(essepi) Il coordinatore regionale dell’Unione di Centro, senatore Gianpiero D’Alia, ha annunciato una iniziativa parlamentare – mozione al Senato o emendamento alla norma sulla riduzione dei parlamentari – per ottenere il commissariamento fella Regione siciliana. Ci sono tutti i buoni motivi, i presupposti normativi – art.120 della Costituzione – perche’ l’iniziativa abbia successo, spiega D’Alia.
L’Udc ha gia’ promosso, insieme al Pd, la presentazione di una mozione di sfiducia al presidente della Regione e di una disegno di legge blocca-nomine a Sala d’Ercole, al fine di impedire al governo in carica la sua permanenza, considerata “a rischio” per la sorte della Regione.
L’art.120 della Costituzione, ricorda il leader dell’Udc, in una intervista al Giornale di Sicilia, “stabilisce che il governo puo’ sostituirsi a organi delle Regioni nel caso di mancato rispetto di trattati internazionali o della normativa comunitaria, oppure per tutelare l’economia e i diritti civili e sociali”.
D’Alia e’ molto severo verso il governo regionale e i partiti in campagna elettorale. “La Sicilia sta peggio dell’Italia”, osserva, “ma viene condannata dalla maggioranza della sua classe politica. Invece che occuparsi dell’emergenza c’e’ chi pensa ad autocandidature, ad invocare le primarie e a cucinare alleanze di vecchio conio inutili e dannose”.
Che cosa occorre, dunque, fare, e subito?
D’Alia non ha dubbi: “E’ necessario commissariare la Regione per garantire il salvataggio dei fondi europei e per approvare un piano di rientro dal dissesto finanziario accertato in tutta la sua drammaticita’”.
A queste conclusioni il partito e’ arrivato, unanimemente, nel suo coordinamento regionale, svoltosi sabato a Enna.
Naturalmente, non c’e’ alcuna possibilita’ che l’iniziativa abbia successo perche’ non c’e’ regione italiana che abbia i conti a posto. Il fatto che la Sicilia stia peggio delle altre non basta per un intervento sostitutivo del governo nazionale che non ha precedenti ed e’ di fatto, sprovvisto dei presupposti normativi, a meno che non venga modificata la Costituzione italiana con i tempi previsti (doppio voto, almeno sei mesi).
Ma l’impossibilita’ di raggiungere l’obiettivo lascia in piedi la validita’ politica dell’iniziativa, che si pone sulla scia della strategia scelta dall’Udc nazionalmente, di interventi sostitutivi, seppur temporenee, degli organi di democrazia parlamentare. Palermo, come Roma, insomma.
Ma a Palermo mancano meno di quindici giorni per le dimissioni del Presidente della Regione, e meno di quattro mesi dal ritorno alle urne, la qualcosa significa che, ove avesse successo l’iniziativa dell’Udc, slitterebbero le elezioni e si affiderebbe al commissario, o ai commissari, il compito di aggiustare le cose nell’Isola. Con la bacchetta magica o con la sobrieta’ e la competenza dei tecnici?
La seconda ipotesi dovrebbe avere maggior credito, ma non e’ sicuro. Sospendere il Parlamento regionale, e commissariare la Regione, e’ ben diverso che dare vita ad un governo di tecnici che, nelle due Camere, deve fare i conti con la maggioranza parlamentare. Il commissario sospende in toto la democrazia.
D’Alia ritiene che sia utile perche’ non ha fiducia della classe dirigente regionale, almeno della maggioranza di essa, che invece di sbracciarsi e curare la grave malattia, discetta su futilita’, come le primarie e le autocandidature. Il partito di D’Alia, tuttavia, ha stretto un’alleanza di ferro a quanto pare, con il Pd. Alleanza che dovrebbe portare a Palazzo d’Orleans un personaggio politico che la esprime. Secondo molti, si tratterebbe proprio di D’Alia, che pero’ ha detto di non essere affatto in corsa. Sia come sia, Pd e Udc si sono assunti la responsabilita’ di governare la Regione, ove dovessero ricevere i consensi che chiedono.
