Il senatore Fabio Giambrone regala le sue pillole di saggezza quotidiana a Beppe Lupo. Ma sono cianuro allo stato puro, a piccole dosi. Non fanno morire il Pd, ma gli regalano la gogna quotidiana senza che alcuno se ne lamenti. Da qualche tempo, inoltre, Fabio Giambrone, viene emulato, seppure con altra intenzione, da Gianpiero D’Alia, senatore coordinatore regionale del suo partito come Giambrone.  Anche il leader dell’Udc siciliano, infatti, come rimprovera a Lupo, o meglio al Pd una certa ambiguità.

 “Abbiamo avuto l’ennesima conferma dell’inaffidabilità dei democratici”, denuncia Giambrone, E aggiunge: “Impossibile aprire un dialogo con loro”. Dice queste cose, paro paro, da due anni, ed insieme reclama l’unità del centrosinistra.

 Gianpiero D’Alia, dal canto suo, c’è rimasto assai male che il suo disegno – mozione di sfiducia votata in Aula e “cacciata” di Lombardo – non sia arrivato in porto, spezzando definitivamente ogni possibile dialogo fra Pd e Mpa, e non fa sconti ai democratici.

 Lupo registra, incassa e convoca la direzione del partito. Vuole conto e ragione  della decisione, unanime, di rinunciare alla mozione in cambio delle dimissioni, annunciate in Aula il 31 luglio, da Raffaele Lombardo. Evidentemente non è contento della regia parlamentare democratica nella conferenza dei Presidenti dei gruppi parlamentari, cioè di Antonello Cracolici.

 Chiederà una sanzione politica? Pretenderà una “sfiducia” del partito su Cracolici? L’asse con l’Udc è ancora saldo, ma il pronunciamento della direzione lo metterebbe in sicurezza.

 In definitiva, Lupo (e il Pd), contano di uscire dalla tenaglia Idv-Udc, “sacrificando” il capogruppo parlamentare.

 La direzione del Pd dovrebbe regalare ai potenziali alleati una maggioranza “rassicurante”, che tenga fuori Cracolici dalle scelte, presenti e future.

 Si finirà, dunque, con il ritornare sul mantra – la mozione di sfiducia – che tiene impegnato il Pd da tempo immemorabile. De asini umbra disceptare, discutere gravemente dell’ombra dell’asino, non è encomiabile, ammonisce la saggezza latina.

Non tengono conto della sindrome. Quale? La caffettiera del masochista, che ha il manico e il beccuccio dalla stessa parte.