Gioacchino Pasca, direttore di produzione di Artek Eventi, se ne sarebbe fatto una ragione, probabilmente, se avesse dovuto sopportare “solo” l’ingiusta esclusione dalla partecipazione al bando, ma quando, leggendo sul sito della Protezione civile ha conosciuto le modalità di partecipazione ha deciso di reagire. “la richiesta di partecipazione alla gara”, ha raccontato il signor Pasca a Repubblica, “è stata inviata alle aziende invitate alle 19, l’offerta sarebbe dovuta pervenire la mattina successiva alle 9: impossibile per qualunque azienda, in una nottata, disporre dei ciò che veniva richiesto”.
Ne ha dedotto che era tutto combinato, “altrimenti, ha osservato, perché avrebbero adottato procedure d’urgenza, anche se di urgente non c’era proprio nulla?”.
Il matrimonio fra i grandi eventi – sportivi, istituzionali, papali – e la protezione civile era stato celebrato a Roma alcuni anni or sono, quando sono state cambiate le regole dell’appalto per favorire gli interventi di massima urgenza richiesti dalle calamità naturali. Motivazioni corrette, prassi scorretta. Le maglie si sono allargate e con il tempo tutto è diventato urgente e affidato alla protezione civile, anche manifestazioni, come la visita del Papa a Palermo, programmate con largo anticipo.
Se il signor Pasca avesse avuto notizia che le procedure urgenti adottate dalla protezione civile siciliana fossero il copione consueto di ogni seduta dell’Assemblea regionale siciliana dedicata all’esame ed all’approvazione del bilancio, ci sarebbe rimasto di sasso, ma avrebbe capito di più. Perché così stanno le cose in Sicilia.
I tempi dell’attività legislativa ed ispettiva del parlamento regionale sono biblici con una sola eccezione, l’esame del documento finanziario interno. Da mezzo secolo, non è un’abitudine di recente acquisizione, la seduta viene convocata la sera prima, o qualche ora prima, fissata per il mattino successivo, di buon’ora, e ha inizio perfino, in qualche caso, con qualche minuto di anticipo. Nessuno dei controllori in Aula è posto nelle condizioni di fare il proprio lavoro. Giusto come il caso denunciato dalla Artek Eventi del signor Pasca.
Questo non c’entra niente con l’inchiesta sui Grandi Eventi che la Procura della Repubblica ha affidato alla Guardia di Finanza di Palermo, ma spiega la “duttilità” delle istituzioni, rivela sensibilità e urgenze discutibili e trasforma una insensatezza – l’invito alla partecipazione alle 19 e l’offerta alle 9 del mattino successivo – in una modalità sperimentata ed accettata ad altissimo livello senza danni né recriminazioni da parte di alcuno.
La sicurezza con la quale si è proceduto all’attivazione del bando di gara, il 10 novembre 2010, lascia supporre che gli organizzatori si sentivano a posto con le carte e la coscienza. Non avrebbero provocato alcuna “coda” velenosa. Gli esclusi avrebbero accettato il verdetto.
Nel presentare il suo esposto all’autorità giudiziaria e alla Corte dei Conti, il signor Pasca, a quanto pare, ha fatto delle considerazioni sulla congruità dei prezzi, che lasciano allibiti. Se avesse ragione lui, i costi sono stati gonfiati di dieci volte, forse di più, la qualcosa lascia immaginare che si agiva in un clima di sicurezza pressoché totale. Carte a posto, insomma, sul piano formale.
Le prime risultanze dell’inchiesta hanno dato la stura ad un gossip spinto su regalie e benefit in natura (compagnie leggiadre, belle costose vacanze), mettendo in piazza nomi e cognomi di personaggi politici di primo piano. Esse hanno anche permesso di delineare il sistema di alleanze che ha regalato profitti ingenti ad alcune aziende del settore. Tutto girava attorno a Faustino Giacchetto, indagato, guru dei Grandi eventi e della comunicazione siciliana.
Giacchetto si sarebbe guadagnato sul campo la fiducia del Palazzo e dei pezzi da novanta nel mondo della politica e del credito. Scorrendo l’elenco delle aziende più fortunate – la Space degli affissionisti palermitani Mirri e Alessi, la Jumbo, Ab Communications, General Service, Key 75, G2, Avvenire e l’omonima Giacchetto – gli inquirenti stanno valutando il grado di “parentela” (politica, economica, commerciale) fra loro. Cercano di capire se ci sia stata una regia, da parte di Giacchetto, e quali tutele e favori abbiano goduto o meno coloro che erano entrati nel giro fortunato.
La sensazione è che sia uscito fuori solo poco o niente e che l’inchiesta potrebbe avere sviluppi clamorosi grazie soprattutto alle intercettazioni telefoniche.











Un commento a "Grandi eventi e protezione civile,
matrimonio d’interesse"
Auguri e felice prosecuzione