Invece che trarre le conseguenze della loro scelta, legittima ed ambiziosa, D’Alia si affida ad un commissario nominato dal governo nazionale, ammettendo, di fatto, l’inadeguatezza della classe dirigente siciliana in generale, e dei due partiti alleati in particolare.
Forse dovrebbe rifletterci. La sua iniziativa delegittima una seria volonta’ di governo espressa da un centrosinistra nuovo di zecca. E’ intuibile che D’Alia voglia cacciare via Raffaele Lombardo il prima possibile, ma il prezzo che intende pagare, a se stesso ed alla sua coalizione, e’ troppo alto: la delegittimazione politica.
D’Alia e’ uno che va diritto allo scopo, in realta’, e non ama i compromessi. Pare fatto di altra pasta. Quando ingaggia una battaglia non guarda in faccia nessuno. Ci si aspetta da lui l’esatto contrario di un commissario, che si assuma la responsabilita’, come futuro presidente della Regione o garante del governo nascente, di raddrizzare la sorte della Sicilia. Ne avrebbe le competenze, la capacita’ e anche il dovere, visto che il suo partito, l’Udc, ha governato l’Isola negli ultimi quindici anni piu’ di qualunque altra formazione politica, ed e’quindi protagonista del dissesto finanziario correttamente avvistato.












12 commenti a "D’Alia vuole il commissario: slitterebbero le urne"
carissimo Sen. D’Alia, il suo partito nn è forse tra quelli che ha portato la Sicilia a questo punto.
Avete abbandonato la nave quando era sul punto di affondare, questo Lei lo chiama modo di fare politica? Guardi che i cittadini onesti le vedono queste cose, è da apprezzare di più che con coerenza decide di seguire un percorso fatto di ostacoli che chi come il suo partito e come Schettino abbandona la nave in difficolta!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
D’Alia dovete andarvi a cercare il lavoro, l’ UDC in sicilia è tragi-comico
D’ALIA TI SEI GIA’ GIOCATO IL JOLLY? TE LA POTEVI RISPARMIARE. CONTINUA COSI SARO CHE VAI ALLA GRANDE!
Mah… fino a qualche mese fa era al governo, per sostenerlo c’è stata pure la scissione con il pid e ora? Solo perché non ha speranze di vincere le elezioni come presidente vuole commissariare la regione? Di voi ex cuffariani e di cosa avete fatto alla nostra regione ci ricordiamo senatore. Levateci mano.
Credo Senatore che dato le imminenti dimissioni di Lombardo,non ha senso Commissariare la Regione,ma poi per quale motivo? È una sua convenienza? Meglio andare al voto.Ma poi Senatore perchè non ci pensava prima a fare questa proposta?
MA VA FA N’C….
ma come prima che il candidato era lui stesso, andava tutto bene, ora che c’è Crocetta rimandiamo le elezioni ….manco nel Burundi sen D’Alia-
e poi meglio una candidatura scelta dai cittadini che una scelta dai soliti noti
anemone
No al commisariamento della regione! Vogliamo votare adesso!
D alia….paura eh?
Mai! Questo deve essere impedito è una scusa voluta da Roma. Siccome hanno paura che se i siciliani vanno al voto anche i partiti nazionali vogliano andare al voto, e così facendo cadrebbe il governo di Mario Monti, allora vogliono scongiurare l’effetto contagio impendendo alla Sicilia il voto fino al 2013, ma noi non possiamo aspettare tutto questo tempo! Qui stiamo andando a fondo! E un commissatio farebbe solo gli interessi nazionali e di noi se ne fregherebbe altamente!
Deve essere impedita questa mossa vogliacca che ci stanno preparando!
Noi dobbiamo e vogliamo votare adesso! Non nel 2013 quando potrebbe essere già troppo tardi.
tutti se la prendono con lombardo perchè continua a fare nomine: non si erano accorti prima che questa è la sua vera unica specialità?Neanche il partito democratico che ha governato insieme a lui ed ha goduto della sua parte di poltrone?Siamo in periodo di Festino e questa è la masculiata finale delle nomine prima del botto finale, speriamo non della Sicilia .
carissimo sen D’Alia …
a volte il silenzio sarebbe d’oro!