(Franco Verruso) Palermitano, classe 1945, diplomato al Liceo Artistico e una laurea in Pedagogia, Pietro Arcidiacono è figlio e nipote d’arte. Il padre, Antonino, è stato cantante, attore, autore di sketch e, per molti anni ha lavorato all’EIAR, anche come tecnico del suono. Lo zio Aurelio Arcidiacono, professore di viola d’amore e Direttore del Conservatorio Bellini di Palermo, è stato consulente musicale presso il Centro di produzione Rai di Roma collaborando, per la parte musicale, con prestigiosi registi di cinema e tv, tra i quali, Blasetti, Zeffirelli, Majano, Bolchi.

Pietro, a dieci anni, recita col padre in “L’eredità dello zio buonanima” e da quella prima esperienza capisce che il suo futuro sarà sul palcoscenico. Quindi, frequenta il Centro Teatrale di Walter Barone, recitando in lingua e dialetto; fa parte della Compagnia di Aldo De Caro e, come cantante e attore, partecipa agli spettacoli della Coop. Musicale “Sicilart” e con Piero Pollarolo ed Enza Rappa lavora in diverse radio e tv private.

Tra il 1986 e il 1990 è direttore di scena del “Piccolo Teatro di Palermo”, allora diretto da Paride Benassai. In seguito prende parte a due film di Ciprì e Maresco (“Totò che visse due volte” e “Il ritorno di Cagliostro”). Dotato di una voce da tenore, Pietro Arcidiacono partecipa, per cinque anni,  a diversi concerti di musica da camera e napoletana classica, diretti dal M° Vito Gaiezza. Nel 2000 è attore-cantante in “Palermo può attendere”, ancora di Ciprì e Maresco, alla Biennale di Venezia in prima mondiale.

Intanto vorrebbe mettere in scena una commedia musicale sulla Palermo di un tempo, per una rinascita della città. Come attore-mimo ha lavorato con Gregoretti per “Una favola per caso” al Teatro Politeama e per le manifestazioni regionali “Circuito del Mito”, con la Compagnia di Balletto “Mediterranea Danza”, diretto da Daniela Allotta, per Palermo e altre province.

Arcidiacono, che nei pochi momenti di relax, dipinge o crea costumi teatrali, dal 1987 a oggi, è collaboratore della comparseria del Teatro Massimo e questo gli ha permesso e, gli permette, di partecipare ad alcune opere e operette dirette da Mauro Bolognini, Graziella Sciuti, Filippo Crivelli, Maestrini. Recentemente, infatti, ha riscosso un personale successo, interpretando il “magnaccia” Lilas Pastia nella “Carmen” andata in scena lo scorso novembre per la regia di Calixto Bieito.