Se chiedi al tassinaro di portarti al Commissariato dello Stato, che è il Palazzo tricolore più importante insieme alla Prefettura, bene che vada ti guarda di traverso, come a dire: ma questo che vuole? La stessa reazione, o qualcosa di simile, avviene in verità se chiedi di andare all’Assemblea regionale, che è il Palazzo dell’autonomia, sede del Parlamento regionale, ma il Commissariato dello Stato, a differenza di Palazzo dei Normanni, è davvero un luogo per addetti ai lavori. I deputati regionali il governo se lo sognano di notte, spesso con incubi, ma fuori dalla cerchia degli addetti ai lavori, niente.
Ebbene, dal pomeriggio di lunedì 23 luglio 2012 il Commissariato dello stato, ubicato in una delle splendide dimore dei Florio, in piazza Principe di Camporeale a Palermo, è stato sdoganato: per la prima volta nella storia dell’autonomia siciliana, dal dopoguerra ad oggi, davanti ai balconi del Commissario-prefetto, si è svolta una manifestazione, ispirata da associazioni e movimenti autonomisti ed indipendentisti, con bandiere, slogan e festoni. Una folla di uomini e donne, giovani e meno giovani di tre-quattromila persone, arrivate nel capoluogo da molti comuni siciliani. Quando si è formato il corteo qualcuno si è accorto che il Palazzo del Commissario aveva due bandiere al vento, quella italiana ed europea, ma non la terza, la bandiera della Sicilia, giallorossa con la Trinacria. Un affronto, oltre che una scorrettezza istituzionale, perché gli uffici pubblici – hanno protestato gli organizzatori della manifestazione – hanno l’obbligo di esporre la bandiera della Sicilia.
Protesta vibrata, ma civile.
Per riferire sulle ragioni del raduno autonomista, basta ricordare gli slogan più ricorrenti: le imprese paghino le tasse in Sicilia; lo Statuto non si tocca; giù le mani dalla Sicilia; 50 mila licenziati? Noi non ammazziamo nessuno.
Non solo il cahier de doleance sulle cose da fare, dunque, ma anche le questioni di principi, e il ritorno dell’autonomismo vecchia maniera, suscitato dall’incredibile vicenda del default inventato di sana pianta. Un autentico assist per gli autonomisti “in sonno”. Commissariato dello Stato: chiuso per default, recitava uno degli slogan più ricorrenti. E poi: L’unica alternativa all’autonomia è l’indipendenza. Ed una variante: O lo Statuto o l’indipendenza. Una delle manifestanti che si è impadronita del microfono, ha spiegato: “Noi l’autonomia non l’abbiamo, anche se è garantita dalla costituzione. E i giornali che addebitano all’autonomia i nostri problemi, non sanno di che parlano”. Ed un altro ha aggiunto: “Sia chiaro, se tentato l’espianto, li colpiamo al cuore. Ci riprendiamo noi stessi”. Altri hanno invocato “la marcia del sale”, sull’esempio indiano. O l’acquisto di merce prodotta in Sicilia e solo quella. Massimo Costa, l’ideologo delle associazioni autonomiste, ha indicato nei partiti nazionali le cause dei mali della Sicilia. Sono loro, ha detto, ad avere voluto il centralismo ed ad avere affossato la specialità siciliana, sicché l’autonomia, rimasta largamente inattuata, subisce la beffa di essere il bersaglio dei suoi avversari. Una cosa e il suo contrario, insomma.
La manifestazione si è conclusa con un corteo, guardato a vista, da un drappello di carabinieri antisommossa, rimasti inattivi per tutto il tempo. Raffaele Lombardo non c’era, naturalmente, ma era come se ci fosse. Qualcuno l’ha evocato. Ed i suoi deputati e senatori erano lì, con i manifestanti, compiaciuti e festanti, ne hanno materializzato la presenza. In effige, per interposta persona.
Foto/video Silvia Andretti




























19 commenti a "Bandiere siciliane al Commissariato dello Stato: FOTO-VIDEO"
se aboliscono il commissario dello stato mi volete dire come faranno poi i deputati dell’ars a trovare un capro espiatorio per tutte le leggi sballate che son costretti ad approvare per accontentare le richieste dei loro clientes e che per forza poi spesso il commissario impugna?finisce il giochetto:noi ve l’abbiamo approvata ci colpa lui, il commissario dello stato ,se non passa.
