Il governo nazionale boccia i termovalorizzatori, il Ministero dell’Ambiente ha approvato il piano rifiuti della Regione siciliana, dopo una lunga travagliata istruttoria. Il governo Berlusconi, attraverso la titolare del Ministero dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo, aveva infatti manifestato un avviso diverso, giudicando utile la realizzazione dei termovalorizzatori in Sicilia, seppure in numero inferiore a quelli programmati dal governo regionale siciliano durante la presidenza di Salvatore Cuffaro.
Il piano regionale di gestione dei rifiuti della Regione Siciliana, si legge in una nota d’agenzia, ha ottenuto l’approvazione del Ministero dell’Ambiente e della tutela del mare guidato dal ministro Corrado Clini. Il piano, proposto dal presidente della Regione Siciliana, Raffaele Lombardo, nella sua qualità di commissario delegato per fronteggiare la situazione di emergenza determinatasi nel settore dello smaltimento dei rifiuti urbani nel territorio regionale era stato, il 3 luglio, oggetto di intesa con il dipartimento della Protezione Civile della Presidenza del Consiglio dei Ministri.
Sull’affaire rifiuti il governo regionale ha realizzato un dossier che è stato consegnato alla Procura della Repubblica di Palermo. Esso lascerebbe sospettare che nella vicenda dei termovalorizzatori ci siano state molte ombre, anche possibili infiltrazioni mafiose.
Il bando di gara per la realizzazione di ben quattro termovalorizzatori era stato espletato quando si insediò il governo Lombardo. Sarebbero costati quattro miliardi e mezzo di euro nella fase di start-up e di circa venti miliardi di euro nel quindicennio successivo nella fase operativa. Avrebbero “lavorato” rifiuti provenienti da altre regioni siciliane.
Il presidente della Regione, il suo governo, si opposero e trovarono elementi utili nelle procedure del bando di gara per chiederne la cancellazione. Il successo dell’iniziativa, ha sempre sostenuto il governatore, avrebbe suscitato l’irritazione dei “poteri forti”, le grandi aziende interessate e le parti politiche che avevano sostenuto il piano rifiuti incentrato sugli inceneritori. Lombardo, addirittura, addebita gran parte dei suoi guai – politici, mediatici e giudiziari – proprio alla sua responsabilità di mandare a monte l’affaire. Lombardo sospetta che le rivelazioni di qualche collaboratore di giustizia siano state pilotate dagli ambienti politici e imprenditoriali che sono stati scippati del “Grande Affare” di venti miliardi di euro (ben più rilevante del Ponte sullo Stretto)
La scelta delle discariche, in una prima fase, e della differenziata, questo è sicuro, è stata fortemente avversata dal precedente governo nazionale. Che l’approvazione del piano rifiuti sia arrivata soltanto ora, a conclusione del mandato e con un nuovo governo nazionale, potrebbe non essere affatto casuale.
La scelta ambientalista del governo regionale, tuttavia, non ha destato l’entusiamo di quei settori politici e culturali che generalmente avversano la nascita di grandi impianti, come gli inceneritori, cui addebitano la responsabilità di contribuire all’inquinamento atmosferico ed ambientale. E questo è un piccolo mistero, ma fino a un certo punto. Sono stati in tanti a restarci male per la linea di sbarramento siciliana ai mega-impianti.











6 commenti a "La Sicilia vince la guerra
dei termovalorizzatori"
quella del conto energia è una scelta del governo italiano. Poi cercare ancora di difendere l’uso dei termovalorizzatori che bruciano, rispetto alla scelta di fare la differenziata, questa si che è cosa stupida.
Mah…!
continuano a distrarci\infinocchiarci con il termovalorizzatore…ed è definitivamente uscito il V conto energia. … buona lettura a tutti.
La minoranza runorosa si fa sentire sui termovalorizzatori e lo smaltimento… Cieca e sorda al fallimento della differenziata, si scandalizza che la Sicilia potesse lavorare rifiuti altrui, quando altri stati, spesso indicati come “esenpi di civiltà” (e non lo sono), invece e comunque lo fanno sul proprio territorio e si fanno pagare …anche da noi. Non ci si accorge della mistificazione con cui si dice spregiativamente incerenitori invece di termovalorizzatori. Parlare di “vittoria siciliana sui termovalorizatori” perchè, come tante altre “cose nostre”, non si fanno e si resta nel sostanziale immobilismo di sempre è solo un nuovo esempio di generale stupidità.
Spero che i Siracusani si ricordino della loro concittadina Prestigiacomo, quando si andrà a votare…
VI PREGO, BASTA VOTARE PARTITI ITALIANI!
Allo stato dei fatti, però, abbiamo si vinto la guerra contro i mega impianti, ma stiamo clamorosamente perdendo quella per l’introduzione di un efficiente sistema di smaltimento e riciclaggio dei rifiuti nella nostra regione.
Siamo ancora fermi alle discariche “old style” e le risorse economiche rappresentate dal riutilizzo dei materiali recuperati dai rifiuti non si intravedono neanche all’orizzonte.
Questo dovrà essere uno dei principali obiettivi dell’autonomismo, nella prossima legislatura.
Se torneranno al potere i vecchi partiti (anche se raggruppati in modo diverso) tutto ciò sarà materialmente impossibile.
E solo per questo, checchè ne possano pensare tutti i detrattori di Lombardo, dobbiamo ringraziare chi non ha permesso che fra qualche anno e per decenni e decenni, noi, i nostri figli ed i nostri nipoti ci potessimo ammalare di cancro.
Non che sia un pericolo del tutto scampato comunque, ci riproveranno sicuramente ad ammorbarci per farsi un pò di quattrini.