Incredibile la tempesta mediatica registrata la settimana scorsa attorno alla Sicilia e al suo legittimo Presidente Raffaele Lombardo a seguito di un intervento epistolare del Prof. Mario Monti, alquanto inopportuno, avendo potuto far giungere il messaggio attraverso i regolari ed efficienti canali di comunicazione ufficiale tra lo Stato e le Regioni in generale e tra lo Stato e la Regione Sicilia nello specifico, che organizzano degli incontri settimanali sugli argomenti più disparati ai quali partecipano regolarmente i responsabili di settore a livello regionale e nazionale. Ci si chiede chi abbia voluto favorire Mario Monti con il suo intervento.
Certamente, si è voluto creare il casus belli e sbattere il terribile Mostro – Sicilia nella prima pagina di tutti i giornali, compresi quelli distribuiti nelle metropolitane romane. Per non parlare delle agenzie di stampa, delle emittenti radiofoniche e televisive e i siti internet del nostro Paese, dell’Europa e del mondo intero: la stessa copertura che si riserverebbe allo scoppio della terza guerra mondiale.
Potenza del grande Primo Ministro Mario Monti, sapiente bocconiano imprestato alla politica, capace di dare la stura al Vaso di Pandora con tutti i mali più devastanti dei pre-giudizi e dei pre-concetti relativi alla Sicilia e liberare le serpi più velenose avvinchiate al corpo delle Erinni. E tutti a gridare: “la Sicilia sta fallendo, o meglio è fallita a causa della politica dissennata del suo Presidente Raffaele Lombardo e della sua Giunta…Fermiamo questa gente folle e impazzita e salviamo la Sicilia, noi saggi e responsabili che Siciliani non siamo!”
Mai visto nulla di più irrazionale, ecclatante e rovinoso neppure nei momenti più drammatici dell’attività mafiosa siciliana negli anni ottanta e novanta. Esi potrebbe aggiungere, ridicolo se, dopo solo poche ore, sono iniziati i “distinguo”, il ridimensionamento del “rischio Sicilia” fino ad arrivare ad ammettere pubblicamente che il giudizio era affrettato, le valutazioni zoppicanti e non esisteva alcun rischio di fallimento della Regione Siciliana.
Troppo tardi. Il danno era stato creato. Raffaele Lombardo è stato consacrato come il nuovo San Sebastiano della storia con il corpo e lo spirito trafitto da mille strali e offerto alla venerazione – ludibrio del mondo intero. Che spettacolo da circo, prof. Mario Monti, malgré vous!
E’ un intero popolo, quello siciliano, che è stato umiliato, calunniato e vilipeso ancora una volta nella sua lunga e travagliata storia millenaria. Un popolo che non si rassegna e reagisce e che oggi, lunedì 23 luglio, si riunisce alle ore 17:00 a Palermo, in piazza Principe di Camporeale, attorno al suo legittimo Presidente e Giunta di Governo regionale per chiedere l’abolizione della figura del Commissario dello Stato e il rispetto dello Statuto regionale mai di fatto applicato se non marginalmente anche se fa parte della stessa Costituzione dello Stato italiano.
E’ importante ricordare, sostengono gli organizzatori, che “Il Commissario, oltre ad impugnare le leggi della Regione, avrebbe dovuto impugnare anche le leggi e i regolamenti dello Stato qualora ne ravvisasse l’incostituzionalità o la incompatibilità con le norme dello Statuto. Mai successo, anche in casi di palese violazione delle prerogative costituzionali della Sicilia. Si è così determinato un evidente squilibrio del rapporto pattizio tra lo Stato e la Regione”.
Come era prevedibile ed è normale in questi casi, si è innescato un meccanismo perverso di confronto tra parti e controparti che impedisce quel dialogo sereno, ragionato e approfondito che andava fatto in precedenza e nelle sedi istituzionali delegate se non ci fossero stati i soliti elefanti nelle stanze di cristalli che tutto sanno e tutto pensano di volere e potere al di sopra dei bisogni e della volontà di un popolo.
Noi che abbiamo la fortuna di essere in parte fuori della mischia, abbiamo il dovere di mantenere la calma e aiutare a capire le ragioni delle parti anche se, come ricompensa, dobbiamo aspettarci qualche lancio di pomodori e uova marce com’è nella logica delle cose in queste circostanze.
