Un’altra primogenitura siciliana? Ne ha tutta l’aria. Gianfranco Fini ha annunciato la nascita del Nuovo  polo “riformista, patriottico ed europeo”, laico e pregiudizialmente avverso ad un’alleanza con Pdl e Lega Nord, che non sostiene il governo di Mario Monti.

In Sicilia è nato due mesi fa il Nuovo Polo cui partecipano gli uomini di Gianfranco Fini, di Francesco Rutelli, Raffaele Lombardo e un Movimento isolano che fa capo al presidente della Commissione Bilancio dell’Assemblea regionale, il deputato regionale Riccardo Savona. L’acronimo del Movimento, la quarta gamba del Nuovo Polo, è identico a quello del Monte dei Paschi di Siena, Mps (Movimento popolare siciliano).

Il Nuovo Polo nato in Sicilia non ha connotati così lungimiranti e di alto profilo e, soprattutto, “sente” fortemente la pulsione autonomista che proviene dal Movimento di Raffaele Lombardo, ma la parola “riformista” è il suo magico collante. Patriottico ed europeo potrebbe diventarlo senza turbamenti di sorta. Il governatore siciliano ha l’orticaria con i partiti centralisti, ma in un Polo federato dovrebbe starci dentro magnificamente. L’abbandono di Pierferdinando Casini dell’opzione terzopolista, del resto, ha costrettoil resto della comitiva a fare di necessità virtù e mettere in piedi un’alternativa decente, appunto il Nuovo Polo.

Del confine politico indicato da Fini – nessuna alleanza con Pdl e leghisti per via del dissenso su Monti – il Nuovo Polo siciliano è antesignano. Fabio Granata e Carmelo Briguglio, i dioscuri della svolta scissionista finiana che anticipò Roma, sono duri e determinati. Nessun patto con i berlusconiani, in specie ex aennini. Il sostegno a Monti, casualmente, mette fuori da ogni alleanza proprio La Russa, Gasparri, Matteoli e gli altri ex colonnelli di Fini, che nel Pdl sono alla guida della pattuglia di falchi che vorrebbe mandare a casa Mario Monti e chiudere con la strana alleanza che sostiene il governo nella stagione dell’emergenza.

In Sicilia, vale la pena di ricordarlo, cominciò a crollare l’impero berlusconiano, che aveva nell’Isola uno dei suoi capisaldi di maggiore rilievo a causa dello strappo di Raffaele Lombardo, Gianfranco Miccichè e dei finiani Briguglio e Granata. Nacque nella sede dell’Assemblea regionale il gruppo parlamentare del Pdl Sicilia, che sarebbe stato il primo step verso due nuovi partiti, il Fli di Fini e Grande Sud di Miccichè.

Il Pdl fu cacciato all’opposizione e il Pd sostenne dall’esterno gli scissionisti. L’Udc di Casini face parte della comitiva fino a che l’idea del Terzo Polo rimase nei piani del leader. Ora le cose sono cambiate: Casini ha annunciato l’alleanza con il Pd, che si è sganciato dal governo Lombardo.

Il Nuovo Polo riformista, tuttavia, potrebbe essere una prosecuzione su un gradino più alto, dell’esperienza siciliana attuale. Occorrerà capire quale rapporto può instaurarsi fra l’Udc e il Nuovo Polo riformista di Fini. Comunque sia, il nuovo soggetto politico parteciperà, da solo o in compagnia, alle regionali siciliane ed alle politiche della prossima primavera.