“Io ho paura? Io sono siciliano e per me la vita vale meno di zero”
Giovanni Falcone
Ho letto sul Giornale la profondissima opinione di Vittorio Feltri sulla mafia e sulla Sicilia. L’argomento, dice, non gli interessa da 30anni, e l’unica cosa che ha letto sull’argomento è il Giorno della Civetta. Forse gli sarà piaciuto il personaggio del capitano Bellodi, il nordico senza macchia e senza paura. Saprà senz’altro, come confessato dallo stesso Sciascia, che il personaggio non è ispirato a Dalla Chiesa, come pure in molti credono, ma al commissario agrigentino Renato Candida. Cosa Nostra per Feltri è una noia e un affare siciliano, per cui dovrebbero occuparsene solo i Siciliani. Come del resto, è puntualmente avvenuto. Siciliani erano, cito a memoria, Cesare Terranova, Rocco Chinnici e Pio LaTorre, Placido Rizzotto, Piersanti Mattarella. Lo erano anche Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, che Feltri, con implacabile tempismo, ha commemorato a modo suo con questa provocazione. E a dire il vero, nemmeno di provocazione si tratta, ma di volgarità. In tutto l’articolo, Feltri sembra aver nient’altro che raccolto due banalità da osteria e lo scandalo è solo nell’aver trasformato la normale cretinata da bancone in un contenuto della stampa nazionale.
La Sicilia, dice Feltri, è lontana (da chi? Anche Bergamo lo è ) e l’ha visitata senza comprenderla, ma questo nel galateo della logica, imporrebbe un salutare silenzio. Invece Feltri, sente il dovere di proferire, dall’alto nel Nord, altre verità. Per Feltri è da imbecilli non sfruttare la Sicilia, in quanto pur avendo questo patrimonio di bellezze artistiche e paesaggistiche, viviamo di espedienti, pubblico impiego e criminalità. Certo qui ha ragione. Ma per completezza, mi si permetta l’audacia di una più forse scandalosa provocazione: bisogna essere imbecilli pure ad aver ridotto così la Lombardia.
La Lombardia è uno dei posti più brutti d’ Europa. Ma attenzione, non è stata sempre orrenda come adesso è. Basta osservare alcune tele dei paesaggisti lombardi di fine 800, come Filippo Carcano o Giovanni Carnevali, per accorgersi di quanto evocative fossero le piane della Val Brembana, le dolci Prealpi, i docili corsi d’acqua di pianura, rigogliosi di vegetazione e selvaggina. Di questo, nella terra di Feltri, non è rimasto niente. Lo spauracchio della fame passata, si è trasformata in ingordigia. In Germania, si è pensato a lasciare spazi, a costruire il verde, a preservare. In Lombardia, si è macinato cemento su cemento, fumo su fumo. I livelli di inquinamento sono fra i più elevati d’ Europa. Fabbriche e magazzini e centri commerciali e villette a schiera e palazzine, discount e pornoshop, tutto attaccato, tutto stretto, senza soluzione e senza tregua; come ha scritto un grande autore veneto, solo “una lunga monotonia dell’anima e dell’esistenza”. Ho visitato la Lombardia, e l’ho capita. Nonostante la ricchezza, la gente da l’idea di essere più sola e smarrita che altrove. “Fare soldi per fare soldi per fare soldi: se esistono altre prospettive, non le ho viste. .. Di librerie,neanche una”. E infatti la cultura, purtroppo non si è distribuita come la ricchezza: accanto ai teatri e ai salotti cittadini, persistono le larghe maggioranze umane, tronfie di rozzissimo razzismo, di grossolane paure medioevali, prigioniere di una chiusura mentale selvaggia e logorante.
Si tratta, a ben vedere, della cultura di molti lettori a cui Feltri si rivolge, rimasti alle distinzioni elementari del buoni contro cattivi. Eppure, con un po’ di più lucida passione, anche Feltri potrebbe dare altro nutrimento alla sua gente: il Nord a cui si rivolge odia già troppo, e l’odio avvelena e offusca.
La realtà italiana, certo è più complessa della favola di Biancaneve.
Prendiamo atto comunque, che per Feltri la Sicilia è l’origine del male e il Nord il fortino incantato delle virtù. La mafia è un faccenda solo meridionale di briganti ignoranti come capre, e più capre ancora sono ancora quelli – i giornalisti, i magistrati, i poliziotti – incapaci di fermarla. Il resto, è fantasia.
Eppure la mafia in Lombardia fa affari da 40anni, è penetrata ovunque, acquista quartieri, impone la sua violenza. Basterebbe guardare le carte dell’operazione Crimine, Tribunale di Milano. Un vero maxiprocesso. Le statistiche criminali collocano la Lombardia alla pari, e talvolta sopra, le regioni del Sud.; riciclaggio, estorsioni, usura, traffico di rifiuti, corruzione, stupefacenti, gestione degli appalti. Non manca nulla. Nemmeno, a quanto pare, la vecchia regola dell’ omertà. Nemmeno gli incapaci, nemmeno le capre. In realtà, ricorderà Feltri dalle letture di Sciascia, la linea della palma, da tempo si è alzata, e l’ Italia è tutta somigliante alla Sicilia.