Iniziamo innazitutto da Raffaele Lombardo dicendo che non gli si addice il ruolo di nuovo San Sebastiano e che i numerosi criminali omicidi, lanciatori di strali contro la sua persona, hanno sbagliato il bersaglio delle loro frecce avvelenate per un motivo molto semplice: Lombardo è uno dei Presidente della Regione che ha fatto di più per invertire la deriva della Sicilia.
Per avere una idea trasparente e ben documentata, diamo un’occhiata al bilancio della Regione con qualche considerazione essenziale.
Il personale di ruolo della Regione Siciliana è di 16.964 unità di cui 1818 dirigenti ed il resto personale del comparto Al netto delle funzioni statali svolte dalla Regione – stante l’autonomia speciale – il personale per funzioni proprie, in analogia alle altre regioni d’Italia è di 5.148 unità di cui 1.446 dirigenti. La restante parte, pari a 11.105 unità, di cui 372 dirigenti è destinata allo svolgimento di funzioni statali nel territorio della Regione Siciliana di cui: Motorizzazione Civile e Genio Civile: 1643; Uffici, Ispettorati del Lavoro e Centri per l’Impiego: 2687; Sovrintendenze Beni Culturali, Musei, Parchi archeologici: 2971; Corpo Forestale, Polizia Faunistica Venatoria, Azienda Foreste: 1461; Servizi del Demanio marittimo: 84. Vanno poi aggiunte 711 unità che, pur essendo dipendenti della Regione, sono in comando o distacco presso enti o altre amministrazioni (Tribunali, Procure, ecc). Se consideriamo il personale diretto proprio, pari a 5.148 unità, la Regione Siciliana, si colloca al 4° posto fra le regioni d’Italia come personale addetto per abitante. Il Governo Lombardo prima con legge regionale e poi con singoli atti di giunta ha disposto, gia’ dal 2008, il blocco delle assunzioni.
I residui attivi al 31.12.2011 erano pari ad euro 15.730.351.000 di cui 10.898.000.000 ascrivibili a somme non riscosse dallo Stato e dall’U.E. per: 1) 2.040.264.000 per sanzioni tributarie accertate dagli Uffici Finanziari dello Stato e non incassate; 2) 1.526.321.000 per trasferimenti non incassati dallo Stato sostanzialmente riferibili alla quota del Fondo Sanitario; 3) 7.332.029.000 per trasferimenti in capitale dallo Stato e dall’U.E. ad oggi non incassati, ma anticipati dalla Regione. così suddivisi:
a) Crediti vantati verso l’U.E. non incassati : 2.475.000.000, per POR 2000 – 2006; per PO FESR e per PO FSE 2007 -2013;
b) Crediti vantati verso lo Stato non incassati, pari a 4.857.000.000 per Fondi Strutturali 2000 – 2006: 268 milioni; per Fondo Aree depresse: 1.053 milioni; per PO FESR 2007 -2013: 948 milioni; per PO FSE 2007 -2013: 483 milioni; per PAR FAS 2007 -2013: 839 milioni; per Edilizia sanitaria e ospedaliera: 523 milioni; per Eventi sismici e calamità naturali: 369 milioni.
Per quanto riguarda la situazione di cassa, è a rilevare che al 30 giugno 2012 la Regione siciliana aveva anticipato operazioni di cassa per circa 1.783 milioni e aveva emesso mandati non ancora pagati al 30 giugno per 1.600 milioni.
Il Bilancio di Previsione 2012 è di 27 miliardi di euro di cui solo 1.6 miliardi è destinato al pagamento di stipendi e salari. La spesa corrente prevista è di circa 15 miliardi, quella in conto capitale di 11 miliardi circa. A valori deflazionati rispetto al 2001, la spesa corrente è passata da 15,1 miliardi a 11,7 miliardi con un decremento effettivo di circa 3,1 miliardi di euro. A valori nominali, la spesa corrente 2001 era di euro 15,5 miliardi; nel 2012 è di 15,0 miliardi
Analogamente la spesa in c/capitale è passata rispettivamente da 5,9 miliardi nel 2001 a 8,3 miliardi nel 2012. A valori nominali la spesa in c/capitale nel 2001 era di 6 miliardi circa; nel 2012 è pari a euro 10,9 miliardi. Le manovre dello Stato peseranno sul bilancio della Regione per 1,019 miliardi.
