Non è un terremoto né uno tsunami, ma uno scossone bello forte, quello sì: una cosa è correre alle regionali con il primo della classe in testa, prossimo candidato a Palazzo Chigi e plenipotenziario del secondo partito del Paese, un’altra, invece, la minestra riscaldata, Silvio Berlusconi, ancora una volta. Il Premier in effige, insomma, che s’è visto poco o niente nell’Isola, con l’eccezione di due o tre “prime pietre” del Ponte sullo Stretto.
E poi c’è il campanile, la conterraneità, il piacere di avere uno di casa al comando, che suscita legittimo orgoglio e non dispiace, tutto sommato, nemmeno agli avversari.
Ci sono inoltre i rapporti di forza, le cordate, le correnti, le relazioni fra il Pdl e gli alleati da rimonitorare alla luce della novità. Intanto saltano le primarie per la candidatura alla presidenza della Regione, che erano già state messe in forse da uno sbarramento robusto che fa capo al Presidente dell’Ars, Francesco Cascio e, di conseguenza, a Renato Schifani, Presidente del Senato, che ha espresso il suo dissenso per interposta persona (Simona Vicari).
Sulla carta le primarie per le regionali non hanno niente a che vedere con quelle per la designazione del candidato Presidente del Consiglio, ma con il ritorno in prima fila del Cavaliere, anche il partito nuovo, costruito sulla partecipazione, l’elezione degli organi dirigenti, le primarie vengono riposte in un cassetto.
Come si farebbe a sostenere la necessità di rispettare gli impegni assunti – le primarie, appunto in Sicilia per Palazzo d’Orleans – con il modello berlusconiano, la monarchia anarchica di cui il Cav s’è fatto sempre un vanto?
Nessuna reazione ufficiale, naturalmente, dai leader locali. Magari un poco d’ironia ma nulla di più, ma la delusione si tocca con mano. Il Pdl è esposto più di ogni altro partito nell’avamposto siciliano per via del mitico 61 a zero diventato un “memento mori”, piuttosto che una bandiera da sventolare. E’ in ottobre, con anticipo rispetto al resto del paese, che il Pdl siciliano comincerà la nuova stagione politica. Ancora esami, dopo la bocciatura delle amministrative con un disastroso risultato.
Silvio Berlusconi, tuttavia, aspetta le regionali dell’Isola per farsi i conti e ufficializzare il ritorno in campo, a quanto pare. Ha avuto notizie rassicuranti sulla qualità degli avversari e il loro stato di salute per via delle divisioni del centrosinistra. Se dalla Sicilia venisse fuori un buon risultato, allora sarebbe quel punto d’appoggio, come disse Archimede, per costruire il mondo.
Ora, però, dovrà fare i conti con una novità, che lui stesso ha creato: i siciliani del Pdl si sentono orfani di Angelino. E il lutto costringe a restare a casa, non incoraggia la piazza.











5 commenti a "Alfano “degradato”, delusione
e sconcerto nel Pdl siciliano"
Ogni commento è inutile…dobbiamo ignorarli…e non votarli, s’intende.
Pensate che Alfano non lo sapeva già come andava a finire?
Secondo voi perchè l’hanno fatto segretario?
E’ un pupo a tutti gli effetti.
Non si è capito bene! Alfano non c’è più quindi non si fanno più le primarie? Perchè non le vuole Cascio e non le vuole Schifani. Castiglione si adegua, forse. Ma siamo al solito, nessuno si chiede se la gente le vuole ste primarie? Una cosa è certa nessuno vuole il Pdl,e il buon Leontini sta alzando i tacchi soprattutto perchè non vuole avere imposto un Cascio candidato presidente. E poi , e poi contro una coalizione Pd, Udc, Idv, Sel ce ne vogliono di coalizioni del centro destra per batterli.
Mi stupisce la meraviglia. Alfano subisce lo stesso trattamento che ha da sempre subito la Sicilia, dall’aggressione del 1861 ad oggi.
Chi si stupisce evidenzia esclusivamente la inadeguatezza tra le proprie aspettative e le relazioni tra causa ed effetto che generano ed hanno generato gli eventi passati come quelli attuali.
Il fenomeno Alfano era già scritto, ed è un caso emblematico in questo senso, gli viene consentito di esprimersi a condizione che si mantenga subordinato alle esigenze del reggente, il massimo a cui poter aspirare se si è siciliani oppure campani.
Stolto lui e tutti coloro che oggi manifestano stupore, si guardino allo specchio magari gli verrà più semplice comprendere che nel ruolo che gli è stato assegnato non rientrava il riconoscimento dell’onore. Nell’atteggiamento di Berlusconi emerge il trattamento tipico riservato all’ascaro, di cui tanto si parla, Alfano è stato sfruttato dall’utilizzatore finale, fintanto che è stato funzionale ai propri bisogni, e poi scaricato senza ritegno.
Ma tutto questo rientra nella logica che vede nella Sicilia una terra da sfruttare, schiacciando e calpestando i siciliani compresi coloro che si illudono di poter contare nei partiti nazionali.
Lombardo in questo ha fatto scuola.
ci saranno dei motivi del perchè li tiene a tutti in pugno!
Bella figura, on. Alfano!
Bella dignità sicula calpestata!
Perchè non lo lasciate tutti quanti da solo con le sue pupe?
Tanto lui fa politica solo per l’interesse delle sue aziende (vedi vicenda rai)!
A questo punto non si capisce perchè Silvio si ricandida premier e gli altri no. Per questi motivi mi voglio candidare anch’io e con me anche tutti gli altri elettori aventi diritto. Tutti candidati. Così Silvio resta a casa.