Oggi i veri nemici dei sicilianisti non sono più gli Ascari ma i “cacauova”:
I “cacauova” sono quella specie di siciliani che nel secolare dialetto panormita vengono racchiusi e sintetizzati in un solo termine per rappresentare una summa di comportamenti, atteggiamenti e mentalità propri di una gran parte della popolazione che tengono a omologarsi e allinearsi per “mostrarsi” facenti parte di una categoria di persone “importanti”. Questa specie di siciliani purtroppo è da temere al di là della loro mediocrità perché starnazzano e fannu scrusciu diventando servi altezzosi di una ideologia confezionata dai loro uomini o partiti di riferimento. Un esempio: se apre un nuovo ristorante alla moda che diventa riferimento della borghesia siciliana, anche se si sa che non si mangia bene, i “cacaova” accorrono sorridenti, si salutano, si riconoscono, l’uno rassicura l’altro con la propria presenza.
Il gruppo della Palermo-bene (la borghesia), arrogante, autoassolutoria, supponente e che vive di apparenze si compiace della propria esistenza grazie all’esercito di “cacauova” che a sua volta fa di tutto per mostrarsi e apparire nella speranza che prima o poi saranno accreditati per ambire al morboso desiderio di essere arruolati nell’élite della Palermo bene e “civile”. Questo esercito di “cacauova” che aspirano al riconoscimento della “Palermo bene” li riconosci subito dai discorsi che fanno, infatti, nei vari commentari dei vari giornali On Line puoi distinguerli facilmente per i loro propositi di giustizialismo politico/giudiziario o per le loro analisi politiche sull’etica, la morale e la legalità comunque elastica assecondo il loro allineamento socio/politico, infatti, ti capiterà spesso di leggere i loro commenti che iniziano con: “Noi cittadini onesti siamo con te….”, oppure: “la gente per bene è con te….”. La cosa aberrante per una persona normale è che non sai come poter interagire con questa gente e spesso ti rifiuti pure di commentare anche un buon articolo per non mischiarlo con questi “cacauova” che parlano di cose e di idee confezionati da altri. D’altra parte, questi individui (i cacauova), non vivono nella realtà ma in una dimensione sociale irreale, costruita sull’ideologismo mistificatorio e artefatto da quella generazionale borghesia siciliana che li ammaestra a dispensare e propagandare giudizi e sentenze sociali che li fanno sentire maestri di vita senza rendersi conto che di vita non vivono nemmeno la loro, infatti, non hanno nessuna funzione sociale tranne quella di essere strumentalizzati dalle cosiddette “società civili” che formano la classe dirigente siciliana.
Essere consapevoli di queste peculiarità è importante per capire il fenomeno dilagante dei cacauova e comprendere come molti siciliani vengono ascaritalianizzati dalle “società civili” di quella borghesia pluri/generazionale “allineata” alla mafio/partitocrazia romana filo lombardo/piemontese.
Grazie Ciccio, mi mancavano queste informazioni per completare la mia cultura sulla nostro terra. Ne farò tesoro.
Anch’io ero lì presente in piazza Principe di Camporeale a scandire quegli slogan che colorivano una manifestazione molto sentita e numerosa. Appassionato il discorso del Senatore Giovanni Pistorio che ,per un attimo, l’ho immaginato come un condottiero mentre incita il proprio esercito alla battaglia ( ed io mi sentii molto partecipe) contro un agguerrito nemico che vuole ,ad ogni costo, defraudarlo dello Statuto speciale, e della “Autonomia Regionale” che anche se non esercitate, costituiscono per i “Siciliani” un simbolo inviolabile. Battiamoci, quindi, perchè lo Stato Centrale non calpesti questi nostri diritti e perchè finalmente vengano applicate letteralmente le norme imposte dalla legge costituzionale n.2 del 26 febbraio 1948, così come per la Valle d’Aosta, Trentino -Alto Adige, Friuli Venezia Giulia e Sardegna.
