La Sicilia torna a fare parlare di se’, a stretto giro di posta. Dopo essere rimasta in prima pagina per alcuni giorni a causa del rischio default, negato dal governo regionale e, successivamente, anche da Roma, l’Assemblea regionale siciliana si ripiglia i riflettori per un voto sorprendente su un emendamento presentato dal Presidente della Commissione regionale antimafia, Lillo Speziale, Pd, che aveva proposto il divieto di nomina per sottogovernanti, direttori, amministratori pubblici e deputati regionali con guai giudiziari in progresso. Per i rinviati a giudizio, insomma, pausa di riflessione. Niente di piu’, niente di meno.

“Una norma di buonsenso, chi e’ rinviato a giudizio non puo’ essere nominato”, ci dice Lillo Speziale, amareggiato e preoccupato per la bocciatura della sua proposta (39 contro e 32 a favore a scrutinio segreto).

Un danno d’immagine immenso, Presidente Speziale.

“Innegabile, ne piangeremo le conseguenze tutti quanti. Eravamo sotto i riflettori, forse ingiustamente, non avremmo dovuto consegnarci alle nostre colpe in modo cosi’ spudorato e esemplare”.

Lei ha creduto di potercela fare, c’era scetticismo nell’aria?

“Certo, sapevo che avreii trovato delle resistenze, ma il mio gruppoe’ andato avanti. Non rischiavamo noi, rischiava la Sicilia, lasciando le cose come stanno”.

Quale rischio corre oggi la Sicilia dopo la bocciatura?

“Il sessanta per cento della spesa regionale e’ affidata ai direttori regionale e delle Asl, delle province e dei comuni. Sarebbe stato una cosa santa e giusta mettere il ferro dietro la porta. Naturalmento non mi aspetto la soluzione del problema. Un incidente di percorso puo’ anche capitare senza colpa, in buona fede. E chi ha fortuna puo’ non incapparci mai, pero’, almeno, la coscienza a posto la dobbiamo tenere, facendo in modo che chi ha sbagliato abbia il tempo e il modo di fare valere le sue ragioni senza occuparsi delle risorse pubbliche”.

Il divieto riguardava anche i dirigenti e gli amministratori delle societa’ partecipate.

“Sicuro, anche loro. E’ stata una pagina bruttissima della storia parlamentare siciliana. Quando approvammo la legge 15 del 2008, della quale fui il primo firmatario, ricevemmo apprezzamenti. Ebbene una delle norme di quella legge pretende che le imprese con titolari o dirigenti incappati nelle maglie della magistratura, rinviati a giudizio per mafia, non possano partecipare agli appalti. In quel caso l’Assemblea regionale non ebbe remore, approvo’. Ed ora, che l’Assemblea e’ coinvolta in prima persona e si occupa sei nominati – non solo i nominati del govern- – si comporta esattamente al contrario. La difesa della casta e’ inequivocabile”.

Pensa che lo scrutinio segreto sia stato lo strumento utilizzato per la bocciatura?

“Certo, se si fosse votato a scrutinio palese, la legge sarebbe passata assai probabilmente”.

Nove deputati hanno chiesto lo scrutinio segreto, quindi hanno affossato, indirettamente, il suo emendamento.

 

“Non posso confermarlo, ma sospettarlo”

Sono stati resi noti i nomi: Rudy Maira, Toto Cordaro e Salvatore Cascio del Pid, Riccardo Monardo dell’Mpa, Giovanni Greco, Mpd, Campagna, Caputo Leontini e Mancuso del Pdl. Rudy Maira ha spiegato che si tratta di nomine incostituzionali. E’ per questa ragione che hanno bocciato le norme?

“La domanda non me la sono nemmeno posta, e’ superflua”

Ci sono stati casi di palese conflitto d’interesse, per usare un eufemismo. Deputati regionali cioe’ che hanno avuto guai con la giustizia, ed hanno impedito, votando contro, di restare fuori dal palazzo…

“Certo, e’ accaduto anche questo”

Sara’ possibile concedere all’Assemblea l’esame di riparazione?

Adnkronos: “Si puo’ presentare un disegno di legge e tornare in Aula, ma bisogna aspettare una nuova sessione dei lavori, ma siamo alla fine della legislatura, non alla conclusione di una sessione parlamentare”.

Dimissioni a fine luglio del Presidente Lombardo e voto in autunno, dunque.

“Per quanto mi e’ dato sapere, e’ cosi’”