Salvatore Borsellino, fratello di Paolo, protagonista di un’altra dura polemica con Giorgio Napolitano. E stavolta si tratta di una autentica enormità, che turba la solennità del giorno della memoria, dedicato al magistrato vittima di un attentato, insieme con gli agenti di scorta, in via D’Amelio. In una intervista su Sky 24, accusa il Capo dello Stato, di “assassinare” i giudici di Palermo sollevando il conflitto di competenza davanti alla Corte costituzionale sulle prerogative della Procura, a proposito delle intercettazioni di conversazioni telefoniche fra l’ex ministro, Nicola Mancino, e il Presidente della Repubblica.

Un crimine morale, pare di capire, ma non ne siamo affatto certi. Invece che la ricerca della verità, è l’assunto di Salvatore Borsellino, l’iniziativa di sollevare il conflitto di attribuzioni, finirebbe con l’intralciare le indagini. Citando le parole di Napolitano, lette nel corso della commemorazione di Paolo Borsellino al Palazzo di Giustizia, il Presidente della Repubblica avrebbe invocato, impropriamente, ad avviso di Borsellino, la necessità di evitare sovrapposizioni nella conduzione delle indagini, con ciò spiegando il motivo del suo intervento al fine di suggerire un coordinamento.

Se questa motivazione nascondesse il tentativo di lasciare fuori dall’inchiesta i magistrati palermitani, si commetterebbe un errore gravissimo.

Salvatore Borsellino aveva invocato anche l’impeachment del Presidente della Repubblica ancor prima che Napolitano sollevasse il conflitto d’interesse in alcune interviste che avevano destato grande scalpore.

Nei giorni scorsi la sorella di Salvatore, Rita Borsellino, aveva detto di sentirsi “schiaffeggiata” dall’iniziativa di Napolitano, riferendo sull’inopportunità del “conflitto”. Sia Rita che Salvatore, inoltre, avevano deciso che nel giorno dell’anniversario, sarebbero state vietate le corone dei politici. Una scelta poi spiegata con la necessità di dare alla giornata della memoria un carattere di speranza e di ottimismo per il futuro. Le corone, infati, sarebbero state segno di lutto.

Ma in alcune manifestazioni, sulle magliette di alcuni partecipanti alle manifestazioni, quelle organizzate dal movimento dell’agenda rossa, sono apparse scritte come queste: “Niente corone di Stato per le stragi di Stato”.

C’è naturalmente chi non condivide la dura polemica dei fratelli Borsellino verso il capo dello Stato, e fra questi molti costituzionalisti. La stessa Procura di Palermo, pur difendendo il suo operato e sostenendo di avere agito nel rispetto della legge, ha giudicato irrilevanti le conversazioni registrate con il Quirinale e ritenuto l’iniziativa imprevista ma del tutto legittima ai fini di una definitiva pronuncia sulle prerogative dei magistrati nell’uso di intercettazioni che occasionalmente ospitano il Presidente della Repubblica.