L’indebitamento della Regione al 30 giugno 2012 è di 5.247.016.053 di cui 1.472.292.000 contratti dal 2009 ad oggi. In rapporto al Bilancio della Regione, l’indebitamento è pari al 19,43% di cui il 13,3% circa è a tasso variabile e per il restante 86,7% è a tasso fisso quasi integralmente con la Cassa depositi e prestiti. Il Rapporto debito pubblico Regione/Pil Sicilia, è del 6% circa. Il debito è composto da: mutuo 2002 per pareggio di bilancio € 224 milioni; mutuo 2008 per piano di rientro sanità: 2.502 milioni; mutui 2001 – 2011 per investimenti (Coofinanziamento POR, PO Fondi Fas) per 2.521 milioni;
Durante il precedente governo Cuffaro, le spese correnti avevano raggiunto la cifra di 19,990 miliardi nel 2008. E’ stato proprio il Governo Lombardo a ridurli progressivamente a 15,081 miliardi (2012), poco al al di sotto del livello del 2001: 15,552: risultato non facile se pensiamo alla grave recessione mondiale sopravvenuta e agli effetti devastanti sulla Sicilia.
E’ utile ricordare inoltre che una delle maggiori note negative da parte del governo nazionale nei confronti della Sicilia, era lo sforamento del tetto di spesa del settore sanitario. Dobbiamo constatare che durante il governo Lombardo, la Sicilia è stata l’unica Regione che è riuscita a rientrare dallo sforamento ricevendo gli elogi sperticati da parte del Ministro della Salute Balduzzi in un recento incontro istituzionale a Palermo. Un rientro accompagnato da una riforma della struttura che renderà più difficile futuri sforamenti del tetto.
E’ opportuno ricordare un’azione non quantificabile ma di gran lunga più importante espressa dal Governo Lombardo: il contributo da esso dato alla deterrenza del fenomeno delle infiltrazioni mafiose in alcuni settori chiave come testimoniano le denunce alla magistratura accompagnate da misure operative nei settori della sanità, in quello dei rifiuti con i termovalorizzatori e delle energie alternative. La mafia avrebbe tanti buoni motivi per far pagare a Lombardo, a Massimo Russo e agli altri Assessori questa efficace opera di opposizione e non è da escludere che qualche pentito, vero o falso ci stia da tempo seriamente pensando.
Se si fosse presa in considerazione l’eredità del governo Cuffaro e si fossero esaminati i bilanci della gestione Lombardo, non si sarebbe potuta effettuare la inqualificabile mistificazione di questi giorni.
Tutto ciò precisato, restano sul tappeto le gravissime distorsioni effettuate negli anni, dello sviluppo siciliano. Basti ricordare che nel dopoguerra si decise di promuovere la ricostruzione e lo sviluppo industriale nelle aree del nord, più vicine ai mercati e dalle strutture industriali rimaste in gran parte indenni durante la guerra. Alla Sicilia si è chiesto di svolgere il ruolo di una colonia: offrire mano d’opera, abbondante e a basso costo; ospitare grandi iniziative capital intensive e inquinanti in settori non vocazionali; favorire una politica di incentivazioni e di spese faraoniche di natura infrastrutturale che, com’era prevedibile, hanno incentivato la speculazione e il malaffare del sud e del nord, non certo a promuovere la qualità di vita dei siciliani. A questo aborto operativo, è stato attribuito la dizione: Politica di sviluppo a vantaggio della Sicilia! Da vergognarsi.
In cambio, non si è fatta l’unica cosa necessaria: promuovere una solida cultura gestionale, favorire le piccole e medie imprese nei settori vocazionali quali l’agricoltura, il turismo, l’innovazione scientifica e tecnologica, le energie alternative, la presenza mediterranea.
Se oggi la Sicilia rischia il fallimento, caro Monti, non lo si deve al Lombardo di turno. Lo si deve al non essersi mai preoccupati di elaborare una solida e coerente politica di sviluppo organico e sostenibile, che favorisse lo sviluppo di una coerente cultura gestionale e che favorisse le imprese labour intensive e non certo capital intensive. Lo si deve ad una classe politica appiattita su partiti nazionali nei quali è stata assente la componente relativa allo sviluppo della Sicilia se non addirittura quella anti-siciliana. Lo si deve ad una sorta di passività e di sonno ipnotico che la Sicilia ha fino ad ieri subito, accettando il dominio colonizzatore del nord. E’ difficile comprendere la politica siciliana dell’UDC e del Popolo delle libertà. Sarebbe opportuno che lo chiarissero.
