Tre siciliani si contendono il futuro del  Pdl: Antonio Martino, Ignazio La Russa e Angelino Alfano. Il primo, erede di una grande famiglia liberale messinese, si spende per un ritorno del Pdl a Forza Italia, del quale è cofondatore; il secondo, Ignazio La Russsa, catanese di Paternò, vuole che le cose rimangano come sono, perché gli ex An come lui non hanno niente a che vedere con Forza Italia; il terzo, infine, il segretario, asseconda il ritorno al futuro del Cavaliere di Forza Italia, partito cui ha aderito nel ’94, ma a patto che sia seppellito il bunga-bunga per sempre.

Il liberale, l’uomo di destra e il conservatore illuminato, dunque, rapppresentano le tre strade che il Pdl, e lo stesso Berlusconi, potrebbero intraprendere da qui a poco.

Chi ha le maggiori chance per spuntarla? E quali conseguenze possono venire dalla scelta di una delle ipotesi oggi sul tavolo? Si potrà mettere insieme tutto: il partito di Antonio Martino e quello di Ignazio La Russa, con la benedizione di Angelino Alfano e del Cavaliere?

Queste domande agitano il gruppo dirigente del Pdl, oggi più confuso che persuaso, dopo l’annunciazione, la quarta candidatura di Silvio Berlusconi alla testa del governo nazionale.

Il partito liberale di Antonio Martino è elitario e lontano dalla realtà, ma può contare sui co-fondatori, da Galan a Scajola, che lo hanno invocato in più occasioni, e trova oggi sensibile Silvio Berlusconi, cui viene addebitato proprio di non avere rispettato la mission che l’aveva convinto a scendere in campo nel 94.

Il partito di destra, diga della sinistra, di Ignazio La Russa è condizione sine qua non, per la permanenza degli ex An nel Pdl. Se diventerà Forza Italia, ha detto La Russa, anche in passato, l’area politica che rappresenta, non si sente più a casa propria, ma solo ospite, e allora dovrà riflettere sul da farsi. Si tratterebbe di una derubricazione ideologica e politica e un ridimensionamento del gruppo dirigente ex An che fino a qualche mese fa la faceva da padrone nel Pdl, tanto da provocare le ire dei quarantenni, dalla Gelmini a Frattini.

Angelino Alfano farà di tutto per evitare strappi, gestisce in modo esemplare la sua lealtà per il Cavaliere e rimanda al prossimo turno – lo ha detto espressamente – il grande cambio generazionale, prendendosi il pensiero anche di Matteo Renzi, che non avrà la porta aperta alla candidato, giusto come lui.

Alfano “usa” Renzi per spiegare che non è ancora tempo, e scommette sulla riconoscenza, che oggi egli regala a piene mani al Cavaliere, nella speranza che non venga dimenticata al momento giiusto. Angelino non si schiera né con Martino né con La Russa, ma con il Grande Capo, cui ha obiettato solo sul ticket, che avrebbe dovuto ospitarlo alle urne, insieme al Cavaliere. Niente ticket, meglio una donna, ha affermato, senza consultare Berlusconi.

Nicole Minetti rientra nel restyling del Pdl-Forza Italia. Angelino vuole che sia allontanata dal Consiglio regionale, perché sarebbe l’archiviazione del bunga-bunga, Nicole tratta la resa, naturalmente.