Da giornale di informazione siete diventati il bollettino dei forconi….
Non colloquiate con loro, sono i cecchini di stato, prezzolati o semplici bastiancontrari, che si fingono Siciliani al fine di dare un barlume di credibilità alle proprie sconquassate tesi.
La Sicilia è dei Siciliani, giù le mani ascari!
Antudo!
Il risveglio è importante ma la manifestazione più concreta si espleta nel modo più semplice e democratico di questo mondo, con il voto … visto e considerato che i primi “traditori” albergano in buona parte nel nostro Parlamento. Fin quando i politici siciliani del Parlamento siciliano saranno i primi ad invocare le segreterie nazionali per dirimere le beghe di corrente o l’appoggio ad un governo regionale, non potremo che registrare l’ennesimo strappo e la mancata applicazione dello Statuto. A noi cittadini attenti il compito di individuare gli uomini ed i movimenti che si stanno muovendo in linea con quello che riteniamo più giusto e concreto per il rilancio di tutti i fattori produttivi, linfa vitale per un futuro più dignitoso.
un caro saluto
Massimo
A Fabry, va rileggiti a storia va… La Sicilia 3a industria del mondo!!…. Assai ci’a stato industriale…
A Ciccio, ma i mafiosi non sono siciliani? Gli uomini di panza non sono siciliani? I farabutti che svendono agli imprenditori del nord il sud italiano, non sono siciliani? La lentezza burocratica e il menefreghismo generalizzato nell’amministrazione pubblica siciliana dove sono stati assunti migliaia di impiegati soltanto per avere un voto, non è tutta siciliana? Da negghia di Cammarata non è siciliano? E allora chi sono i veri colonizzatori della sicilia? I nordisti o i siciliani stessi? La sola cosa che sappiamo ben fare in Sicilia è dare la colpa agli altri, ma darsi da fare, NO MAI!
I Sicilia ci piace solo scialarcela alla grande con tanto di chantillé sulle fragole, chista è a verità!!
Ancora c’è qualche ignorante che pensa che l’Autonomia siciliana sia in vigore e si chiede che vantaggi abbia portato… E’ incredibile!
Si chieda piuttosto che vantaggi hanno portato alla Sicilia i Governi, tutti, compreso anche quello di Lombardo, formati dai partiti italiani. L’unica via per la Sicilia è un partito locale forte, fatto da gente onesta che non si venda a nessun potere forte italiano ed europeo; come accade in tutte le regioni autonome del mondo.
Si,arrivarono i mille e dopo un paio d’anni se ne andarono i Siciliani a centinaia di migliaia mai prima di allora era successo ,emigravano i Veneti e i Lombardi che per non morire di fame venivano a lavorare da noi dato che eravamo la 3°industria al mondo fino a quel momento ,e questa è storia mica “oh cincilla’”"oh cincilla”.L’unico regalo fatto da Garibaldi e Cavour e stata la miseria e la mafia e anche questa è storia!!!
Girolamo,
la Sicilia non è mai stata autonoma. Non capisci che la fame nasce dal fatto che siamo una colonia? La nostra appartenenza all’Italia è assolutamente falsa. Nella realtà siamo soltanto schiavi, come gli africani, e i mafiosi di cui tu parli sono sempre stati il miglior alleato della dominazione italiana in Sicilia.. Anzi sono nati con la dominazione italiana stessa. Questa lotta è una lotta di libertà. La faremo nonostante quelli come te che non capiscono e si fanno infruscare dai media nazionali interessati a mantenere le cose come stanno.
Mi vien que ridere, ma da morire…. ma arrivarono i mille???? …Sento un vento autonomista…. i tempi son cambiati… non ci posso credere! Ma che è un’operetta????
Oh cincillà, Oh cincillà…
E mi revien da ridre, ma da morire…
E prego la Santissima Rosalia, che invece di togliere la peste ci dia nu pocu i cirivieddo a certi siciliani, chi piccarità, in buona fede sono: ma sbagliata!!!
Il commissario dello stato blocca l’autonomia.