Risalire la china sarà difficile appunto perchè lo si dovrebbe fare con una nuova classe dirigente portatrice di una diversa cultura gestionale. Classe dirigente che non sarà facile mettere insieme. E poi la formazione e il riscatto morale sono risultati che prendono molto tempo e sono di difficile realizzazione in periodi di gravissima crisi economica e con pochissimi investimenti disponibili.
Una cosa è comunque ormai certa. I Siciliani hanno finalmente compreso che devono prendere nelle loro mani il loro destino; abbandonare la logica perversa del presunto aiuto di Stato, riappropriarsi delle loro risorse e dei relativi utili, controllare la politica die prezzi sulle risorse fondamentali e sulle grandi infrastrutture e progetti strategici.
Lo Statuto autonomista sarà certamente superato in alcune parti e sicuramente si dovrà rivedere.Una cosa è comunque certa: che oggi più che ieri abbiamo bisogno di rafforzare l’identità regionale, elaborare i piani di sviluppo in una dimensione glocale e non aver paura di entrare in conflitto con i vecchi partiti nazionali tromboni sapendo che il fondamento di ogni Stato è stato e rimane ancora oggi, la Comunità di base con delle sue esigenze specifiche che vanno rispettate in un contesto nazionale ed internazionale. In altre parole, le autonomie locali costituiscono il fondamento vero di ogni sano sviluppo sostenibile: autonomie aperte alle dimensioni nazionali e internazionali e non certo in una logica di piegarsi e chiudersi in se stessi.
Il disastro mediatico di questi giorni ci ha obbligato alla riflessione e ci ha fatto meglio capire, caro Monti, con l’aiuto di Benedetto Croce, PERCHE’ NON POSSIAMO NON ESSERE E DIRCI AUTONOMISTI.












19 commenti a "Default Sicilia, chi ha sbattuto
il mostro in prima pagina"
Come ormai inizio a ripetere in alcuni miei commenti, invito chiunque si domandi se sia vero o meno che la Sicilia è mantenuta dall’Italia a leggersi il Regio Decreto n.455 del 15 maggio 1946 convertito in Legge Costituzionale dalla Legge Costituzionale n.2 del 26 febbraio 1948. Invito tutti a soffermarsi sugli articoli 36 e 37 di cui la Sicilia attende da 66 anni i decreti attuativi che Roma non vuole emanare (negli anni ha emanato diversi decreti… che rimandano a successivi decreti!!): questi due articoli (tralasciate l’art. 38 che personalmente abolirei!!!) dovrebbero suonare musica alle orecchie di qualsiasi leghista… eppure nemmeno la Lega al governo ha fatto niente perché i decreti attuativi di questi due articoli venissero emanati… qualunque persona di buon senso e priva di preconcetto dovrebbe chiedersi il perché. Questi due articoli dicono che tutti e soli i soldi prodotti in Sicilia devono restare in Sicilia (ad eccezione di alcune entrate riservate allo Stato!!!) e dall’Italia nulla deve arrivare! La Sicilia chiede di vivere esclusivamente dei propri soldi e Roma si oppone strenuamente… chi mi sa spiegare il perché? Invito chiunque a scrivere al Presidente del Consiglio e al Ministro dell’Economia affinché si decidano ad emanare questi decreti attuativi e, contestualmente, ad emanare una legge che impedisca all’Italia di intervenire per salvare la Sicilia e viceversa. Continuare a insultare la Sicilia e i siciliani senza aver fatto queste richieste a Monti e Grilli dimostra scarsa serietà.
Monti favorisce solo l’Italia, come avete detto voi stessi è solo “imprestato” alla politica. Sicuramente non favorisce voi, a voi ci pensano i politici a dare le immeritate sovvenzioni.
La Sicilia non rischia di fallire, è già fallita.
Il popolo siciliano è stato umiliato dai giornali come il vostro, che gira la testa dove lo dice il capetto del rione.
