L’alga tossica non va in vacanza. Come ogni estate, l’Ostreopsis ovata prolifera lungo le coste siciliane. Ma il mare preferito sarebbe quello del Palermitano: da Trappeto, passando per Capaci, fino a Vergine Maria, borgata marinara del capoluogo. I sintomi accusati dai bagnanti sono sempre gli stessi: dall’irritazione delle mucose respiratorie al raffreddore, con possibile febbre, vertigini e tosse. Ci si può infettare, oltre che immergendosi in acqua, anche attraverso l’inalazione di brezza marina. Ma è bene precisare che le patologie sono comunque benigne, con una guarigione rapida, al massimo un paio di giorni.
ALGA PIU’ TOSSICA NEL PALERMITANO? – Ma c’è un dettaglio che fa discutere gli esperti: nonostante l’Ostreopsis sia presente anche in altre zone della Sicilia, le conseguenze sulla salute dei bagnanti sarebbero maggiormente segnalate nel Palermitano. Un’incognita in più che si aggiunge a quella sulle cause scatenanti di questo fenomeno. La presenza di alghe tossiche nei nostri mari è segno di uno squilibrio nell’ecosistema e potrebbe proliferare lì dove sono presenti elementi inquinanti come scarichi fognari abusivi, o specchi d’acqua chiusi senza ricambio d’ossigeno. Un’altra causa potrebbe essere legata alle alte temperature, che aiuterebbero l‘Ostreopsis a riprodursi. Quali siano i motivi, però, della presunta maggiore tossicità nelle coste del Palermitano piuttosto che in quelle catanesi, non è ancora chiaro.
VERGINE MARIA – L’area in questo momento più colpita, secondo le analisi dell’Arpa Sicilia, sarebbe quella di Vergine Maria, a Palermo, con una concentrazione pari a 100.432 cellule per litro d’acqua analizzata. Una percentuale molto alta, dal momento che il limite non dovrebbe superare le 10.000 cellule/L. L’ultimo campionamento risale al 3 luglio scorso, mentre il precedente del 28 giugno segnalava 24.654 cellule/L. Nell’area interessata, Amat e polizia municipale hanno subito affisso i segnali di divieto di balneazione, che resteranno finché i valori non scenderanno a livelli di normalità.
TRAPPETO – L’allarme non è ancora rientrato a Trappeto. Il campionamento più recente del 4 luglio parla chiaro: 84.265 cellule/L, valori di certo più bassi rispetto al picco registrato il 26 giugno con ben 400.723 cellule/L. In questo caso la presenza dell’Ostreopsis ovata riguarda soprattutto la zona portuale. Le analisi dell’Arpa per monitorare l’andamento del fenomeno continueranno ogni sette giorni.
CAPACI – Altra zona calda è la spiaggia tra Capaci e Isola delle Femmine, dove fino a pochi giorni fa, proprio a causa dell’alga tossica, diversi bagnanti sono finiti al pronto soccorso. Gli ultimi dati dell’Agenzia regionale protezione ambiente risalgono al 28 giugno con una concentrazione di 89.273 cellule/L.
ASPRA-BAGHERIA – Livelli oltre la norma anche nella zona di Aspra, vicino a Bagheria. L’ultimo rilevamento, effettuato il 3 luglio, segnala la presenza di 15.187 cellule/L. Precedentemente, il 28 giugno, il valore era quasi il doppio: 29.709 cellule/L.
TAVOLO TECNICO – Per fronteggiare l’emergenza, mercoledì scorso si è tenuto in tavolo tecnico a cui hanno preso parte l’assessore regionale all’Ambiente Alessandro Aricò, il dirigente generale del dipartimento regionale Ambiente, Giovanni Arnone, Salvatore Cocina, commissario straordinario dell’Agenzia regionale protezione ambiente, Mario Palermo, dirigente medico del servizio Igiene pubblica dell’assessorato regionale alla Salute, Salvatore Anzà dirigente del servizio pianificazione e governance acqua e rifiuti. Presenti anche i rappresentati dei comuni della costa palermitana, quelli di Trapani e di Aci Castello, della provincia regionale di Palermo e delle associazioni ambientaliste e di volontariato. Durante l’incontro si è deciso di programmare monitoraggi quotidiani da parte dei tecnici dell’Arpa Sicilia, con puntuali bollettini di eventuali rilevazioni di tossicità del mare.
ARICO’: “INQUINAMENTO TRA LE POSSIBILI CAUSE” – “Poiché la presenza di valori più alti della norma – ha detto Aricò – di questa microalga tossica, non è uniforme su tutti i tratti di costa, e in alcuni casi superato il limite in qualche zona non si sono registrati casi di malessere, potrebbe esserci una causalità con inquinanti o reagenti che determinano un abnorme presenza di fioriture algali. Per questo faremo ogni sforzo per aumentare i controlli degli scarichi abusivi a mare, e su questo chiedo un aiuto anche da parte degli amministratori locali e delle capitanerie di porto”.
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Un commento a "Allarme Ostreopsis a Palermo. Ecco la mappa delle zone a rischio"
Confido nel impegno dell Assessore Alessandro Arico’ sensibile alle problematiche legate all ‘ambiente !!!