Ma cos’è questa autonomia che vantaggi ci ha portato nessuno lo spiega.L’mpa mi pare si batta più che altro per l’autonomia di nominare amici e parenti .L’ars boccia la norma che vieta di conferire incarichi a gente condannata, indagata per mafia, etc. proprio nei giorni della commemorazione di uomini come Borsellino.
Francamente questa manifestazione di oggi se la potevano risparmiare.Potevano andare invece sotto l’ars a ricordargli che l’autonomia deve servire per farci progredire nella civiltà.
Finti siculi? Guarda, credo che tu sia daltonico, lì c’erano le bandiere giallo-rosse della trinacria, lì c’era sicuramente quella parte di popolazione sicula che più sente l’orgoglio di essere tale, lì c’era tutta quella gente che mai si è chinata di fronte agli interessi di roma e di milano. La malapolitica e la malamministrazione di cui tu parli non c’entra assolutamente nulla con l’autonomia siciliana. Lo spreco che tanto ti indigna è presente pure in Calabria, nel Lazio e nella Campania, e, fattene una ragione, anche in Lombardia, regioni non autonome. Se pensi che valga l’equazione autonomia=spreco e stato italiano=buona gestione, allora sei sulla strada sbagliata, visto che la gestione delle nostre risorse è stata praticamente pilotata da Roma in tutti questi anni, ed il risultato è quello che hai sotto gli occhi. Cerca di riflettere su quello che diciamo noi sicilianisti, noi concordiamo con te sulla inadeguatezza dei politici siciliani che hanno stipulato un tacito accordo con roma e che prevede una dissennata e paramafiosa gestione della Sicilia in cambio dello sfruttamento delle ingenti risorse siciliane che l’autonomia, se realmente applicata, invece difenderebbe. Ti indigni per i dirigenti strapagati? Anche io! Ti indigni per l’intreccio tra politica e mafia? Anche io! Ma dimostrami come questo possa c’entrare con l’autonomia.
Ripeto, rifletti attentamente sulle nostre ragioni, non permettere a Repubblica di pensare per te, e vedrai che ci ritroveremo d’accordo su molte tematiche siciliane.
Caro Girolamo, chi si rivolge ai siciliani come fai tu chiamandoli “cari siculi” fa capire subito che si appartiene a quella categoria di infiltrati che infestano i siti di informazione siciliana per creare confusione e disinformazione.
Ma ormai è diventato facile sgamarvi.
Sapete questo mese ho pagato ben 82,00 euro di irpef regionale, per dare da mangiare a burocrati e politici a 200.000 e anche a 300.000 euro all’anno, senza aver visto nulla di buono. Leggo manifesti di qualcuno che si è rotto le palle, a chi lo dice , a me hanno rotto anche qualcos’altro. Cari siculi non facciamoci prendere in giro da questi signori ,politici o burocrati parassiti,che hanno la pancia piena.Io sono orgoglioso di essere siciliano, ma di quelli che come me si sono fatti la valigia e il culo per lavorare e guadagnare onestamente il loro pane quotidiano senza andare in giro a raccontare balle . Se Dio lo vorrà li spazzeremo via questi finti siculi.
Io sto venendo da li’,protesta civilissima ma sentita, il vento autonomista sta montando di nuovo finalmente e’ l’unico modo per uscire dallo stato coloniale in cui siamo da sempre con i nostri “cari”fratelli d’italia-padani che ci succhiano il sangue e le risorse in cambio di sputi ed insulti,la vicenda del default è un ennesimo sfregio umiliante per un intero popolo che ha una dignità immensa capace di sopportare di tutto!!!Ora basta!!!Diciamo la verità e ristabiliamo le cose per come realmente sono.Ricordo a tutti i leghisti che per la nostra autonomia in Sicilia si sparò per davvero e non con armi medievali ed elmetti con le corna come minacciano loro,questo per dire che qui si fa sul serio,con proteste civili come quelle di oggi ovviamente,i tempi sono cambiati!!!
Ridicoli, non ho mai visto i siciliani protestare quando i mafiosi ci derubavano e ci derubano dei nostri diritti e del nostro futuro. Sapete che vi dico , di questa autonomia non so che farmene, tenetevela stretta tanto ci porterà alla fame totale a favore di pochi privilegiati( politici e burocrati) a 200.000 euro e i poveri cristi alla fame.