Se così è, forse un intellettuale dovrebbe sforzarsi di capirla, questa Sicilia, per capire l’ Italia intera.
Si accorgerebbe, il Feltri, che quello di tapparsi gli occhi davanti alla mafia in casa propria, è un fatto che in Sicilia è già avvenuto. Noi questo errore lo abbiamo commesso molto tempo fa. Al Nord, tocca commetterlo adesso. In questa prospettiva, possiamo dire che la Lombardia è una terra un pò arretrata. Non voler vedere e collocare altrove e sempre altrove il proprio male, non risolverà il problema.
Sulla mafia storica, di cui ammette di non sapere nulla, consiglio al grande giornalista una lettura interessante, I Promessi Sposi, di tal Manzoni; vi leggerà di un signorotto spagnolo, Don Rodrigo, e dei suoi scagnozzi, che usano la violenza sui cittadini per imporre un potere, e corrompevano per salvaguardare i propri privilegi.
Libera nos malo, liberaci dalla Sicilia e dal Male, scrive Feltri. Con questa invocazione, Vittorio Feltri chiude l’articolo.
Che a me fa rabbia, ma sarà che in noi siciliani la vanità è più forte di qualsiasi miseria. E certo il nostro narcisismo è un difetto terribile, che ci impedisce di guarire, che ci imprigiona. Ma la parola vanità, a ben vedere, è polisemantica. Accanto alla vanteria, si nasconde il significato esistenziale della parola antica: vanitas, inutilità del senso, mancanza. Una vanità che è chiave e porta delle nostre contraddizioni: dell’estremo coraggio – quello che fa a dire a Giovanni Falcone “ma cosa credono questi signori? Che io ho paura? Io sono siciliano e per me la vita vale meno di zero”. Dell’estrema violenza. Delle miserie e delle ricchezze che contraddistinguono l’essere isolani. Di questa complessità hanno scritto senza soluzione alcuni fra i più grandi pensatori del novecento. Ma sono discorsi sottili, di certo poco gradito a uno come Feltri, abituato a tagliare il pensiero con l’accetta..…… e tutti quanti, gattopardi , sciacalli e pecore, continueremo a crederci il sale della terra.











12 commenti a "Pazza idea: la Lombardia sta peggio della Sicilia? Per certi aspetti…"
Anche nell’articolo, a ben vedere, ci sono virgole gettate come semi al vento…
Vipiteno (Sterzing in tedesco).
In “dott. Costa” l’apposizione si scrive con l’iniziale minuscola. Inoltre, «un’infinitesima» va con l’apostrofo, dato che “un” è articolo indeterminativo maschile, mentre in tal caso bisogna usare quello femminile, una, che dinanzi a vocale uguale può essere eliso (e l’elisione si marca con l’apostrofo).
c’è poco da commentare, il feltri come direbbe un lumbard, dall’alto della sua arroganza non poteva che dire ciò che detto, ma ricordi il feltri che la sicilia è stata terra di conquista dall’unità d’Italia 1861 ad oggi di piemontesi, lombardi, mafiosi e padrini vari non ultimo dai politici sia locali sia nazionale, come siciliano sono stanco di tutto ciò, e vorrei che tutti i parlamentari siciliani facciano di tutto per il bene della Sicilia, e non per le loro tasche.
Il problema di fondo è che Feltri come altri, ha una visibilità diversa dai pur encomiabili commenti di questo giornale. D’altra parte se anche nell’editoria la maggiore tiratura resta nelle mani di Repubblica e Corriere (per la cronaca di Palermo …Catania neanche a parlarne..) si comprende quale possa essere il tenore delle notizie che ci riguardano. Sul corriere.it nella pagina nazionale un paio di giorni fa si esordiva con le multe agli stabilimenti palermitani ed un’evasione di circa 300mila euro… in basso in un trafiletto, nel vicentino evasione fiscale per 500 MILIONI!! Non per farne la solita lotta stupida tra nord e sud ma per evidenziare che anche nell’editoria siamo partecipi direttamente o indirettamente del sostentamento all’informazione di regime, di un regime a cui i siciliani hanno allegramente e spenzieratamente partecipato col loro voto.
Un caro saluto
Massimo
Gent.mo Dott. Costa,
da siciliano e da discendente greco – albanese, La ringrazio per avere esplcitato in maniera elegante ciò che tanti di noi pensano di Feltri e di tanti che come lui tentano di cancellare queste nostre regioni del “sud” con ovvietà e che Lei definisce da osteria, ma che più correttamente dovrebbero essere inserite tra quelle postribolari.
Da discendente dei nobili greco-albanesi gunti in Siciilia nel ’400, mi sobbolle il sangue nel ricordare al sig. Feltri (sic) come queste Regioni del “sud” abbiano dato ,nel tempo, a quelle regioni del “nord” tanto di quella cultura, di civiltà, di ragioni di essere ITALIANI, di lezioni di vita e di moralità , in una parola di CAPITALE UMANIO che uno come lui , anche se studiasse per una intera vita , non riuscirebbe a memorizzarne nemmeno un infinitesima parte.
