(Adnkronos) Federica Puma, la madre della bambina di sette anni che da piu’ di sette mesi si trova in una casa famiglia a seguito di provvedimento del Tribunale per i Minorenni di Roma, e’ in permanente stato di sciopero della fame iniziato quattro giorni fa. La donna, tramite il suo avvocato, Giuseppe Lipera, ha presentato oggi “atto di reclamo alla Corte di Appello di Roma avverso l’ultima ordinanza del Tribunale per i Minorenni di Roma con cui si statuisce la continuazione della permanenza della minore nella casa famiglia, nonostante in atti siano emersi elementi sconcertanti – fa sapere il legale della donna- attestanti la stato di sofferenza della bambina e il forte trauma dalla stessa subito per il distaccamento dalla madre e dall’ambiente in cui e’ viveva”. Lipera, inoltre, appreso dello stato “angoscioso della minore”, chiede che il “Collegio capitolino disponga l’ispezione sui luoghi della casa famiglia e accerti di persona l’ambiente e i soggetti che rappresentano la quotidianita’ della bambina e chiede, altresi’, che la piccola venga ascoltata dal Giudici, in quanto la stessa ha dimostrato di essere soggetto con ampie capacita’ di discernimento e di avere chiara la triste vicenda che sta vivendo, definendola un lotta tra adulti in cui i piccoli, che chiedono la immediata cessazione, non sono ascoltati”. Qualche giorno fa, rende noto ancora il legale di Federica Puma, “si e’ appreso che la casa famiglia in cui si trova la bambina condurra’ i piccoli ospiti in Calabria in altra struttura estiva, ove gli stessi rimarranno ininterrottamente per piu’ di un mese. Nella casa vacanza – osserva Lipera- non vi e’ linea telefonica e non sara’ possibile per la minore incontrare ne’ la madre ne’ i nonni materni, in quanto la struttura e’ priva di locali idonei”.
Giuseppe Lipera ha presentato, sempre stamattina, ricorso d’urgenza al Tribunale per i Minorenni di Roma affinche’ “arresti immediatamente l’isolamento della piccola nella sconosciuta residenza estiva e impedisca di arrecare alla bimba un ulteriore trauma ossia l’allontanamento dalla madre nel piu’ completo silenzio per tutto il periodo estivo”. “La piccola vive malissimo la permanenza nella casa famiglia – evidenzia ancora Lipera – sia per il non accettato e compreso distacco dalla madre, nei confronti della quale riferisce sempre di provare amore e desiderio di unirsi, sia per la non idoneita’ dell’ambiente in cui e’ stata con la forza impiantata. Dice parolacce, e’ coinvolta in vari tafferugli con altri bambini, lamenta la mancanza della sua vecchia scuola e delle suore sue insegnanti ed e’ sopraffatta da ansia, angoscia, violenza e aggressivita”’.










