(di Sebastiano Callipo*) E’ stato varato l’atteso Decreto Legge avente ad oggetto “Disposizioni urgenti per la riduzione della spesa pubblica a servizi invariati”.

Con gli interventi odierni, il risparmio per lo Stato sarà di 4,5 miliardi di euro per il 2012, di 10,5 miliardi per il 2013 e di 11 miliardi per il 2014.

Le nuove disposizioni di revisione della spesa pubblica mirano a conseguire tre obiettivi:

A) iscrizione del funzionamento dell’apparato statale e relative funzioni, entro un quadro razionale di valutazione e programmazione;

B) non incidenza della riduzione della spesa sulla quantità di servizi erogati dalla P.A.;

C) eliminazione degli eccessi di spesa, evitando l’aumento di due punti percentuali dell’IVA per gli ultimi tre mesi del 2012 e per il primo semestre del 2013, nonché l’ottenimento di stanziamenti per la ricostruzione delle zone danneggiate dal sisma ed estensione della clausola di salvaguardia in materia pensionistica prevista dal decreto legge “salva Italia” ad altri n. 55.000 soggetti.

Si evidenzia che sarà adottato un terzo provvedimento di “spending review” che riguarderà le agevolazioni fiscali, la revisione strutturale della spesa ed i contributi pubblici.

Gli interventi previsti dal richiamato Decreto Legge, consultabile in serata sul nostro sito, sono sintetizzati e suddivisi per argomenti anche nel comunicato stampa diramato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Nel merito e per quanto ci riguarda, va detto che il primo degli interventi afferisce all’attività negoziale della P.A., previa riduzione della spesa per acquisto di beni e servizi e per incentivare la trasparenza delle procedure.

Le Amministrazioni statali centrali già dal 2012 assicurano, quindi, una riduzione di spesa indicata in un apposito allegato.

Riduzione delle dotazioni organiche delle P.A.

La finalità principale, dichiarata dal Governo, è il recupero dell’efficienza della macchina burocratica e, per i casi virtuosi, l’ottimizzazione nell’allocazione delle risorse umane.

Il programma di riduzione si articola nei seguenti interventi:

Le Amministrazioni dello Stato, le Agenzie Fiscali, gli Enti pubblici economici e non, ferma restando la riduzione degli organici da operare ai sensi del D.L. n. 138/2011, devono procedere ad una ulteriore riduzione degli uffici di livello generale e di livello non generale e delle relative dotazioni organiche, non inferiore al 20% di quelle esistenti;

Devono, inoltre, procedere ad una rideterminazione delle dotazioni organiche del personale non dirigenziale, non inferiore al 10%. La riduzione favorirà, secondo il Governo, l’equilibrio nelle piante organiche, migliorando la gestione dei flussi decisionali. Lo conferma il fatto che, alle riduzioni, il decreto associa l’obbligo di razionalizzare gli assetti strutturali.

Il riassetto organizzativo è realizzato con un ampio ventaglio di interventi, anzitutto con il riordino delle competenze degli uffici e con l’eliminazione delle duplicazioni.

Si prevede, poi, una riorganizzazione degli uffici periferici, su base regionale o interregionale, una unificazione delle strutture con funzioni logistiche e strumentali e si procede alla tendenziale eliminazione degli incarichi di studio e ricerca ai dirigenti non titolari di uffici.

Per la gestione del personale in soprannumero, si procede in primo luogo alla risoluzione unilaterale del rapporto di lavoro nei confronti dei dipendenti che, in base alla disciplina vigente prima dell’entrata in vigore dell’ultima riforma introdotta dal D.L. n. 201/2011, avrebbero ottenuto la decorrenza del trattamento pensionistico entro il 31.12.2014.

Il trattamento di fine rapporto sarà liquidato al momento della maturazione del diritto alla corresponsione. In subordine, si applicheranno le regole ordinarie previste per la mobilità.

Ulteriormente, il decreto legge in rassegna contempla delle riduzioni di spesa in materia di Pubblico Impiego, in quanto la razionalizzazione delle piante organiche delle Amministrazioni non esaurisce le misure di “spending review”.

Esistono misure complementari che perseguono, secondo il Governo, l’obiettivo di migliorare l’allocazione delle risorse disponibili, nell’ottica dell’efficienza e del buon andamento dell’azione amministrativa.

Gli interventi riguardano, quindi, le spese in materia di parco auto, gli incarichi consulenziali, la disciplina dei buoni pasto, delle ferie, dei riposi spettanti al personale, oltre al sistema di pagamento dei cedolini.

In particolare il parco auto, a partire dal 2013, registra l’introduzione di un limite pari al 50% della spesa sostenuta per il 2011.

E’ introdotto il divieto di attribuire incarichi di studio o consulenza a soggetti, già appartenenti ai ruoli dell’Amministrazione e collocati in quiescenza, che abbiano svolto, nel corso dell’ultimo anno di servizio, funzioni ed attività corrispondenti a quelle oggetto dell’incarico di studio o consulenza. Viene abrogata la normativa in materia di Vice Dirigenza.

