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	<title>Commenti a: Weekend di fuoco:  la Sicilia si lecca le ferite</title>
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	<description>Quotidiano Sicilia</description>
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		<title>Di: Antonino Lomonaco</title>
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		<dc:creator>Antonino Lomonaco</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Jul 2012 20:28:33 +0000</pubDate>
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		<description>Caro Lorenzo, se non ci compattiamo a falange e ci difendiamo spiegando bene cosa facciamo e come lo facciamo, spiegando l&#039;importanza del nostro operato (il quale essendo svolto lontano dalle &quot;piazze&quot; non è immediatamente visibile) la campagna diffamatoria ci soverchierebbe di sicuro, riuscendo nel suo scopo banale di eliminarci. Noi, invece di essere eliminati, dovremmo  crescere nella valutazione morale della gente, informandola sulla nostra attività. Solo da questa informazione potremmo crescere anche riguardo le aspettative sul nostro lavoro (più che lavoro direi missione).

Ciao, un saluto alla tua squadra ed a tutti i compagni di buona volontà di Aidone.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Lorenzo, se non ci compattiamo a falange e ci difendiamo spiegando bene cosa facciamo e come lo facciamo, spiegando l&#8217;importanza del nostro operato (il quale essendo svolto lontano dalle &#8220;piazze&#8221; non è immediatamente visibile) la campagna diffamatoria ci soverchierebbe di sicuro, riuscendo nel suo scopo banale di eliminarci. Noi, invece di essere eliminati, dovremmo  crescere nella valutazione morale della gente, informandola sulla nostra attività. Solo da questa informazione potremmo crescere anche riguardo le aspettative sul nostro lavoro (più che lavoro direi missione).</p>
<p>Ciao, un saluto alla tua squadra ed a tutti i compagni di buona volontà di Aidone.</p>
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		<title>Di: lorenzo</title>
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		<dc:creator>lorenzo</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Jul 2012 14:28:49 +0000</pubDate>
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		<description>Grazie mille carissimo collega, hai illustrato bennissimo quello che significa essere un addetto antincendioboschivo e invito anche io ad Aidone nella mia squadra sab 8 castellaccio prottettori di 21 mila ettari di bosco e il doppio di terreni agricoli sui quali operiamo in modo eccellente,  qualche giornalista da trincea, a vivere una settimana con noi, vi aspettiamo</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie mille carissimo collega, hai illustrato bennissimo quello che significa essere un addetto antincendioboschivo e invito anche io ad Aidone nella mia squadra sab 8 castellaccio prottettori di 21 mila ettari di bosco e il doppio di terreni agricoli sui quali operiamo in modo eccellente,  qualche giornalista da trincea, a vivere una settimana con noi, vi aspettiamo</p>
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		<title>Di: Antonino Lomonaco</title>
		<link>http://www.siciliainformazioni.com/sicilia-informazioni/16477/weekend-di-fuoco-la-sicilia-si-lecca-le-ferite#comment-7004</link>
		<dc:creator>Antonino Lomonaco</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Jul 2012 11:31:42 +0000</pubDate>
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		<description>Riguardo una certa campagna giornalistica di  diffamazione (da Panorama in poi) verso le attività delle squadre di antincendio boschive siciliane, desidero esprimere quanto segue:

Personalmente auguro, a chi giudica frettolosamente il nostro servizio, di antincendio boschivo, di provare almeno una volta sulla propria pelle il significato reale di uno spegnimento di un incendio in un bosco a macchia mediterranea, con i trenta, quaranta gradi di temperatura ambientale, che aumentano considerevolmente davanti alle fiamme e nei movimenti concitati delle operazioni, indossando tute ignifughe e muovendosi su terreni spesso scoscesi e accidentali. 
