La quantità industriale di sondaggi, qualche volta incoerenti e contraddittori, ha fatto alzare l’ingegno a qualcuno, suggerendo il loro censimento e l’elaborazione di valori mediani ai risultati ottenuti nelle loro ricerche dagli istituti demoscopici. NotaPolitica si è incaricata di questa missione.

Apprezzabile, non c’è dubbio, ma non priva di rischi, perché come tutte le medie statistiche può indurre ad abbagli clamorosi. Se le cifre delle ricerche sono sbagliate, la media lo sarà, poiché registra gli errori e li mescola con i sondaggi ben condotti con metodi scientifici ineccepibili. La solita storia del pollo: se ne consuma mezzo al giorno, perché c’è in famiglia chi ne mangia due al dì e chi invece non ne mangia nemmeno in mezzo alla settimana. La media, inoltre, pone allo stesso livello gli istituti di ricerca, alcuni dei quali dichiaratamente “di parte”, al servizio di un partito o di un leader.

Fatta questa premessa,  avendo avvertito i lettori dei limiti di questa operazione, rimane l’interesse per la notizia, di cui ognuno è libero di giudicare l’attendibilità.

Siccome la Sicilia sarà presto chiamata alle urne, nell’Isola più che altrove servono previsioni e anticipazioni sui comportamenti dell’elettorato, l’evoluzione delle intenzioni di voto.

NotaPolitica riferisce che la media dei consensi attribuiti al centrodestra è rimasta stabile nell’ultima settimana, al 26,9 per cento. Le formazioni politiche che abitano questa area registrano valori differenti ma la somma dei consensi virtuali è rimasta pressoché identica. Perde qualcosa il Pdl (appena due decimi, scendendo al 18,6%), mentre la Lega Nord ne guadagna altrettanti, passando dal 4,7% al 4,9%, un dato che induce ad una riflessione proprio sui flussi migratori fra i due partiti. La Destra di Storace fa un piccolo passo avanti, appena un decimo, guadagnando lo 0,9%, giusto quanto ne perdono le formazioni minori appartenenti alla medesima area politica.

Al centro qualcosa si muove, ma non troppo. Un lieve avanzamento, niente di trascendentale: la somma dei consensi raggiunge il 10,7%, quattro decimi in più rispetto a sette giorni prima.  Crescono le intenzioni di voto a favore del Fli e dell’Udc, ma di appena lo 0,2%, così il partito di Fini si assesta al 2,7% e quello di Casini al 6,8%. Mpa e Api mantengono un tetto basso, 0,3% e 0,5%, rispettivamente.

Anche il centrosinistra muove la classifica, ma i movimenti restano deboli e di scarso peso, rimanendo nella norma della settimana: 2 punti in più rispetto alla settimana scorsa, attestandosi al 42,5%.  Quasi quindici punti dividerebbero, dunque, il centrodestra dal centrosinistra. L’influenza dei consensi di centro non sarebbe determinante ai fini del successo finale, per come stanno le cose, a meno che una legge elettorale propizia non modifichi l’uso dei risultati. Il Partito democratico guadagna lo 0,1% al pari di Sel e Idv (6,5% uil primo, 6,1% il secondo). La Federazione delle sinistre non fa passi avanti né? indietro, ribadendo il suo 2,5%, mentre il Movimento 5 Stelle perde ancora qualche colpo, con il 16,0% (due decimi in meno rispetto a sette giorni fa). La lista Bonino-Pannella, per finire: passa dall’1,7 all’1,6%.