Il valore dei buoni pasto, attribuiti al personale, anche di qualifica dirigenziale, viene stabilito a 7 euro a partire dall’1.10.2012.

Le ferie ed i riposi spettanti al personale, anche di qualifica dirigenziale, sono obbligatoriamente fruiti secondo quanto prevedono gli ordinamenti delle Amministrazioni di appartenenza ed in nessun caso danno diritto alla corresponsione di trattamenti economici sostitutivi.

Quanto ai “cedolini” paga, le Amministrazioni stipuleranno convenzioni con il MEF per omogeneizzare il sistema di pagamento degli stipendi.

Ulteriori misure riguardano il patrimonio pubblico che viene razionalizzato ed i costi delle locazioni passive che vengono ridotti (esempio, riduzione degli spazi ad uso ufficio a disposizione delle Amministrazioni statali e riduzione degli spazi destinati agli archivi delle stesse Amministrazioni, creazione di una centrale di committenza incardinata nell’Agenzia del Demanio).

La presente sintesi deve rapportarsi con l’integrale lettura del decreto legge che per completezza contempla anche interventi sulle società pubbliche ed in house, soppressione di istituti quale ISVAP e COVIP, nonché riduzioni di spesa degli Enti territoriali, la riduzione e l’accorpamento delle Province, e particolari interventi per la Pubblica Istruzione, l’Università e gli Enti di ricerca.

Tutto quanto sopra premesso, va evidenziato che in relazione alla riduzione delle piante organiche è possibile una compensazione tra le diverse Amministrazioni, laddove va precisato che solo dopo la riduzione degli organici e l’esito del monitoraggio assegnato al Dipartimento della Funzione Pubblica, si avrà l’esatta contezza del personale in servizio e saranno individuati le Amministrazioni incise dall’intervento riduttivo di cui sopra.

Per completezza, si evidenzia che troverà applicazione la “valutazione organizzativa ed individuale dei dipendenti pubblici”, con criteri previsti dal decreto che, tuttavia, non si applicheranno alle Amministrazioni che sono già dotate di strumenti per la valutazione di cui sopra.

E’ confermato, sotto altro profilo, non solo il taglio del 20% dei dirigenti, ma anche il blocco delle assunzione dei dirigenti di prima fascia fino al 2015, fattispecie che aprirà la strada ad incarichi dirigenziali a contratto ed alle consulenze.

Nel 2013, con DPCM, si definiranno i processi di mobilità anche tra comparti, per ricollocare il personale nelle Amministrazioni con forti carenze di organico, con il

coinvolgimento delle Organizzazioni Sindacali.

Con riserva di intervenire ulteriormente, in termini puntuali e precisi sul decreto in rassegna, appena questo sarà pubblicato in Gazzetta Ufficiale, evidenziamo, fin da ora, che l’intervento di riduzione del 10% delle piante organiche dovrà servire a fare chiarezza nel rapporto tra fabbisogni e realtà, avvicinando gli organici teorici all’effettivo numero di dipendenti.

Resta comunque difficile oggi opinare una reale quantificazione dell’impatto della misura (al di là della stima del Dipartimento della Funzione Pubblica, che per i Ministeri individua una percentuale inferiore al 5%,). Trattasi, comunque, di tagli poco selettivi e poco mirati, laddove ci impegniamo sin da subito a fare si che lo studio della mappa delle risorse umane sia effettivamente tarato sul nuovo perimetro definito per le funzione degli uffici pubblici.

Non sfugge ad alcuno che la reazione da noi attivata, sia a livello centrale che periferico, attraverso una mobilitazione sostenuta da migliaia di colleghe e colleghi, giuste centinaia di assemblee e note prodotte, in sinergia anche con le altre OO.SS., ha evitato l’emanazione di un provvedimento che poteva essere ben più pesante di quello sopra illustrato.

Lotteremo, in particolare, perché sia assolutamente rivisto il decreto legge n. 87/2012 sull’accorpamento delle Agenzie Fiscali.

In tale ambito, la nostra forte azione ha prodotto l’Audizione in Commissione Finanze del Senato del SALFI martedì p.v., da noi fortemente richiesta ed ottenuta, nella quale “grideremo” forte la nostra contrarietà alle incursioni sull’Amministrazione Finanziaria e rassegneremo un documento nel quale dimostreremo i gravi errori di valutazione politico-giuridico che rischiano di “destrutturate” il Sistema agenziale, appesantire la capacità operativa e non produrre alcun risparmio di spesa, atteso che, è nostro profondo convincimento, non esistono i presupposti per nessuna operazione di razionalizzazione, visto che le strutture interessate non rilevano alcuna sovrapposizione e duplicazione di funzioni, non essendo affatto omogenee.

SEGRETARIO GENERALE SALFI