Sono in pochi e non danno nell’occhio. Entrando a Palazzo dei Normanni non li si noterebbe neanche se non fosse per il falco che si portano dietro. Sono alcuni rappresentanti di “Rivoluzione gentile”, non un movimento, ma “gente in movimento”, capitanati da Onofrio Carrubba Toscano, duca, ex dipendente della Regione Siciliana, appassionato e addestratore di cavalli, maestro di falconeria e attuale presidente dell’Accademia italiana di alta scuola equestre.
Da alcune ore presidiano l’ingresso dell’Assemblea regionale, e non se ne andranno finchè non avranno incontrato il presidente dell’Ars, Francesco Cascio, e una rappresentanza di deputati, che minacciano di “chiudere in una stanza” finchè non daranno loro delle risposte. Certo non proprio gentili… Il gruppo di manifestanti si dichiara privo di simboli e di inni, senza legami con alcun partito. Eppure, il promotore della protesta è stato attivo componente del movimento dei forconi, fino a quando però “non mi sono reso conto – spiega – che sui cappotti e sui cappelli portavano spille e loghi”.
Da allora se n’è distaccato, nonostante sia ancora in contatto con alcuni di loro. L’obiettivo della protesta si discosta in parte dalle caratteristiche generali di “rivoluzione gentile”, che è presente anche nel resto d’Italia, ed ha una connotazione tutta siciliana: la piena attuazione dello statuto di autonomia della Regione, “in questo modo – spiega ancora Toscano - potremmo applicare in Sicilia un regime fiscale autonomo che porterebbe grosse entrate nelle casse della regione e nelle tasche di tutti i cittadini”. Rilancio dell’agricoltura, dell’industria, del turismo. “Siamo il forziere d’Europa – continua il promotore della protesta – dobbiamo diventare la Svizzera del Mediterraneo”, ma non si ferma qui: la ‘ribellione’ ha confini più estesi e si aggiunge alla schiera, sempre più folta, di cittadini, esponenti politici e leader di movimenti, che lamentano gli elevati costi della politica derivanti anche dai “troppo numerosi e troppo pagati” addetti ai lavori.
“La Sicilia dovrebbe avere un numero di parlamentari pari al numero dei capoluoghi di provincia, e cioè nove” dice Toscano, e possibilmente “tra questi nove dovrebbero esserci i sindaci dei nostri comuni, che conoscono agi e disagi dei cittadini”. Tutto ciò in barba alla sentenza della Corte Costituzionale che ha dichiarato l’incompatibilità tra la carica di sindaco e quella di parlamentare. L’altra ambizione è la moneta alternativa, che verrebbe emessa dalla zecca nostrana e che, nelle intenzioni di Toscano, dovrebbe essere “d’oro e d’argento”.
Scambiando quattro chiacchiere, tuttavia si capisce che la protesta ha radici anche legate al personale: “Ho lavorato per anni come dipendente regionale – dice – e quando me ne sono andato ho rinunciato alla pensione. Mi sembrava un atto dovuto perché avevo intrapreso un’attività che mi garantiva un reddito dignitoso, ma negli ultimi due anni i profitti sono calati di oltre il 40%, e se dovessi chiudere comincerò a sparare”.
Chi lo ascolta sussulta, ma lui tranquillizza: “La nostra protesta è pacifica, ma io sono come Federico II, ho un brutto carattere, e se non ci ascolteranno domani arriveremo da tutta la Sicilia con quattrocento cavalli ad invadere le strade della città”. Ed effettivamente c’è da dargli retta. Il 28 maggio scorso in dodici sono partiti da Palermo con cavalli e calessi alla volta di Roma, per protestare davanti Montecitorio, attraversando numerosi Comuni, e una volta arrivati a destinazione altri si sono uniti alla compagnia. Il gruppo ci tiene a precisare che non è in cerca di né di risposte né tantomeno di appoggio del presidente della Regione, Raffaele Lombardo, nonostante appartenga ad un partito politico che da sempre ha fatto dell’autonomia siciliana il suo cavallo di battaglia. “Lombardo non è il mio presidente – spiega ancora Toscano – anzi: è il più grande bluff della nostra regione. Lui per l’autonomia non ha mai fatto nulla, si è occupato solo degli affari propri”.












2 commenti a "L’emulo di Federico II davanti all’Ars
“Applicate lo Statuto”"
Personaggio troppo singolare…a Palazzo Reale ci vorrebbero migliaia di cittadini a presidiare giorno e notte il Parlamento…altro che!
Antudo!
ci mancava un personaggio del genere….colore locale, ma anche inquietanti domande, e poi chissà, forse 400 cavalli smuoverebbero qualche cosa nelle menti dei ns. politici…