Gasato, fantasioso, schietto, sicuro di sé, Vittorio Sgarbi fa uno show o un partito con la stessa verve e la stessa nonchalance. Scendere in campo per una campagna elettorale – nazionale o regionale, non importa – è come aprire il bar sport. La clientela arriva, questione di ore. Da alcuni giorni la sua lista civica è stata annunciata dai giornali, e le sue opinioni sul modo di affrontare la competizione elettorale avrebbe ricevuto il placet di Silvio Berlusconi. Che punta si di lui per una formazione di “puntello” o affiancamento al Pdl.

Vittorio, Silvio Berlusconi ha dato l’ok. Farai una lista civica nazionale, è vero?

“Io faccio quel che mi pare, il futuro del Pdl mi riguarda fino a un certo punto. Il Pdl va ad evaporare, non ho niente a che fare il Pdl. Farò un partito, rimango nella stessa area…” 

In competizione con il Pdl?

“Gli elettori dovranno scegliere se votare me o ngelino Alfano. Tu per chi voteresti?”

Per nessuno dei due, stai già preparandoti alla campagna elettorale? Hai una lista di candidati?

“Occorre sostituire la politica con gli effetti speciali. Grillo non è Montesano, ma come lui in Italia ce ne sono tanti, che possono fare la differenza. Se il Pdl non tira e non può arrivare al 20 per cento, l’unica strada da percorrere è quella di arrivare ai consensi che servono attraverso altri Grillo. Dieci Grillo sono meglio di Alfano, è un’operazione logica”.

Niente politica, niente candidati…

“Io mi occupo della corda emotiva, poi verrà la politica”.

 Il tuo partito scenderà in campo anche in Sicilia? Ormai manca poco per le urne.

“Non sono affatto d’accordo, ho parlato con Lombardo. C’è la storia della mozione di sfiducia…”

La missione dovrebbe anticipare le dimissioni, che sono state annunciate per la fine di luglio.

“Dubito che si vada a votare a ottobre”

Per quale ragione?

“La mozione di sfiducia potrebbe cambiare tutto. Mettiamo che non raggiunga il numero dei voti richiesto. Che succede? Che Raffaele Lombardo riceve la fiducia del parlamento regionale. A quel punto dice: visto che ho la fiducia della maggioranza dei deputati, non posso tradirli e non me ne vado. E si vota a maggio del prossimo anno.”.

La tua lista è pronta?

“Ripeto, non credo che si voti a ottobre, non riusciranno a sfiduciare Lombardo. Lui non è affatto convinto. Se dovesse accadere, competo con il mio partito, il partito della Rivoluzione. Ho ragione di essere ottimista. A Cefalù, dove ero solo contro tutti e sono stato giudicato non candidabile ho raggiunto il 20 per cento dei suffragi. Più voti del Pdl, dunque. Siccome non sono cittadino cefaludese, potrebbe accadere che riceva lo stesso numero di consensi anche altrove”.

E il Pdl che fine fa in Sicilia?

“Non lo so, mi occupo del partito della Rivoluzione. Sono riuscito a fare capire a Berlusconi che la strada giusta è quella della federazione dei partiti. Le fusioni vanno tutte a male. La Margherita e i Ds hanno fatto il Pd, e Rutelli ha lasciato il Pd. Risultato: l’Api ha fatto flop; Forza Italia e An hanno fatto il Pdl, Gianfranco Fini ha lasciato il Pdl, e il Fli ha fatto flop. Le fusioni non funzionano”.

Silvio Berlusconi avrebbe accettato la tua strategia, è questo che mi sta dicendo?

“Credo che si sia convinto, è pura logica. Ma è tutto subordinato alle riforme: legge elettorale e riforme costituzionali. Le correnti del Pdl potrebbero dare vita ad una federazione di partiti, una coalizione nuova, e il Pdl cambiare nome. Con Storace e Maroni insieme al Pdl con il nome nuovo”.

Qual è la tua road map?

“Il 14 luglio presente il partito della Rivoluzione. Un annuncio ufficiale. Il 23 luglio sarò a Milano, teatro dal verme. Contro Pisapia; il 24 luglio a Firenze, contro Renzi; il 25 a Lecce contro Vendola, il 26 a Cefalù e il 27 in Sardegna dove sono stato eletto deputato per la prima volta”

Sembra una tournée.

“E allora?”