Quindi anche voi (a metà articolo) ammettete che la Sicilia è alla deriva! Un po’ contraddittori!
Avete il coraggio di affermare che la Sicilia non ha un enorme surplus di personale pubblico? Ma vi rendete conto? Vi rendete conto?
La “colonia che offre manovalanza al nord” non è scelta diretta del governo del dopoguerra per discriminare un popolo, è dettata dall’impossibilità di investire e costruire in Sicilia, difficoltà che voi conoscete bene: parlate un po’ più del pizzo richiesto ai commercianti piuttosto che lamentarvi dello stato. Proprio da vergognarsi!
Voi che siete così orgogliosi della vostra sicilianità, se non vi piace come lo stato gestisce gli affari regionali, gestiteveli da voi se sapete fare meglio. Perché se invece volete i miliardi di euro concessi dall’unione europea, tocca storcere un po’ il naso se qualcun’altro (lo Stato) si permette di dirvi come spendere questi soldi non vostri.
I siciliani hanno capito (diversamente da quanto affermate voi) che è necessario restare uniti nell’Italia e fidarsi del nostro governo.
Viva la Sicilia! Viva i Siciliani, uniti per un’Italia unita!
Un’altra stilettata al grande popolo della trinacria . Ricordo solo un fatto , nella fabbrica della Parmalat a Termini Imerese prima che crollasse ,non c’era un responsabile di origine siciliana all’interno della fabbrica .Solo capetti, capettini e cappettoni che con l’aereo arrivavano la domenica sera e tornavano a Parma il venerdi sera . Forse in sicilia ci sono solo IRRESPONSABILI…..
sig. katame,
a parte altre cose come quelle del numero dei dipendenti (ve l’abbiamo spiegato in mille salse che qui il lavoro dello Stato lo fa la Regione, ma o non capite o …), a parte questo.
Ma dove se l’è inventato che la regione vive per quattro quinti di risorse trasferite dallo stato?
L’ha mai letto un rendiconto generale della regione? Lo faccia, si trova on line sulla gazzetta regionale, nel sito della regione. Scoprirerebbe cose interessanti.
Se poi legge invece il rendiconto dello Stato, sappia che che lo Stato considera “trasferimenti” alla Regione i tributi erariali (IRPEF; IRES;IVA) che la Regione si riscuote direttamente in Sicilia.
Tutto ciò è semplicemente ridicolo.
La Regione riscuote le tasse dello Stato (erariali) in Sicilia, cioè soldi dei siciliani, e in cambio sostiene un mare di compiti dello Stato. Cioè si sostituisce allo Stato. Ma lo Stato (e quelli come lei) considerano quelle imposte, riscosse dalla Sicilia e dai Siciliani, un regalo alla Sicilia, un trasferimento.
Non solo, ma anche la beffa che svolgendo compiti dello Stato poi si possa dire che la spesa e l’organico sono troppi.
Insomma il trucco lo capirebbe anche un bambino. Ma a quanto pare lei no.
Nessuno sta criticando “pensieri altri” senza argomentare, le argomentazioni sono chiarissime se le vuoi vedere.
Il Sig. Coniglio presenta la Sicilia come una regione ben amministrata e in credito con lo Stato, accusata ingiustamente di essere sull’orlo della bancarotta. Questo e’ semplicemente FALSO.
La Regione Sicilia (contando i dipendenti del governo regionale, non si vede perche’ bisognerebbe escluderli) ha il piu’ alto numero di dipendenti per abitante di tutte le regioni di Italia (e cio’ escludendo anche i quasi 8000 dipendenti di agenzie pubbliche) e i suoi consiglieri regionali sono i politici piu’ pagati d’Italia, la regione Sicilia e’ tenuta a galla dallo stato centrale (4/5 delle spese sono coperte da trasferimenti da Roma) e quindi non va in bancarotta solo ed esclusivamente per l’aiuto che le viene dato dallo Stato.
Questi sono fatti, e sarebbe bello fare un po’ di autocritica per una volta, invece di puntare il dito contro fantomatici “poteri forti” e “coloniali”
non so sui numeri di bilancio (che non ha creato sicuramente Lombardo nell’ultima legislatura), ma sul numero dei dipendenti il sig Coniglio ha perfettamente ragione!
