Chissà se lo sapevano, a Nord di Bolzano, che la Lega era così? Ruspante, sbottonata, casereccia. Chissà se lo intuivano? Se lo temevano? Francesco Speroni ha pensato bene di fugare ogni dubbio. Leghista della prim’ora, si è laureato in giurisprudenza a Milano nel 1999. Nel maggio 2011 riesce finalmente a passare l’esame da avvocato iscrivendosi all’ordine francofono del foro di Bruxelles. “Perché in Italia è molto più difficile mentre in Belgio non dico che l’esame sia all’acqua di rose, ma è certamente più facile”. Speroni, già Ministro delle Riforme nel primo governo Berlusconi, è ora parlamentare europeo. Tra i creativi che avevano proposto di sparare sui barconi provenienti da Tunisia e Libia, a Strasburgo si è reso protagonista di un violento attacco al Premier Monti.

A parlamento riunito spiccava, il sanguigno leghista, tra gli imbolsiti in giacca e cravatta, tra gli abiti ben stirati e i colletti impeccabili. Speroni era a suo agio nel morbido di un maglione verde Padania, uno di quelli di lana grossa tanto cari a Calderoli. Maglioni adatti a tutte le occasioni, dal summit alla grigliata in giardino. Lettura sicura, occhi sulla preda, si è lanciato in una lunga arringa accusatoria definendo Monti servo e complice delle banche, Napolitano un suo protettore. Poi ha parlato di “abusate panzane”, ma anche di Svizzera e Norvegia, di Canada e Australia (talmente a Nord da aver fatto il giro?) così forti senza Europa ed Euro. Un arringa al vetriolo che ha irritato e forse annoiato i presenti, costringendo il Presidente Shulz (il kapò del Cavaliere) a staccargli il microfono. Grazie.