(Massimo Costa) Sostanzialmente e formalmente lo Stato non si deve permettere di mettere mano agli enti locali siciliani, che sono di competenza esclusiva (e a carico esclusivo, in linea teorica, almeno) della Regione. Le province, anche quelle “regionali”, in Sicilia sono un abuso gattopardesco che la Regione ha adottato per evitare la loro abolizione che dovrebbe datare dal 1946. Ma siamo noi a dover operare questo taglio. Non lo Stato. E’ esattamente come se la Francia venisse in Italia a dire cosa dobbiamo fare. Non lo possiamo permettere. Nella fattispecie, infine, la piattaforma della Regione nella trattativa fiscale Stato – Regione prevede che la Regione si faccia carico totalmente della finanza dei propri enti locali. Ciò significa che quelle poche centinaia di milioni l’anno che lo Stato annualmente assegna alle province siciliane non ci saranno più fra pochi anni.
In tal caso a che titolo uno Stato che non spende una lira per gli enti locali siciliani ci viene a fare la Spending Review a casa nostra?
La spending review ce la facciamo da soli, o continuiamo a sprecare da soli, se ce lo possiamo permettere e se vogliamo.
Due precisazioni, poi, a titolo personale.
Primo: per me le province sono enti inutili. La regione può stabilire per legge quali sono quei servizi per i quali obbligare i comuni a consorziarsi per realizzare le economie di scala, lasciando che la mappa dei consorzi poi sia lasciata all’iniziativa dei Comuni nel rispetto di alcuni parametri demografici minimi. Poi c’è il tema delle funzioni decentrate della Regione nel territorio. Ma per quello la Regione potrebbe benissimo assicurare anche una presenza capillare con i suoi “non pochi” dipendenti, attraverso una rete di “distretti” (anche 25) molto fitta. Insomma, la Provincia in sé non serve proprio a nulla.
Secondo: La parola “spending review”, come tutte le parole inglesi del politichese, nasconde sempre qualche fregatura, chiamiamola “revisione della spesa”. Altrimenti c’è il rischio che lo smantellamento di servizi pubblici essenziali venga fatto passare per lotta agli sprechi. Attenti, attenti all’inglese in Italia. La social card era vuota. Il ministero del Welfare era del Badfare, e così via.













5 commenti a "Costa: “Le province regionali?
Sono inutili e abusive”"
povero franco,. che granchio hai preso!ahahah
Franco lei ha toppato! Il prof. Massimo Costa non era candidato sindaco alle recenti elezioni e per chi lo conosce sa che ha un alto senso della famiglia ma senza per questo sentire il bisogno di invocare la “mammina” nei momenti di particolare impegno. Colui che invocava la “mammina” era invece Vincenzo Costa detto Massimo che sicuramente ha altro genere di competenze ed altre esperienze …
franco
SEI CONFUSO
A’ rieccolo Costa!! Pensavo fosse tornato dalla sua “mammina”, dopo la botta delle amministrative. Invece, imperterrito, si prepara a richiedere a mammà: sei pronta mammina per la seconda trombatura del tuo pargolo?
bravo Prof. Costa!
A parte il discorso sulla competenza esclusiva (anche) sugli enti locali ( storia trita e ritrita per un siciliano informato e consapevole…ma bisogna farlo ENTRARE IN TESTA A TUTTI!)…
…mi è piaciuta la frase “attenti all’inglese in Italia”:ormai il dizionario italiano ha subito dei cambiamenti notevoli( non solo usando parole inglesi)
Alcuni esempi:
*inceneritore=termovalorizzatore( suona meglio)
*eroe: basta giocare nella nazionale di calcio e passare un turno…o fare il proprio dovere e richiamare all’ordine il comandante Schettino)
*giustizialista=chi ha fame di “troppa” giustizia…(in un paese così mafioso e illegale…sia mai!)
continuate voi…