Ad operare in questa attività vi sono, in tutta la Sicilia, meno di seimila operai i quali non hanno alcuna attinenza con le attività fatte dagli operai forestali della manutenzione. Questi svolgono la loro attività esclusivamente nell&#039;ambito del demanio regionale. Noi, addetti allo spegnimento degli incendi boschivi, operiamo, invece, nella stragran parte, nell&#039;ambito dei territori che erano agricoli e che, da oltre un cinquantennio, (per le fallimentari politiche agricole della Regione Sicilia) sono stati necessariamente (e tristemente) abbandonati dai loro proprietari, esponendoli all&#039;avanzata delle piante selvatiche e boschive della macchia mediterranea. Operiamo spessissimo manualmente, senza ausilio di acqua, avvalendoci soltanto di flabelli e pale, poiché, spessissimo, dove si allargano gli incendi, non vi sono strade transitabili dalle autobotti, 
Raramente il nostro operato si spinge al demanio regionale, in cui lavorano gli addetti alla manutenzione boschiva.
Con ciò, non nascondo che nel nostro ambito vi siano importanti problemi organizzativi, ma sono tutti problemi che noi stessi, innanzitutto, subiamo.
Auguro, perciò, a chi parla in modo superficiale di noi, di provare al più presto l&#039;arsura che asciuga la bocca e che non permette neanche più di parlare, l&#039;affanno fisico estenuato fino all&#039;intorpidimento dei movimenti, e, quindi, all&#039;aumento esponenziale di rischi persino letali.
Auguro, perciò questa &quot;maledizione&quot; o, per dirla alla siciliana, questa &quot;iastimma&quot;, a tutti quelli che guardando da lontano, magari con l&#039;aria condizionata accesa e sorseggiando una bibita fresca, si permettono di sindacare senza alcuna cognizione, sulla nostra attività. 
Mando questa &quot;iastimma&quot; a chi, se &quot;superficiale, sarà anche superstizioso e con scatto di mano correrà verso quelle parti più intime a cercare inutilmente di difendersi da essa. Ma se, invece, questa &quot;maledizione&quot; incontrerà l&#039;intelligenza di porsi la questione in maniera diversa, di capirne davvero di più e di parlarne, magari, dopo aver provato e condiviso le emozioni ed i patimenti di cui sopra. Allora quella &quot;maledizione&quot; potrà essere davvero una &quot;benedizione&quot; alla chiarezza, ed alla verità dei fatti.
Se in Sicilia non vi sono roghi che durano mesi come in Australia, California, Spagna, Grecia, è perchè vi sono squadre come le nostre: un incendio, in presenza di erba secca, alberi coriacei, arbusti come le ginestre ecc., non si spegne da solo, ma continuerebbe ad ardere per mesi.
Nel giornalismo vi sono anche gli inviati di guerra, che condividono, con i soldati al fronte, l&#039;ozio della trincea ed i rischi della battaglia. Aspettiamo a braccia aperte dei buoni giornalisti, che facciano, in questo periodo, una settimana con noi, a scalare colline, montagne, e poi battersi fisicamente con le fiamme.
Io opero nell&#039;ambito del Distaccamento forestale di Linguaglossa, il quale ha competenza sui comuni di Castiglione di Sicilia, Linguaglossa e Piedimonte etneo, per un territorio di oltre ventimila ettari, che divisi per i quaranta addetti allo spegnimento, significano che ognuno di noi ha più di quattrocento ettari a testa su cui intervenire. 
La mia squadra è la Elle 22, aspettiamo al più presto un inviato di &quot;guerra&quot;, che parli magari male di noi ma che sappia davvero di cosa parla.

