di Pino Scorciapino -

 Cinquanta consiglieri comunali a Palermo, 45 a Catania, 30 nei 18 comuni con popolazione compresa tra 40.001 e 250.000 abitanti, 20 nei 91 comuni da 10.001 a 40.000 abitanti, 15 nei 157 comuni da 3001 a 10.000 abitanti, 12 nei 122 comuni con popolazione fino a 3.000 abitanti. Nei 390 comuni siciliani sono in carica complessivamente 6.274 consiglieri. I gettoni di presenza per ogni riunione del Consiglio vanno dai 120 euro di Palermo ai 25 dei comuni della fascia dei centri più piccoli. Difficile quantificare il costo complessivo, dipende dal numero delle riunioni nel corso dell’anno. Si tratta comunque di milioni di euro, probabilmente non meno d’un paio di decine.  Nel clima dilagante di antipolitica anche queste funzioni vengono messe in discussione in nome del risparmio e dei costi insopportabili della politica. Soluzioni? Si potrebbe ridurre il numero di comuni con accorpamenti dei più piccoli econtigui oppure si potrebbero ridurre ad esempio di un terzo numero dei consiglieri e importo dei gettoni di presenza. Ma attenzione alla demagogia ed allo sfascismo. La rappresentanza politica deve esistere. Piaccia o non piaccia. A furia di invocare risparmi contro gli sprechi della politica rischiamo di non capire che corriamo il rischio di trovarci in un futuro non lontano alle prese con il ritorno del podestà che nell’epoca fascista aveva sostituito il sindaco. Tutto e solo nelle sue mani. E non è democrazia.