“Così è come mandare la strega al rogo”. Ha detto Galan, ex ministro e “intimo” del Cavaliere. “Nicole è una vittima, non la colpevole”, ha osservato, pacatamente, Mariastella Gelmini. “Non ho contribuito a farla eleggere, non contribuirò a cacciarla via”, ha fatto sapere Ignazio La Russa, che peraltro aveva un diavolo per capello a causa del ritorno a Forza Italia.

La defenestrazione simbolo della fine del bunga bunga, accolta, e forse promossa da Angelino Alfano, si è trasformata in un boomerang. Giusto com’era capitato a Rosi Mauro, vice presidente del Senato, cui sono state chieste le dimissioni dalla carica. La colpa? Avrebbe “stregato” Umberto Bossi, diventandone la governante politica e il personaggio simbolo del cerchio magico.

Nicole Minetti fino a qualche giorno fa appariva indifendibile per il suo cursus honorum segnato dalla imposizione di Silvio Berlusconi. L’aveva inserita nel listino alle regionali lombarde, assicurandole il posto sicuro in consiglio regionale. Poi l’ha trasformata in governante delle ragazze di Arcore, un piccolo esercito di fanciulle, ospitate nei paraggi della residenza del Cavaliere perché non avessero da percorrere grandi distanze per raggiungere il luogo delle “cene eleganti”.

Nicole è stata uno degli amori dell’ex presidente del Consiglio, secondo le cronache e le stesse ammissioni della “consigliera”. È stata anche molto protetta e tutelata da Berlusconi quando ci sono stati attacchi feroci contro di lei. Tanti ricordano un fragoroso intervento telefonico del Cavaliere all’Infedele con insulti al conduttore, Gad Lerner, ed una appassionata difesa delle qualità di Nicole. Una sceneggiata indimenticabile che fece conoscere al grande pubblico le performances culturali della consigliera, laureatasi con il massimo dei voti, anglofona e seria professionista ma, a dispetto di tutto, sempre e comunque l’igienista dentale di Silvio Berlusconi e la governante delle Olgettine.

Quando le è stato chiesto di lasciare il consiglio regionale si trovava a Parigi ed ha preteso un po’ di tempo. Non ne sapeva niente, infatti, ed è stata colta di sorpresa. Possibile che non l’abbiamo nemmeno avvertita?

Si è trattato di una sorta di ultimatum, tra l’altro, che sarebbe scaduto proprio lunedì 16 luglio, e non si capisce perché fosse diventato così urgente procedere al taglio della testa. L’unico motivo potrebbe essere la concomitanza dell’annunciazione: il ritorno in pista del Cavaliere per le politiche del 2013.

La “cacciata” avrebbe dovuto rappresentare la netta chiusura con il passato, una specie di messaggio simbolico inviato agli italiani, un modo per chiedere scusa senza chiederla.

Ma il feedback del messaggio è di segno opposto se perfino Mariastella Gelmini sostiene che Nicole è una vittima, non la colpevole. E se è una vittima chi sarebbe il vero colpevole, se non Lui…