La Procura di Roma ha ritenuto inattendibile la versione dei fatti fornita da Luigi Lusi, ex tesoriere della Margherita e dell’Associazione che ne eredito’ i rimborsi elettorali, ed ha scagionato Francesco Rutelli e Enzo Bianco. Il presidente dell’associazione, Rutelli, e il presidente dell’Assemblea federale, Bianco, non parteciparono ad alcun patteggiamento o spartizione delle risorse. Le accuse di Lusi, sulla base degli elementi finora consegnati alla Procura, non permettono di dubitare dei comportamenti di entrambi. Di conseguenza, Luigi Lusi deve rispondere di calunnia nei confronti di Rutelli e Bianco.

Rimane in piedi la causa civile, intentata da alcuni componenti dell’Assemblea federale, che si sono rivolti al tribunale per avere conto e ragione delle modalita’ con cui sono state utilizzate le risorse, sono stati esaminati ed approvati i bilanci. I ricorrenti protestano, inoltre, per una presuna discriminazione: non sono stati, infatti, invitati alle riunioni dell’assemblea federale. A tal proposito, il tribunale di Roma, con sentenza ha giudicato nulla una delle riunione, svoltasi in giugno dello scorso anno, durante la quale sono stati approvati i bilanci.

Di recente, tuttavia, si e’ svolta l’ultima riunione dell’assemblea, che ha deciso di “chiudere” l’associazione e restituire, in parte, le residue risorse allo Stato.

La causa civile, tuttavia, resta in piedi. E con essa la questione politica, alimentata di recente da una dura presa di posizione della segreteria provinciale del Pd di Catania, che ha lamentato la modestia delle risorse disponibili per l’attivita’ politica del partito e la disponibilita’ di risorse, provenienti dai rimborsi elettorali, da parte del senatore Enzo Bianco, che ha svolto la sua militanza politica nel Pd etneo.

Gaspare Nuccio ed altri esponenti ex Margherita hanno chiesto piu’ volte a Bianco e Rutelli informazioni sui criteri di di distribuzione delle risorse per l’attivita’ politica, dichiarandosi poco interessati alla vicenda giudiziaria. Non hanno ricevuto alcuna risposta formale.

Trattandosi di risorse pubbliche, soldi dei contribuenti italiani, assegnati a titolo di rimborso, e quindi con una falsa giustificazione (i partiti spendono un quinto delle risorse che ottengono), la questione politica proposta dalla segreteria provinciale di Catania, appare di interesse generale.

Rivolgiamo, quindi, al senatore  Enzo Bianco, sette domande, chiedendogli di rispondere pubblicamente attraverso la nostra testata.

1.  Quale organo – politico, associativo – ha deciso di destinare mensilmente, o una tantum, risorse provenienti dai rimborsi elettorali della Margherita per la sua attivita’ politica?

2.  Quando e’ stata assunta questa decisione, se c’e’ stata, e chi ha assegnato le risorse?

3.  Ha erogato, in tutto o in parte o per nulla, risorse a lei assegnate e provenienti da rimborsi elettorali a dirigenti, militanti, circoli, organi di partito per l’attivita’ politica?

4.  Le e’ stato mai chiesto, o ha mai proposto, di versare contributi al partito utilizzando le risorse provenienti dai rimborsi elettorali a lei assegnati?

5.  Per quale ragione Lei e’ stato destinatario delle risorse provenienti dai rimborsi elettorali?

6.  Per quali ragioni Lei non avrebbe invitato, come sostengono alcuni membri dell’Assemblea della Margherita, da Lei presieduta, alle riunioni che avevano nell’ordine del giorno l’esame dei bilanci?

7. Lei si rimprovera un controllo poco efficace dell’attivita’ del tesoriere della Margherita? Crede che il suo mandato fiduciario sia garantito da comportamenti idonei?