Se vi chiedessero per chi votano i lettori del quotidiano il Giornale la risposta sarebbe assai semplice: votano per il Pdl, in larga parte, per la Lega alcuni, per Grillo qualche mosca bianca. Potreste aggiungere che ci sono anche un bel gruppo di astenuti.
Se fate la stessa domanda sui lettori di Libero, la risposta non sarebbe identica, ma cambierebbe poco. Se vi ponete lo stesso quesito per i lettori del Manifesto, Liberazione, l’Unità o Europa, sfondate porte aperte: quei lettori votano la sinistra antagonista o il Pd. E quelli del Fatto quotidiano, il giornale di Marco Travaglio? Ci sono lettori vicini all’Idv, Sel e, soprattutto, molti grillini. Marco Travaglio non ha un partito di riferimento, dice di non essere né di sinistra, né di destra o di centro, ma da qualche tempo manifesta grande considerazione per il Movimento 5 Stelle.
Più complesso è il parterre del Corriere della Sera, la Stampa e la Repubblica. Centrosinistra tutti e tre, ma le differenze ci sono, eccome. Il Corriere e La Stampa abitano l’area moderata, la Repubblica è schierata. Le pagine regionali de la Repubblica, laddove ci sono, non sono allineate del tutto alla linea editoriale, o lo sono fino a un certo punto. A Roma Scalfari, Giannini e il direttore Mauro guardano con attenzione e preoccupazione il Pd, lo consigliano e quando occorre lo criticano, ma dall’interno seppure senza sconti, come si fa con gli amici e i parenti che sbagliano.
La Repubblica, com’è noto, è stata sospettata di essere un partito virtuale. In più, di recente, si è scritto addirittura che volesse scende in campo affidandolo a Roberto Saviano. Il sospetto si è rivelato destituito di fondamento.
La pagina siciliana de La Repubblica, tuttavia, ha preso le distanze dal Pd ormai da anni e ha condotto una linea anti-governativa molto marcata, perché il Pd ha sostenuto Lombardo, ed ha concesso spazio, attenzione e considerazione ai partiti di opposizione, sopratutto l’Idv di Leoluca Orlando.
Cercare d’indovinare, perciò, quale sia il colore politico dei lettori de la Repubblica in Sicilia non è affatto agevole. Hanno un cuore a sinistra o centrosinistra? Sono delusi, si astengono, stanno con il sindaco Orlando e Di Pietro, che Scalfari vede come fumo negli occhi? Probabilmente è così, ma potrebbero esserci delle sorprese. L’empatia fra i lettori e il loro giornale non è mai scontata, si può apprezzare il giornale per i suoi pregi professionali e non condividerne la linea politica o condividerla solo parzialmente.
Provate ad indovinare voi per chi votano i lettori de la Repubblica e partecipare al sondaggio.












4 commenti a "Per chi votano
i lettori di Repubblica?"
La Repubblica viene pensata anche come “un partito” grazie alla sua forte identità. Anche coloro che non leggono la Repubblica, o non la leggono quotidianamente, si sono fatti un’idea del suo target. Ed è questa idea che abbiamo voglia di conoscere. Non trattandosi di un sondaggio realizzato con criteri scientifici, e non potendo essere apprezzato il risultato, ci pare troppo pretendere una classificazione dei lettori, fra coloro che leggono la Repubblica e quelli che non la leggano, la qualcosa presupporrebbe un’altra separazione iniziale fra i lettori abituali di SiciliaInformazioni e gli altri . Troppo complicato. Il nostro sondaggio non è una rilevazione ma uno strumento di partecipazione, un invito a fare mente locale su questioni che magari ci poniamo di tanto in tanto senza poter confrontarci con alcuno.
Ma quale è la domanda?
1) Tu, lettore di “Repubblica”, per chi voti?
oppure:
2) Secondo te, quale di questi partiti è il più votato dai lettori di Repubblica?
Sono due cose ben diverse…
Nel primo caso si invitano i lettori di “Sicilia informazioni” che sono pure lettori “Repubblica” a un sondaggio estemporaneo; nel secondo caso “Sicilia informazioni” sa già (si presume grazie a un altro sondaggio) quale è il partito più votato, e ci invita a indovinarlo (così c’è scritto).
Forse un po’ di chiarezza sarebbe utile per avere, alla fine, dei risultati quantomeno interpretabili.
repubblica fa le sue battaglie, più o meno mirate, ma risponde sempre ad una logica di pressione nazionale e regionale.
direi che il suo partito di riferimento è il pd con eccezioni, ad esempio legate alla regione siciliana, dove probabilmente il suo partito si chiama massoneria o roba del genere.
Manca il partito dell’alta finanza, quello di de benedetti, sinistrorso com il
Portafoglio a destra.
In ogni caso questi sono una lobby a parte, esclusiva