Se in molte atre Regioni sommate i dipendenti regionali+ i dipendenti statati che svolgono le stesse mansioni in Sicilia, vedrete a che numero si arriva!
Parlando poi dei lavoratori forestali, sarebbe opportuno ricordare che oltre la metà lavorano 51 giornate all’anno ed un’altro terzo 101 giornate. finiamola!!!!
Artico ben fatto e spunto di utili riflessioni al di la’ dell’interpretazione dei dati di bilancio o del presunto virtuosismo di lombardo. Dare dell’ignobile ed in generale criicare pensieri altri senza argomentare e’ sostanzialmente stupido, irrispettoso e mostra una pavidita’ utile a nessuno. E’ uno degli atteggiamenti tra i piu’ dannosi per la crescita dell’isola e degli individui che la pOpolano. Il confronto critico delle idee e’ la base di qualsiasi crescita.
Caro Enzo,
grazie per le illuminanti parole. 3 annotazioni:
1) Tra i 1000 numeri che hai citato ti sei dimenticato quelli riguardanti il finanziamento della spesa pubblica in Sicilia. PIU’ DELL’80% DELLA SPESA PUBBLICA SICILIANA E’ FINANZIATA DA CONTRIBUTI DELLO STATO ITALIANO, I CITTADINI SICILIANI PAGANO MENO DEL 20% DELLA SPESA PUBBLICA REGIONALE SICILIANA (dati Bancad’Italia).
2) La Sicilia ha 16964 dipendenti (dato citato anche da te), 5 VOLTE LA LOMBARDIA CHE PERO’ HA IL DOPPIO DI ABITANTI
3) I crediti vantati e non incassato che citi sono tutti fondi di aiuto (di nuovo niente che venga dalla regione sicilia) e sono stati bloccati dalla comunita europea per “GRAVI CARENZE NEI SISTEMI DI CONTROLLO”
il tuo articolo e’ pura disinformazione e tu sei in completa malafede. Complimenti.
Sig. Coniglio,
ma perché si ostina a scrivere palle colossali? Ma lei ha mai letto un bilancio consuntivo della Regione? Ha mai letto una relazione di parifica della Corte dei Conti? Sa districarsi in materia di competenze sulla determinazione e sulla riscossione delle entrate erariali (categorie 1,2,3,4) e sui suoi accessori (categoria 10) pari ad oltre 5,5 miliardi formati prima del 2000 e sempre presenti come residui attivi.
Lei sa perché la UE e lo Stato non hanno trasferito alla Regione 7,3 miliardi di fondi strutturali?
Da quale fonte attinge la Sua sensazionale notizia (perché tale sarebbe) che la Regione avrebbe anticipato oltre 10 miliardi tra fondi strutturali e trasferimenti correnti dello Stato?
Le sa che la spesa si misura sui consuntivi e mai sui preventivi perché, come noto agli addetti ai lavori, nel 101% dei casi le previsioni sono inferiori ai consuntivi per lo meno di 15%?
E siccome non sa nulla, ed i Suoi commenti (chiamarli articoli sarebbe un po troppo) lo provano sempre più, eviti di raccontare bugie, anche perché anche se le dovesse raccontare per altre 10, 100, 1000 volte, bugie erano e bugie rimarranno.
Egregio Paolo quello che ha scritto l’articolo ha fotografato la situazione reale delle cose evidentemente tu servo dei servi non riesci a metabolizzare .
P.S In fatto di vergogna e di Ignominio evidentemente parlavi di te!!!
