Dagli scacchi al papiro dal te’ ai giocattoli medievali. Musei per tutti i gusti in Sicilia, dove  accanto ai capolavori dell’arte e ai reperti storici c’e’ spazio anche per esposizioni insolite. Cosi’, ad esempio, a Mazara del Vallo, in  provincia di Trapani, un appassionato scacchista, Nino Profera, ha  fondato un Museo dedicato al gioco degli scacchi, il primo in Italia.  Grazie alla sua passione Profera ha raccolto una mole incredibile di  materiale legato al gioco degli scacchi.

Passeggiando nelle stanze del museo in via Genova i visitatori  potranno ammirare 150 scacchiere da viaggio e 5 giganti (la piu’  grande di 25 metri quadri); 30 orologi scacchistici, meccanici e  digitali; 150 medaglie e 106 spille commemorative; 250 libri, 1.350  riviste dedicate e una rassegna stampa dedicata agli scacchi con oltre 2mila articoli di giornali italiani ed esteri. Ma anche un archivio  con 2500 partite ufficiali e classifiche dei tornei a partire dal  1984.

Ancora l’insolito museo ospita anche oggetti comuni a soggetto  scacchistico, come penne, cravatte, tazzine, ombrelli e persino dolci, oltre ad un’aula informatica con programmi originali risalenti agli  anni ’80 e circa 30 programmi scacchistici con motori di ricerca (per  un database che contiene circa tre milioni di partite giocate).

E se gli appassionati scacchisti possono  soddisfare la loro curiosita’ a Mazara del Vallo, tappa obbligata per  gli amanti del te’, invece, e’ Raddusa, in provincia di Catania. Qui  in via Garibaldi sorge il museo del te’, entrato per ben due volte nel Guinness dei primati, spiegano gli ideatori, per aver collezionato  piu’ di 600 varieta’ di te’ provenienti da tutto il mondo e per la  teiera e la tazza da te’ piu’ grande del mondo, realizzati  dall’associazione ceramisti di Caltagirone. In mostra anche oltre 500  teiere in terra zisha dalla collezione della citta’ cinese di Yixing,  bollitori, accessori, samovar e quadri raccolti tra i popoli piu’ vari (giapponesi, russi, cinesi, berberi, beduini, etiopi, centroafricani,  iraniani, inglesi, francesi, cingalesi, birmani).

A Siracusa, in viale Teocrito, invece, c’e’ il Museo del papiro. Aperto nel 1989, permette al visitatore di assistere alla lavorazione  della carta di papiro ed avere una immagine viva della storia del  papiro dalle origini ad oggi. Nelle sale del Museo sono esposti tre  barche di papiro provenienti dall’Etiopia e dal lago Ciad; papiri  faraonici, ieratici, demotici, greci e copti; papiri prodotti a  Siracusa dal XIX secolo; manufatti in papiro (corde, stuoie,  recipienti, sandali); un erbario comprendente ombrelle di Cyperus  papyrus L. raccolte lungo il Nilo, nel lago Ciad, nel lago Hula  (Israele) e in Sicilia (Fiumefreddo e Siracusa).

Ancora e’ possibile ammirare gli utensili e i materiali per la  scrittura (mortai e pestelli, tavolozze, pennelli, colori, adesivi per inchiostri, resine e gommoresine); un’ampia documentazione storica  sulle origini del papiro e sulla fabbricazione della carta;  decorazioni parietali che raffigurano il papiro e documentano gli usi  che di esso si facevano.

A Ficarra (Messina), invece, il Medioevo rivive in un Museo, il primo in Italia, interamente dedicato al mondo ludico  medievale e ideato dall’antropologa Elisa Averna. Passeggiando tra le  stanze della fortezza carceraria di salita Castello, recentemente  restaurata, immersi in un’atmosfera incantata, sara’ possibile,  infatti, scoprire i segreti dei passatempi dell’epoca.

Cinque in tutto le sezioni: giochi mimici, su tavola, educativi, tra fantasia e poverta’ di mezzi, di movimento. Per un viaggio nella  storia alla ricerca di un tempo perduto. Si tratta soprattutto di un  Museo didattico, perche’ il mondo ludico medievale e’ ancora poco  conosciuto e rarissimi sono i reperti originali.

Tutti i giocattoli esposti sono accurate riproduzioni eseguite  da Giuseppe Averna, padre di Elisa. Particolarmente ricca la sezione  dedicata ai ‘giochi da tavola’, dove gli esemplari esposti sono stati  eseguiti interpretando il gusto estetico di quell’epoca, quando nelle  ricche corti veniva dato al gioco lo stesso spazio e lo stesso  prestigio riservato a tornei e giostre.