Gli assessori tecnici potrebbero pagare caro il ritardo degli stipendi ai deputati dell’Assemblea regionale siciliana. Potrebbe materializzarsi la vecchia proposta di Rudy Maira, e non solo sua, di dimezzare le indennità ai membri del governo che non sono  parlamentari. Vendetta, dunque. Tremenda vendetta.

Il ritardo, è bene sottolinearlo, era stato soltanto annunciato attraverso una lettera della segreteria generale dell’Ars. Le “pesanti” ricadute sul portafogli degli onorevoli regionali non erano state sopportate quando si sono registrate le proteste a Sala D’Ercole, che hanno visto il deputato Toto Cordaro in prima fila.

La Regione siciliana, infatti, aveva avvertito l’Assemblea che non avrebbe potuto trasferire nei prossimi giorni le risorse utile per il pagamento dei compensi, contributi ed ogni altro bisogno. Sui media l’evento è stato “salutato” come una novità, ma è un errore, perché in passato si sono verificati più volte ritardi nel pagamento degli stipendi dell’Assemblea regionale siciliana. La novità è, piuttosto, la reazione dei deputati che in passato non si è mari verificata.

Una reazione che ha scatenato l’ironia e il sarcasmo di molti, in specie sul web che è stato invaso da battute salaci. I contenuti degli interventi sono incentrati sull’effettivo bisogno da parte dei deputati di avere lo stipendio il giorno previsto (qualche giorno prima dei comuni mortali). Non ha certo migliorato l’immagine dell’Assemblea la qualità della reazione, che si sia recriminato sul fatto che l’Assemblea sia stata considerata alla stregua di un qualunque fornitore.

Se lo fosse, invero, dovrebbe rispondere della qualità dei servizi che eroga, la fornitura sarebbe oggetto di verifica come qualunque altra e nel caso in cui l’erogazione del servizio fosse giudicato scadente, si aprirebbe un contenzioso sul pagamento.

I membri del Parlamento regionale, com’è noto, ricevono comunque vada le loro retribuzioni. Ci sono indennità di carica (il 70 per cento dei deputati ne vanta una) che vengono compensate senza che sia espletata l’attività della quale si è incaricati.

Insomma, avrebbero dovuto sopportare in silenzio lo scarto temporale dello stipendio, per far dimenticare che esso viene erogato.

Bieco qualunquismo, è vero. Ma certe volte se le vogliono proprio.