di Stefania Brusca -

La scure della spending review non risparmia la scuola. Secondo una stima del sindacato Usb (Unione Sindacale di Base Pubblico Impiego coordinamento Scuola Palermo) basata su dati del Miur a settembre, in Italia, circa 16mila precari rischiano di rimanere senza lavoro. In Sicilia la stima è di “3-4mila persone , tra docenti e personale Ata con contratti a tempo determinato”, afferma Luigi Del Prete, responsabile regionale scuola Usb.

I DATI. Secondo quanto riporta una nota del sindacato 4.071 docenti inidonei sommati a 553  docenti di laboratorio  saranno ‘deportati’ su 4.624 posti del personale amministrativo e tecnico, oggi precari.  Oltre a questi, 70 dirigenti e  776 tra il personale di ruolo, dovranno essere rimpatriati dall’estero e dovranno essere ricollocati.  In più – continua la nota-  10 mila docenti in esubero verranno utilizzati  per “tappare i buchi lasciati dai precari che non avranno più un lavoro”.

E non finisce qui. I docenti in esubero con contratto a tempo indeterminato, secondo il sindacato, saranno spostati come pacchi: ad insegnare altre materie, in ogni ordine e grado di scuola, sui posti di sostegno, sugli spezzoni orari, sulle supplenze brevi e pagati dal fondo delle supplenze. “Riteniamo che il personale in esubero dovesse essere impiegato nelle stesse scuole per arricchire l’offerta formativa. Inoltre è impensabile che docenti che hanno insegnato per 20 anni una materia debbano essere ricollocati senza titolo di abilitazione, con il solo possesso della laurea”, continua Del Prete, che aggiunge: “Questo, al contrario, impoverisce l’offerta formativa, senza contare che molti insegnanti verranno spostati sul sostegno ai disabili semplicemente dopo aver sostenuto un corso del ministero dell’Istruzione, parte del quale si svolge on-line”.