Il testo integrale del parere espresso dalla ragioneria generale della Regione siciliana.

Nel processo di rivisitazione della spesa ci sono due percorsi che si differenziano con riferimento al diverso insieme di obiettivi strategici, aggiustamenti dell’esistente e interventi sulle fonti di inefficienze.Il primo percorso riguarda la riduzione delle inefficienze, che ridefinisce i modi stessi di ssere dell’intervento pubblico in ambito economico regionale.

Tale percorso contempla:

• l’eliminazione degli sprechi e dell’eccesso di risorse impiegate nell’ottenimento di determinati obiettivi e le innovazioni nell’organizzazione della produzione di servizi pubblici regionali che,mantenendo i livelli di produzione originari e consentendo al contempo di gestire i servizi a costi minori, siano in grado di determinare risparmi di spesa. Questo percorso si giustifica per il fatto che le risorse rese libere dall’eliminazione degli sprechi o grazie alla còstruzione di strutture di produzione più efficienti possono essere destinate ad altri utilizzi produttivi nel settore pubblico o nel settore privato. D’altra parte, gli interventi per l’eliminazione degli sprechi sono diretti in particolare a individuare gli eccessi d’impiego di risorse (personale e beni acquistati dall’esterno) la cui rimozione non intacca il valore della prestazione offerta al pubblico. Si tratta di interventi che riguardano soprattutto le quantità di lavoro impiegate negli uffici pubblici regionali, le quantità e i prezzi dei beni acquistati per lo svolgimento delle attività pubbliche, nonché le quantità di beni immobili di proprietà pubblica utilizzati nello svolgimento delle stesse attività.

Gli interventi per le innovazioni nell’organizzazione riguardano, invece, l’incidenza del costo relativo di tutte le produzioni pubbliche regionali, riveniente dalle mancate innovazioni di processo: il settore pubblico non innova, tende a non innovare o innova con grande lentezza, anche laddove l’innovazione non richiede investimenti di particolare entità. Detti interventi riguardano anche le situazioni nelle quali il servizio offerto dall’Amministrazione Pubblica regionale si articola su centri di produzione distribuiti sul territorio dell’Isola, centri di produzione che possono essere analizzati con le tecniche statistiche della stima di funzioni di produzione o di funzioni di costo (nella ricerca di costi standard di produzione).

Il secondo percorso riguarda le cosiddette modifiche di confine, vale a dire la ridefinizione dei confini dell’intervento pubblico, attraverso la rivisitazione dei presupposti che avevano originato l’interesse della politica in una particolare attività e che avevano portato alla decisione dell’intervento pubblico, fosse esso un intervento che si sarebbe tradotto nella produzione di servizi pubblici o un intervento indiretto che si sarebbe concretizzato finanziamento di attività svolte da altri enti o da operatori privati.

A tale riguardo, si distinguono:

• interventi con impatto marginale sui confini dell’intervento pubblico, che determinano azioni o attività perseguibili anche nel breve termine

• misure che riconfigurano radicalmente i confini dell’intervento pubblico e che richiedono di decidere se un’attività possa essere mantenuta all’interno del settore pubblico, se debba essere rimandata per intero verso il settore privato dell’economia, oppure se il coinvolgimento pubblico nel suo sostegno debba essere ridotto. Attese le difficili valutazioni sul merito relativo delle diverse e molteplici funzioni svolte dalle strutture pubbliche, questo tipo di interventi richiede sempre di essere motivato da ragioni esterne ali’ esame della spesa. In sintesi, il Disegno di Legge proposto, allorché mira principalmente a contenere la spesa pubblica regionale per primarie ragioni di equilibrio di bilancio e di finanza pubblica, guarda anche ad altri importanti obie,ttivi economici: la riduzione degli sprechi, la rioganizzazione delle attività. e delle istituzioni pubbliche, il riordino dei confini dell’intervento pubblico e, ove utile o necessario, il restringimento – con varia intensità – dei confini stessi del settore pubblico.

L’ambito finanziario e gli obiettivi

Gli obiettivi di finanza pubblica regionale perseguiti in questi ultimi anni hanno previsto il contenimento in termini monetari della spesa. Tale obiettivo è stato perseguito principalmente attraverso la riduzione della spesa per consumi collettivi, associata al blocco delle retribuzioni e delle assunzioni, il contenimento del disavanzo nel Sistema Sanitario Regionale, alla riduzione del valore monetario di tutte le altre tipologie di servizi e attività pubbliche e alla riduzione della spesa degli enti e delle società partecipate. Si tratta di obiettivi che sono stati in larga parte garantiti dalla legislazione adottata nel corso degli anni. In questo contesto, possono definirsi gli obiettivi del Disegno di Legge in parola che, elencate in ordine crescente di impegno e di complessità politica, si identificano nelle seguenti:

1. operare come garanzia per il raggiungimento dell’ambizioso obiettivo di risanamento del sistema di finanza pubblica regionale;

2. consentire di attuare interventi che, nel medio termine, restituiscano flessibilità alla politica di bilancio, liberando risorse per iniziative dirette a contrastare le condizioni di difficoltà che le imprese e le famiglie siciliane stanno crescentemente sperimentando come conseguenza delle cattive condizioni in cui l’economia nazionale e regionale si trova, vivendo il quarto e consecutivo anno di recessione economica;

3. avviare azioni correttive delle anomalie del sistema di finanza pubblica regionale, tra le quali stanno in via prioritaria: l’efficienza organizzativa dell’amministrazione pubblica regionale e l’ammodernamento delle strutture di produzione dei servizi pubblici dell’amministrazione regionale. Tenuto conto che l’iniziativa legislativa in esame non comporta nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica regionale si esprime, da un punto di strettamente finanziario, parere favorevole all’approvazione.