di Silvia Giuffrè -

È stato presentato ieri in conferenza stampa presso la Tonnara di Vergine Maria di Palermo, il progetto “Mare Memoria Viva” ideato dall’Associazione CLAC – Centro laboratorio arti contemporanee – di Cristina Alga e Filippo Pistoia, che da anni a Palermo si occupa di sviluppo culturale e urbano e start up di imprese culturali.

Ottenuto attraverso il bando storico-artistico del 2011, il progetto volge a ricostruire il legame tra la città di Palermo e il mare, attraverso storie, memorie e mappatura della costa, per valorizzare il patrimonio materiale e immateriale del litorale palermitano a fini turistici e culturali. Il concetto chiave di questo lavoro è la partecipazione attiva della cittadinanza.

Clac ha coinvolto in termini di partnership un’ampio e articolato gruppo di alleati, tra soggetti del terzo settore e istituzioni: la Fondazione con il Sud, la Kursaal s.r.l., l’Assessorato alla Cultura del Comune di Palermo, l’ Associazione Lecittàdelmondo, il Dipartimento architettura dell’Università degli studi di Palermo, l’Associazione Gruppo S.A.L.I., il Polo museale Val di Mazara, ed infine UMIP (Unione Mediatori Interculturali Professionisti).

“Il mare da sempre simbolo di cura, libertà e partecipazione deve tornare patrimonio della città. L’espansione urbanistica di Palermo post anni 60 – spiega Cristina Alga – ha progressivamente voltato le spalle al mare: le borgate hanno perso la fisionomia “marittima” che le caratterizzava, la fascia costiera è raramente interessata da flussi turistici e gli accessi al mare sono pochi e degradati. Tra le tante identità storiche della città, la vocazione marinara è oggi tra le più trascurate ma è certamente quella che ha maggiori potenzialità di sviluppo e valorizzazione. Tutta la fascia litoranea del golfo, infatti, è segnata da antichissimi insediamenti dove sono evidenti secoli di abbandono e di  incontrollata edilizia”.

“Il format da noi elaborato – continua la responsabile del progetto – è lo stesso che da due anni portiamo avanti nella Valle del Belice, e cioè quello dello sviluppo partecipato. Si tratta inoltre di un partnenariato aperto ad altre e successive collaborazioni in fase esecutiva, rivolto a tutti coloro che lavorano per la rivalutazione e riqualificazione della costa e della vita nelle zone costiere”.

La prima tappa del progetto, che è già in corso da alcuni mesi, è quella di raccogliere la “memoria viva del mare”: ascoltare e coinvolgere gli abitanti in un lavoro collettivo sulla storia e sull’identità, lavorando sul senso di appartenenza, sulla consapevolezza di cosa può essere risorsa per un quartiere e una città sul mare, sulle storie dei singoli e delle famiglie e sugli oggetti e le immagini che le raccontano. Un’esplorazione urbana dunque che mira ad intercettare eventi e microstorie, secondo un’indagine articolata e ricca che scopra la cultura e la sottocultura legate alla vocazione marinara, per una promozione turistica “intelligente”, cioè basata sul valore culturale del contesto, che offra non soltanto le emozioni di una città d’arte ma piuttosto diversificati e originali percorsi conoscitivi di un luogo.

Rispetto e promozione di percorsi turistico-culturali che valorizzino luoghi, paesaggi e risorse della costa insomma, che diano la misura dell’interesse cittadino per le zone costiere ed ancora una chiara idea di sviluppo urbano, che tenga conto delle pre-esistenze come valore aggiunto delle trasformazioni territoriali, anche attraverso la creazione di innovativi strumenti web: un geoblog arricchibile all’infinito, che crei una rete tra i soggetti che lavorano con le realtà marittime; un’editoria visuale e animata per iphone e smartphone; la raccolta di materiale fotografico e video per la produzione di un web-documentario, in grado di mettere in comunicazione residenti e turisti).

Numerose e variegate sono le altre attività previste: laboratori di arte, teatro, sartoria, animazione e fotografia. Il progetto infine culmina nella creazione di un ecomuseo urbano, spazio fisico e culturale che metterà insieme tutti i pezzi del grande puzzle ideato da Clac, in quanto diventerà una sorta di laboratorio permanente di memoria viva del mare, che renderà di nuovo fruibili al pubblico il marfaraggio e l’appiccatoio della tonnara nella borgata di Vergine Maria. Presentato dall’architetto Francesca Italiano l’ecomuseo avrà una sofisticata connotazione a “scafo capovolto” e sarà costruito con materiali coerenti con la storia del luogo (legno, metallo, tela) senza alterazioni o interventi invasivi, al fine di valorizzare in chiave turistica e culturale la zona costiera, nel rispetto delle risorse ambientali e delle identità locali.

“Affascinante e ambizioso, condiviso e condivisibile – dice Fabrizio Minnella, responsabile della Fondazione con il Sud (alleanza tra fondazioni di origine bancaria e il mondo del terzo settore e del volontariato per promuovere l’infrastrutturazione sociale del Mezzogiorno) – il progetto propone un modello ideale ed esemplare, in quanto replicabile altrove, di individuazione dello sviluppo sociale, economico e culturale.”

“Il mondo dell’associazionismo privato è avanti – conclude la conferenza l’Assessore alla Cultura del Comune di Palermo Francesco Giambrone – e spesso, come in questo caso, fa da traino per la politica, obbligandola con naturalezza e cognizione a parlare della città. Grazie al progetto Mare Memoria Viva si aprono significative riflessioni su come la città di Palermo potrà cambiare una volta riappriopiatasi del mare. L’amministrazione comunale entrerà in modo convinto nel partenariato”.

Valorizzazione, gestione, fruizione e nuove sinergie dunque, che restituiranno il mare alla città di Palermo e viceversa, perpetuando – grazie all’ecomuseo – l’opera di intervento.

Presenti alla conferenza stampa anche Gaetano Gullo, Sovrintendente ai Beni Culturali e Ambientali di Palermo, Eliana Mauro, Soprintendenza del mare e Alberto Coppola, gestore del Kursaal s.r.l., che con gli altri partner danno appuntamento alla cittadinanza per giorno 1 luglio a partire dalle ore 11,00 presso la Tonnara Bordonaro, per l’incontro pubblico di mappatura di comunità della borgata di Vergine Maria.