drago ospitati negli altari delle chiese.  Caltanissetta, la città che ospita l’assemblea del Movimento, è stata affidata a San Michele, com’è noto. Nulla a che vedere con la scelta grillina della sede, però.