Sono forti e bravi, smaliziati e diligenti e hanno strameritato la vittoria, ma qualcuno ci sa spiegare perché quando li abbiamo incontrati la prima volta, avevamo dimostrato di essere all’altezza della situazione, abbiamo pareggiato sul campo ed avremmo perfino potuto strappare la vittoria?
La nazionale italiana era fatta, per nove decimi dagli stessi uomini ed era stata messa in campo allo stesso modo, tatticamente. L’Italia”vincente” della prima gara dell’Europeo si sarebbe trasformata in un’Italia votata alla sconfitta nella partita decisiva, a conclusione del campionato, per ragioni misteriose?
Naturalmente, non c’è alcun mistero. Scriviamo come stanno le cose, senza volere fare torto ad alcuno, e tanto meno a Cesare Prandelli che è un signore e, in più, un signor allenatore. La verità è che ha messo sul terreno di gioco cinque uomini acciaccati dagli infortuni, puntando sul loro valore e sulle potenzialità. Come si fa a lasciare fuori Giorgio Chiellini, Ignazio Abate, Daniele De Rossi, Antonio Cassano? E come si fa a lasciare in panchina, in caso di bisogno, un uomo come Thiago Motta?
Ed infatti, Cesare Prandelli non se l’è sentita. E la sua scelta ci porta lontano con i ricordi, a quel Ferruccio Valcareggi che commise lo stesso errore nella finale con il Brasile dopo un torneo in cui gli azzurri avevano ricevuto apprezzamenti unanimi come la migliore squadra partecipante.
Anche allora un gentiluomo alla guida della nazionale, anche allora ragioni affettive, anche allora giudizi di stima e di valore, che “soffocarono” una fredda coraggiosa scelta di sostituzioni.
Chiellini, Abate, De Rossi, Cassano e Thiago Motta avevano subito infortuni ed erano “precari”. Chiellini non era in condizione e lo si è visto subito, dopo l’azione del primo goal spagnolo. Gli altri erano in panne. Avevamo in panchina Nocerino, Maggio, Diamanti, Giaccherini, Ogbonna, Borini tanto per citarne alcuni.
Avrebbero ribaltato il risultato? Non lo sapremo mai, probabilmente no, perché gli spagnoli sono bravi, giudiziosi e forti, ma forse avremmo evitato quel quattro a zero, profondamente ingiusto per gli azzurri, che hanno giocato alla grande prima della disastrosa finale. Se ci fosse stato un divario così pesante fra le due formazioni, non sarebbe andata bene nella prima partita e malissimo nella seconda.
Ora, lecchiamoci le ferite e facciamo tesoro dei nostri errori.
Prandelli dice che siamo un paese vecchio e con poche idee ed ha ragione. Ma siamo anche un paese con poco coraggio. Purtroppo. Quando si deve sostituire un senatore, veniamo colti prima dalla tremarella e poi dai sensi di colpa, perché non si vuole far torto a chi ha tanto meritato.












