Non passa giorno che l’anagrafe dei Movimenti politici non si allunghi. Ha aperto la lista il Movimento popolare siciliano di Riccardo Savona, organico al Nuovo Polo, si è strutturato elettoralmente il Movimento dei Forconi, quindi è arrivato il Movimento per la gente di Maurizio Zamparini. Di recente è sbarcato da Roma il Movimento dei Liberi e forti di Gaspare Sturzo, pronipote del grande don Luigi, il calatino che fece nascere il partito popolare e l’autonomismo comunale.
E’ rinato di recente il Movimento “SiciliaVera”, di Cateno De Luca, che ha sofferto una pausa a causa di un incidente giudizario (domiciliari a causa di un sospetto abuso amministrativo). Come gli altri si misurerà con gli elettori. De Luca promette tuoni e fulmini, ha già individuato nel governatore Lombardo la causa dei suoi guai ed ha promesso che scenderà in campo da solo senza timore, “altrimenti resto dove sono”. De Luca è convinto che non si voterà ad ottobre perché il presidente non si dimetterà. Comunque sia, si prepara con cura alla tenzone e con la fantasia di sempre (si è spogliato a Palazzo dei Normanni per problemi di bilancio).
A Messina viene presentato il Comitato LiberaSicilia 2012, che sostiene la candidatura di Claudio Fava, sollecitata da intellettualii ed uomini di spettacolo. Molti i nomi importanti fra i sostenitori: Franco Battiato, Beppe Fiorello, Leo Gullotta, Roberto Andò ed altri. La regia del dsebutto mesinese è affidara a Ninnni Bruschetta.
Gaspare Sturzo è stato al centro di una polemica per gli interventi di Stefania Prestigiacomo e Gianfranco Miccichè. L’ex Ministra e il leader di Grande Sud hanno commentato con severità l’iniziativa di Gaspare Sturzo, addebitandogli una sorta di “appropriazione indebita”, nel senso che non basta avere un cognome importante per aspirare legittimamente ad un incarico pubblico. Sturzo non si è lagnato più di tanto per la reazione, sotto certi aspetti inattesa, perché la polemica ha contribuito a regalargli la visibilità di cui ha bisogno.
Che il cognome di Sturzo possa creare popolarità e stimolare consensio elettorali, invero, è un’idea balzana. Ciò presuppone che il sacerdote di Caltagirone goda di grande popolarità fuori dalla cerchia degli studiosi. Sarebbe come aspettarsi che la brillantina Linetti, un marchio assai conosciuto negli anni Quaranta, possa tornare nelle profumerie ed avere successo per il fatto che che è la brillantina Linetti.
C’è da chiedersi, pertanto, se Miccichè e Stefania Prestigiacomo non abbiano voluto fare un omaggio a Gaspare Sturzo. Se è andata così, non lo sapremo mai.












3 commenti a "Regionali, movimenti e comitati
ai nastri di partenza"
Prima di scrivere Sturzo e di criticare occorre conoscere il programma del nuovo partito.
Serve un sistema di partiti siciliani che sotto un unico simbolo elettorale caccino via dalla Sicilia i partiti di Roma e siano pronti, già l’indomani, a scontrarsi sul piano delle idee e delle proposte: un sistema democratico siciliano. Tutto sommato quello che fecero britannici, statunitensi e sovietici contro il nazismo: tutti uniti per sconfiggerlo e già schierati su posizioni opposte una volta liberatisi dell’avversario comune.
Ma mi facciano il piacere. Ma quanti partiti e sigle dovremo trovare nella scheda elettorale? Ma non ne bastano ed avanzano quelli che già ci sono? Si deve semplificare la presenza dei partiti alzando la soglia di sbarramento e favorire le aggregazioni già sin dal primo turno altro che la nascita di nuovi partiti. Li dobbiamo dimezzare i partiti non moltiplicarli. Cosi la gente si allontana perchè vede in ognuno di questi un mezzo per poter eleggere qualche deputato per poi accasarsi l’indomani con un partito tradizionale. La politica si fa dentro i partiti che hanno una tradizione non con i marchi del tipo coca cola.