Su una cosa ho la certezza, Noi popolazione Sicula non abbiamo sicuramente timore reverenziale nei confronti di chi scrive o blatera come Feltri, anzi.
In ultimo, applicando la legge del taglione di biblica memoria , ricorderei a tutti i Siciliani che tutti i santi giorni danno al nord il loro contributo per progredire, che sarebbe opportuno fermarsi per qualche tempo e fae risolvere a gente come Feltri i problemi del nord.
Libera nos Domine.
P.S.
Le consiglierei di provare a far pubblicare il Suo articolo in qualche giornale a tiratura nazionale.
Bell’articolo non c’è che dire. Tuttavia più che reazione arrabbiata su quanto scrive Feltri, mi sarei aspettato una contestazione su quanto lui afferma a proposito dei guai odierni della Sicilia. Lasciamo perdere nord contro sud, i terroni, i polentoni ed altre amenità cui nessuno più crede, andiamo ai fatti. E’ vero o non è vero che una terra così ricca di storia, monumenti e paesaggi è sfruttata male quando addirittura non è ridotta a colate di cemento inutili, esempio il golfo di Termini Imerese? E’ vero o non è vero che Palermo ha tutt’ora macerie di case distrutte nei bombardamenti dell’ultima guerra? Più di cinquant’anni fà anchio ho fatto parte del personale della Regione e ne ho viste di cose su cui è meglio tacere. Lo vogliamo allora dire chiaro e tondo che tra i peggiori politici del nostro paese quelli siculi sono in testa alla classifica?Lei fa delle dotte citazioni e gliene faccio una anch’io. Un siciliano per amare la sua terra, rispettarla e fare in modo che tutti la rispettino, prima dei 18 anni deve essere preso ed allontanato fuori di essa per almeno 30 anni. Solo così potrà amare la sua terra al suo ritorno.
Ovviamente anche quella dell’autore era una contro-provocazione.
Non credo la mafia sia un problema siciliano, e non credo che la Lombardia, solo perchè più ricca, possa dire a noi non ce ne frega niente.
Io in Veneto e in Lombardia razzismo non ne ho incontrato. Ho incontrato gente perbene e delinquenti. Gente colta e ignoranti come la “calia”.
“La Lombardia è uno dei posti più brutti d’ Europa.” Beh, di posti inquinati ce ne sono in tutto il sud, con l’accondiscendenza delle classi politiche locali, spesso legate agli inquinatori da patti occulti e inconfessabili (desunti con “argumentum a contrario”).
In realtà l’Italia fa schifo tutta, da Vipideno a Lampedusa, ma è meravigliosa altrettanto (anzi, di più), perché dà (terza singolare del verbo dare; non “da” preposizione semplice) a chi ci vive e a chi la visita tanto in ogni ambito del sensibile: alla vista, al gusto, alla vista, al tatto, etc.
C’è però una differenza: in Sicilia non ho mai sentito dire a qualche settentrionale “però, lei non sembra settentrionale”, mentre al contrario m’è toccato sentirmelo dire tante volte, con gli interlocutori convinti di farmi un complimento, in realtà autori di una coltellata nell’inconscio.
Però, se è vero che tutti i pregiudizi sono infondati, dovremmo chiederci – con mente aperta al progresso sociale – se tutti i pregiudizi sono sempre infondati.
L’autore dell’articolo mostra di avere dei pregiudizi e, soprattutto, di non aver compreso la sarcastica provocazione di Feltri. Peccato
ma dai smettetela, la regione sicilia è al colasso, ma dove li avete spesi ttutti i soldi, nel parlamentino piu vecchio d’europa, a dar pensioni a chicchessia??? sai qui al profondo nord,siam a 1000km da milano non se ne puo piu, il lavoro manca, i debiti crescono, il futuro è sempre piu un sogno, ma cosa possiam fare per vivere????basta … basta… basta. anche a costo di essere razzista
in quanto al sig. Feltri cavalca il lamento del nord,ormai un classico del sud. stimo falcone e borsellino, un po meno reina
Quoto Alessandro!!!!Piena solidarietà per la tua vita in Veneto ,la mia a Padova è stata un dramma, li’ho capito di essere SICILIANO mi sentivo uno straniero in patria,e non certo per colpa mia…..
“Libera nos malo, liberaci dalla Sicilia e dal Male, scrive Feltri. Con questa invocazione, Vittorio Feltri chiude l’articolo.” A me non fa più rabbia, qui in Veneto sono abituato al razzismo strisciante… semmai ne approfitterei per chiedere l’indipendenza o quanto meno la piena applicazione dello Statuto con una norma costituzionale che dica esplicitamente che in caso di default l’italia non può aiutare la Sicilia (e viceversa!). In questo modo salveremmo la Sicilia dal probabile default in cui finirà l’Italia da qui all’anno prossimo… alla faccia dei veneti e di tutti i polentoni razzisti e ladri!