Il sindaco Leoluca Orlando ha inviato al Ministro per i Beni culturali e alla Direzione Generale per lo Spettacolo dal vivo dello stesso Ministero, una nota nella quale solleva pesanti dubbi sulla legittimità di due attuali componenti del Consiglio di Amministrazione della Fondazione Teatro Massimo. Nella nota, Orlando sottolinea come i chiarimenti forniti dal Collegio dei Revisori dei Conti e dal Sovrintendente “non sono idonee a superare le criticità rilevate” e torna quindi a puntare il dito sulla permanenza all’interno del CdA di due componenti, Renato Scalia nominato dal socio privato Unicredit ed il vice presidente Carlo Varvaro.
Il primo – rileva Orlando – è stato nominato da Unicredit senza che questa ne avesse più diritto, non avendo versato nel 2011 e nel 2012 il contributo previsto pari ad almeno l’8% dei contributi statali. Il secondo è stato invece nominato con una determina del sindaco Cammarata, mentre tale nomina andava fatta, a termini di Statuto, dall’Assemblea dei Soci della Fondazione. Orlando ha quindi inviato al Ministero tutta la documentazione relativa alla situazione del Teatro, “al fine di consentire a codesto Ministero di assumere, nell’esercizio delle proprie funzioni di vigilanza, le determinazioni di competenza”.












Un commento a "Teatro Massimo, Orlando al ministero
“Illegittimi due componenti del Cda”"
A che punto siamo con la gestione del Teatro Massimo?
Alcune riflessioni dall’articolo:
nell’articolo del 17 maggio 2012 si annunciava che il Settimo bilancio consecutivo 2011 si era chiuso in attivo per il Teatro Massimo con un utile di 1.358.818 euro, dentro il quale la somma necessaria a pagare il mutuo contratto nel 2006 per coprire il debito con le banche di circa 27 milioni di euro, di cui restano ancora da pagarne circa 16. Un consiglio di amministrazione soddisfatto e tra i componenti quel rappresentante del socio privato UniCredit, che ha apprezzato il management gestionale e artistico del Teatro. Il soprintendente Cognata apprezzava la puntualità nel pagamento degli stipendi e il successo di critica e di pubblico. Antonio Cognata era stato reincaricato fino al 2014 dal sindaco uscente, Diego Cammarata, e la eventuale rimozione con la risoluzione bonaria costerebbe circa 250 mila euro. Ci si chiede se Cognata abbia rispettato i termini del contratto
Il sindaco, quale neopresidente della fondazione, nel sollevare dubbi di legittimità sulle nomine di quel componente dell’Unicredit Renato Scalia e del vicepresidente Carlo Varvaro, sottolinea come i chiarimenti forniti dal Collegio dei Revisori dei Conti e dal Sovrintendente “non sono idonee a superare le criticità rilevate”.
Dalla storia vissuta attraverso le cronache giornalistiche, in data 23 giugno 2012, in occasione dell’insediamento del nuovo presidente della Fondazione, Orlando, i lavoratori impegnati nella stessa, hanno esposto le criticità nella gestione che a loro avviso sono da registrare
1) nei metodi,
2) nei contenuti culturali dell’attività del teatro.
3) nella mancata programmazione del cartellone di rappresentazioni per l’inizio della nuova stagione. Questo ultimo punto arreca danni notevoli non solo sotto il profilo economico ma anche sociale e culturale, mortificando l’immagine della Fondazione e del valore culturale del Teatro massimo.
Il 26 giugno, intanto, Leoluca Orlando, ha voluto riaprire il dialogo i rappresentanti delle organizzazioni sindacali di settore incontrandoli a Villa Niscemi. Erano presenti i rappresentanti della Cgil Slc, della Uil comunicazioni e della Cisl Fistel.
In quella circostanza Orlando ha presentato il suo programma di interventi 1. Il primo di carattere amministrativo-manageriale: la Fondazione deve essere essa stessa “centro di produzione” in grado di allestire opere, concerti e balletti con le proprie risorse, sia al Teatro Massimo che al Teatro di Verdura. Dunque i suoi vertici devono essere orientati allo scopo. 2. Il secondo di carattere politico-amministrativo: vertici e consulenti da rivedere nelle loro competenze, risorse da reperire ed implementare.,
Il 20 luglio 2012 il Teatro Massimo di Palermo è oggetto di rimostranze da parte delle OOSS che ne denunciano la gestione ancora priva di risposte, la “disorganizzazione” e le “scelte artistiche.
In buona sostanza sarebbe mancata la “competenza ed il rispetto” delle funzioni esercitate da chi è incaricato di progettualità artistica, la cui relazione programmatica della “stagione estiva 2012”mancherebbe. E se pure tardiva non sono stati rispettati i tempi necessari agli orchestrali per lo studio delle partiture da eseguire ponendo la difficoltà di potere offrire al meglio la musicalità.
Tutto ciò aggraverebbe la “condizione organizzativa” già sperimentata nel periodo invernale quando si alternano periodi di inattività a periodi affogati di prove e turni per lo studio di opere di repertorio, trascurando le attività sinfoniche e cameristiche.
I costi sono appesantiti oltre il dovuto perché in effetti sembrerebbe mancare organicità nella razionalizzazione delle spese e dei costi di produzione, con la conseguenza che si sacrificano obiettivi di interesse culturale e sociale elevato.
Progettazione non programmata, poco confronto, approssimazione nella pianificazione e nello sviluppo.
Le spese sono da addebitarsi anche alle sostituzioni dei direttori di orchestra, già segnale di criticità. La medesima valutazione varrebbe anche per il direttore artistico, il maestro Mariani, troppo spesso assente per motivi professionali personali e non legati agli impegni con la Fondazione, a dire delle OOSS, ma inutile aggiungere i disagi ormai denunciati e dunque a conoscenza dell’amministrazione e del pubblico, un pubblico mortificato.
Ad una Fondazione importante quale quella del Teatro Massimo si chiede di dare risposte adeguate alla domanda culturale mantenendo gli standars di qualità organizzativa e programmatica, nel rispetto di un piano di interventi che registri il pieno ed efficace utilizzo dei fondi a disposizione e la creatività progettuale autonoma che valorizzi le risorse professionali e artistiche tali da far prevedere una autofinanziamento.
Su tali orizzonti, certamente, i musicisti e il corpo di ballo della Fondazione, ma anche il settore tecnico, darebbero utili consigli se coinvolti e, diciamolo chiaramente, il coinvolgimento non è difficile in fasi di crisi in cui, pur di non fallire, ciascuno è disposto a dare il proprio contributo culturale e professionale.
Se il bilancio è attivo la condizione non solleva gravi preoccupazioni, ma di certo mirati interventi di bilancio, nell’equilibrio tra entrate ed uscite, priorità e costi rimandabili, razionalizzazione dei servizi di trasporto, facchinaggio, pulizia, derattizzazione e disinfestazione, razionalizzazione dei compiti del personale, potrebbe restituire fiducia e innovato entusiasmo. Il Teatro Massimo è uno dei teatri europei più importanti ed il suo degrado va assolutamente risolto.