Elezioni regionali siciliane il 30 e 31 ottobre, elezioni politiche l’11 novembre? C’e’ chi non mette piu’ l’interrogativo, ma noi continuiamo a metterlo, perche’ l’evoluzione del quadro politico non e’ cosi’ lineare da permettere previsioni nette. Quel che e’ diventato assai difficile, e’ l’aggancio delle politiche con le regionali siciliane. Prima dell’11 novembre non sarebbe davvero possibile andare alle urne per rinnovare le Camere a causa di un calendario parlamentare piuttosto fitto di impegni urgenti e non procrastinabili. La nuova legge elettorale – introduzione delle preferenze e collegi unici, premio di governabilita’ – ha bisogno di tempi tecnici che non possono essere ristretti piu’ del necessario. E’ percio’ ormai chiaro che il timore, paventato da Raffaele Lombardo, di passare attraverso le forche caudine dei partiti nazionali in Sicilia non c’e’ piu’. Dipende ora dal governare: se terra’ fede agli annunci, e non c’e’ alcuna ragione perche’ si verifichi il contrario, la Sicilia anticiperebbe di dieci giorni le urne.
Nell’Isola, tuttavia, le cure maggiori, com’e’ ovvio, vengono riposte verso le regionali. Nelle ultime ore si sono verificati due episodi che potrebbero incidere sulle alleanze regionali. Gianpiero d’Alia ha incontrato Leoluca Orlando. Non e’ trapelato nulla, ma e’ chiaro che il tema dell’incontro sia stato l’allargamento dell’alleanza Pd-Udc al centrosinistra. Non e’ un mistero che fra il sindaco e il senatore e coordinatore regionale dell’Udc ci sia un feeling politico.
Si va dunque verso una coalizione che mette insieme i quattro partiti del centrosinistra con la formazione di Casini? La risposta sarebbe positiva senza la mina vagante di Claudio Fava che “sequestra” il suo partito, il Sel, ad un arroccamento attorno alla sua candidatura. Senza Orlando, tuttavia, la discesa in campo di Fava sarebbe velleitaria.
Le ultime schermaglie romane, invero, non sembrano incoraggiare questa soluzione, perche’ il ballon d’essai lanciato da Antonio Di Pietro – l’asse dei non allineati con Vendola e Grillo – e’ stato “bruciato” a stretto giro di posta da Nichi Vendola, che ha manifestato di preferire un centrosinistra “largo e forte”. La qualcosa rischia di mettere alle corde il neogrillismo dell’ex pm, che avrebbe voluto uscire dalla ring cui e’ stato costretto dai democratici.
Leoluca Orlando, che e’ anche il portavoce dell’Idv, dovrebbe seguire Antonio Di Pietro usqua ac cadaver? Non proprio, il sindaco si e’ conquistata l’indipendenza a suon di voti a Palermo ed e’ nella condizione migliore per fare di testa sua. Le conseguenze dello “strappo” – se non si ricucira’ lo strappo di Di Pietro con Nichi Vendola – potrebbero essere gravi nel caso in cui le regionali siciliane precedessero di appena dieci giorni le politiche nazionali. L’influenza dei risultati siciliani sarebbe di gran lunga maggiore rispetto al voto di primavera. Sei mesi non sono un’eternita’ ma quanto basta per creare una rassicurante intercapedine fra il voto siciliano e quello nazionale. Bisogna percio’ tenere in conto questo elemento per ragionare sulla collocazione dell’Idv siciliano.













Un commento a "Aggancio impossibile, Lombardo respira. E D’Alia incontra Orlando"
Orlando è portavoce dell’Idv, ma chi parla è sempre Di Pietro : che voce porta Orlando se non la sua personale?