Saluti 

Antonino Lomonaco</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Riguardo una certa campagna giornalistica di  diffamazione (da Panorama in poi) verso le attività delle squadre di antincendio boschive siciliane, desidero esprimere quanto segue:</p>
<p>Personalmente auguro, a chi giudica frettolosamente il nostro servizio, di antincendio boschivo, di provare almeno una volta sulla propria pelle il significato reale di uno spegnimento di un incendio in un bosco a macchia mediterranea, con i trenta, quaranta gradi di temperatura ambientale, che aumentano considerevolmente davanti alle fiamme e nei movimenti concitati delle operazioni, indossando tute ignifughe e muovendosi su terreni spesso scoscesi e accidentali.<br />
Ad operare in questa attività vi sono, in tutta la Sicilia, meno di seimila operai i quali non hanno alcuna attinenza con le attività fatte dagli operai forestali della manutenzione. Questi svolgono la loro attività esclusivamente nell&#8217;ambito del demanio regionale. Noi, addetti allo spegnimento degli incendi boschivi, operiamo, invece, nella stragran parte, nell&#8217;ambito dei territori che erano agricoli e che, da oltre un cinquantennio, (per le fallimentari politiche agricole della Regione Sicilia) sono stati necessariamente (e tristemente) abbandonati dai loro proprietari, esponendoli all&#8217;avanzata delle piante selvatiche e boschive della macchia mediterranea. Operiamo spessissimo manualmente, senza ausilio di acqua, avvalendoci soltanto di flabelli e pale, poiché, spessissimo, dove si allargano gli incendi, non vi sono strade transitabili dalle autobotti,<br />
Raramente il nostro operato si spinge al demanio regionale, in cui lavorano gli addetti alla manutenzione boschiva.<br />
Con ciò, non nascondo che nel nostro ambito vi siano importanti problemi organizzativi, ma sono tutti problemi che noi stessi, innanzitutto, subiamo.<br />
Auguro, perciò, a chi parla in modo superficiale di noi, di provare al più presto l&#8217;arsura che asciuga la bocca e che non permette neanche più di parlare, l&#8217;affanno fisico estenuato fino all&#8217;intorpidimento dei movimenti, e, quindi, all&#8217;aumento esponenziale di rischi persino letali.<br />
Auguro, perciò questa &#8220;maledizione&#8221; o, per dirla alla siciliana, questa &#8220;iastimma&#8221;, a tutti quelli che guardando da lontano, magari con l&#8217;aria condizionata accesa e sorseggiando una bibita fresca, si permettono di sindacare senza alcuna cognizione, sulla nostra attività.<br />
Mando questa &#8220;iastimma&#8221; a chi, se &#8220;superficiale, sarà anche superstizioso e con scatto di mano correrà verso quelle parti più intime a cercare inutilmente di difendersi da essa. Ma se, invece, questa &#8220;maledizione&#8221; incontrerà l&#8217;intelligenza di porsi la questione in maniera diversa, di capirne davvero di più e di parlarne, magari, dopo aver provato e condiviso le emozioni ed i patimenti di cui sopra. Allora quella &#8220;maledizione&#8221; potrà essere davvero una &#8220;benedizione&#8221; alla chiarezza, ed alla verità dei fatti.<br />
Se in Sicilia non vi sono roghi che durano mesi come in Australia, California, Spagna, Grecia, è perchè vi sono squadre come le nostre: un incendio, in presenza di erba secca, alberi coriacei, arbusti come le ginestre ecc., non si spegne da solo, ma continuerebbe ad ardere per mesi.<br />
Nel giornalismo vi sono anche gli inviati di guerra, che condividono, con i soldati al fronte, l&#8217;ozio della trincea ed i rischi della battaglia. Aspettiamo a braccia aperte dei buoni giornalisti, che facciano, in questo periodo, una settimana con noi, a scalare colline, montagne, e poi battersi fisicamente con le fiamme.<br />
Io opero nell&#8217;ambito del Distaccamento forestale di Linguaglossa, il quale ha competenza sui comuni di Castiglione di Sicilia, Linguaglossa e Piedimonte etneo, per un territorio di oltre ventimila ettari, che divisi per i quaranta addetti allo spegnimento, significano che ognuno di noi ha più di quattrocento ettari a testa su cui intervenire.<br />
La mia squadra è la Elle 22, aspettiamo al più presto un inviato di &#8220;guerra&#8221;, che parli magari male di noi ma che sappia davvero di cosa parla.</p>
<p>Saluti </p>
<p>Antonino Lomonaco</p>
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