Il lavoro preparatorio del governo – affidato al ministro Giarda e a Enrico Bondi – ha “stanato” le burocrazie più gelose e permesso agli italiani di conoscere come stanno davvero le cose dopo decenni di mezze verità e luoghi comuni. Prima i dati sul rapporto fra pubblico impiego e amministrazione regionale, che hanno regalato alla Lombardia la testa della classifica, contrariamente a quanto si era ritenuto finora (la Sicilia si colloca al quarto posto per numero di dipendenti statali), adesso è la volta della Sanità, settore che ha contribuito in modo decisivo ad affibbiare la maglia nera all’Isola.

Secondo i dati ufficiali del governo, resi noti anche dalla stampa nazionale, la Sicilia conta su 19.433 posti letto, il 3,9 per cento per ogni mille abitanti. E non è affatto una Regione che ha speso una barca di soldi per i presidi sanitari.

La Sicilia, infatti, occupa una delle ultime posizioni della classifica nel rapporto fra posti letto ed abitanti.  Più giù soltanto due Regioni, l’Umbria con il 3,6 per cento di posti letto per abitanti, e la Campania con il 3,6.

Il Molise ha il migliore rapporto posti letto-abitanti con il 5,5.  Seguono Trento con il 4,8, il Lazio con il 4,7, Sardegna, Liguria, Lombardia e Bolzano con il 4,4, il Friuli e l’Abruzzo, il Veneto con il 4,3, Valle d’Aosta, Piemonte ed Emilia Romagna con il 4,2 e la Toscana e la Calabria con il 4.

Sulla base di questi dati, la Sicilia perderà 1.047 posti letto e 25 ospedali, la Campania ne guadagnerà 699.

Lusinghiero il giudizio sulla revisione della spesa intrapresa in Sicilia. La spending review, si osserva, è “continua” nell’Isola ed ha permesso risparmi finora per 600 milioni di euro.  Grazie a accorpamenti di dipartimenti ed ospedali che hanno ridotto di 2200 unità i posti letto per gli acuti.