Caro Direttore,
il Suo giornale rappresenta per me, che in questo momento vivo lontana da Palermo e dalla Sicilia, la piu’ qualificata e libera fonte di informazione online su cio’ che avviene nella nostra terra. Considero il vostro sforzo giornalistico e informativo lucido, interessante, curioso. Per questo Le chiedo di parlare senza riserve o paura di cadere nella cronaca piu’ nera, “noiosa e ripetitiva” di donne e della violenza che si abbatte su di loro in famiglia, nei diversi contesti di appartenenza sociale, in questo tempo terribile ed oscuro per tante. In questa regione, siamo stati scenario di storie raccapriccianti e solidamente, culturalmente violente, venute alla luce per l’efferata escalation di sangue riguardante donne che rappresentavano, ognuna, spaccati della nostra societa’ densa di complessita’ e non ancora pronta ad accoglierne gli esiti. Non ancora capace di accogliere la voce femminile, la sua freschezza e la sua forza, soprattutto quando appare emergere da contesti sociali poveri e in crisi. Le chiedo di occuparsi sempre e con accanimento di tutto cio’ e di dare ampia notizia della manifestazione indetta per sabato 21 luglio, a Palermo. Siamo lontani, caro Direttore da una realta’ “accettabile” per le donne, in Sicilia, nel Sud Italia e nel nostro Paese, sia da un punto di vista sociale che lavorativo: ne sono convinta e potrei esporle le tante ragioni particolari di una simile affermazione. Ma la violenza e’ un livello inaccettabile del confronto nei ruoli sociali, nella maternita’, nella famiglia.
Parliamone, sempre
Marina Marino











Un commento a "Violenza sulle donne, parliamone"
Parliamone, sempre. Se a parlarne di più fossero pure gli uomini sarebbe ancora meglio.
E parlarne ovunque, non solo manifestazioni. Specialmente nelle scuole medie e superiori, come materia di diritti umani.