Dice un proverbio “Ogni ‘mpedimentu, giuvamentu”. La campagna mediatica contro la Sicilia ha avuto il merito di risvegliare il DNA siculo, sollevando nell’opinione pubblica isolana una ondata di sdegno antipartitico e rispolverando quel moto d’orgoglio di essere Siciliani. I siciliani, ci racconta la Storia, non accettano imposizioni e soprusi da nessuno. È stata con la Grecia, con Roma, con l’Islam, con Bisanzio, con il Sacro Romano Impero, con la Spagna, ma è sempre riuscita a mantenere la sua peculiarità e quando si è sentita soppressa e dominata, si è ribellata. Lo testimoniano le grandi rivolte, una fra tutte, “I Vespri Siciliani”. A proposito, allora la parola d’ordine per scovare il francese invasore ed usurpatore fu “Ciciri”, oggi, per liberarci di Soggetti che fanno politica solo per i propri interessi personali, la parola d’ordine dovrebbe essere: “Sei inquisito?” Carlo Marx, commentando l’insurrezione antiborbonica del 4 aprile 1860, osservava che i “Siciliani hanno sempre lottato per ottenere non tanto l’indipendenza da qualche potenza straniera ma il diritto di vivere secondo le proprie leggi, secondo i propri costumi senza dover cambiare al mutare delle dominazioni. Hanno strenuamente difeso il loro diritto di essere “indipendenti” anche nella “dipendenza”. Questa vicenda dello sbandierato default della Sicilia ha messo in luce l’assordante silenzio di tutti, dico tutti i Partiti, i cui Rappresentanti sono stati inetti spettatori, e forse consapevoli protagonisti del default, con la conseguente agogna mediatica di cui è stata oggetto la Sicilia. C’è qualcuno, con il sangue siciliano nelle vene, che ha il coraggio di chiedere al Governo centrale i danni morali ed all’immagine che Monti ha provocato alla Sicilia? Se esiste questo qualcuno, allora questi è degno di ricoprire la carica di Presidente della Regione Siciliana
Quindi? Secessione?
Grazie di aver fatto il punto della situazione. A protestare a Palermo saranno in tanti ma siamo molti di più i siciliani indignati ed offesi, impossibilitati a partecipare ma che abbiamo ed avremo buona memoria per noi e per chi ci vive accanto!
CONDIVIDO !!!!!
Complimenti per l’articolo, invito tutti i siciliani a non votare i grandi partiti nazionali, con questa nanovra hanno venduto ancora una volta la Sicilia nel tentativo di fare quadrare i propri interessi policiti ed economici………
VERGOGNA…………..
Cos’è che non condivide di questo articolo?
Enzo carissimo,
non potevi che essere tu a fare il punto della situazione con la solita chiarezza e puntualità. Sei riuscito a farmi uscire dal periodo di riflessione e non posso che aggiungere a dati inconfutabili che purtroppo continuano a non avere una visibilità più ampia e che in questi ultimi anni è mancato quel quanto in più che tutti quelli come noi ci aspettavamo a completamento di un processo difficile, lento ma forse adatto ad un contesto particolare come quello siciliano.
La differenza, come hai sottolineato bene nella parte finale, è determinata dalle competenze, la professionalità e l’individuazione di progetti concreti, accessibili, in linea con un’idea di evoluzione concordata e che abbia quell’indipendenza intellettuale e tecnica che la renda libera dai condizionamenti speculativi di chi ha (ben detto) “investito” in tanti decenni in Sicilia con costruzioni che hanno ben poco da condividere con il progresso.
E la qualità dei progetti, caro Enzo, si identifica appunto con l’individuazione di una serie di investimenti mirati alla creazione di economia reale ed alla realizzazione di un sistema strutturale che abbini business e servizi sociali (esempio classico gli investimenti nei trasporti con l’obiettivo di incentivare i flussi turistici, generano indirettamente agio ai cittadini che usufruiscono degli stessi servizi..). Oggi leggevo sul nuovo aeroporto di Lampedusa che con poco meno di 17 milioni di euro (fondi UE) si è realizzata una struttura utile, efficace che renderà bene per l’economia locale, per il turismo… e per gli abitanti dell’isola. Di contro, nei mesi scorsi sono stati finanziati e verranno realizzati i soliti progetti inerenti il raddoppio della Palermo/Agrigento per circa 300 milioni e l’autostrada Catania/Ragusa per cifre analoghe. Ecco, questo è quello che non porterà mai il salto di qualità dell’economia siciliana, continuerà a foraggiare tutte quelle aziende a cui facevi riferimento tu, creando soltanto lavoro manuale fine a se stesso. Il rapporto spesa/resa senza alcun confronto l’esempio di prima..
Questa è l’inversione di tendenza a cui aspirare e solo con l’impulso economico che si potrà in seguito investire in quelle iniziative che rendano realizzabile quel progetto ambizioso di crescita sociale e culturale.
Un abbraccio ed un caro saluto a tutti
Massimo
Complimenti per l’articolo!Condivido parola per parola e spero che anche tutti gli altri siciliani prendano coscienza!
Chi ha scritto questo ignobile articolo? Si vergogni!