di Giulio Giallombardo -

Odiato amore mio. Questa è la Sicilia “agrodolce” vista dagli stranieri. Se da un lato, l’Isola è meta vagheggiata dai turisti di tutto il mondo, dall’altro, in tempi recenti, gli attacchi dalla stampa estera non sono mancati. Una corsa a screditare l’immagine della Trinacria come fosse terra di barbari incivili e da alto Medioevo. L’ultima bordata arriva dagli Stati Uniti: secondo la prestigiosa guida turistica Frommer’s la Sicilia sarebbe “una delle maggiori roccaforti d’omofobia in Europa”. Viaggiatori LGBT di tutto il mondo state, quindi, alla larga dall’Isola, i siciliani “intolleranti” non sopportano “dimostrazioni aperte di affetto tra coppie dello stesso sesso”, come avvertono gli scrupolosi redattori della guida.

PRECEDENTI – Ma questo non è che l’ennesimo affondo. Ricordiamo che due anni fa i politici isolani erano finiti nel mirino del quotidiano francese Le Figaro: “Stipendi record, boom degli effettivi, balletto di dirigenti a spese del contribuente”, avevano denunciato. In quell’occasione, i cugini d’Oltralpe avrebbero anche potuto avere ragione, ma quando, lo scorso marzo, la frecciata colpisce le istituzioni siciliane, considerate da Le Monde “nemiche della cultura”, solo perché Palermo non accoglie Emma Dante e il suo teatro, la critica rischia di diventare gratuita e poco costruttiva.

LA REPLICA DAL PALERMO PRIDE – Così, proprio mentre nel capoluogo si sta svolgendo il Palermo Pride 2012, con la grande parata fissata per sabato prossimo, arriva il minaccioso avvertimento di Frommer’s, pubblicato sia sulla guida cartacea, che vanta otto milioni di copie vendute all’anno, sia sull’edizione online. Ma la replica dal parte del mondo LGBT non si è fatta attendere. “Sarebbe ipocrita sostenere che in Sicilia non vi siano problemi di omofobia, – fanno sapere dal coordinamento del Palermo Pride – sostenuti dalla mancanza di leggi adatte e dal mancato riconoscimento dei pieni diritti civili alle persone LGBT. Sono gli stessi problemi che ci sono nel resto d’Italia. Ma sostenere che la Sicilia sia ‘una roccaforte dell’omofobia’ è un’affermazione che denota ignoranza, pressapochismo e pregiudizi non giustificabili in alcun modo”.

ORLANDO: “CATTIVO GUSTO” – Anche il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, ha voluto dire la sua. “Evidentemente la rivista statunitense Frommer’s ha bisogno di pubblicità – ha affermato il primo cittadino – e ha cercato di rendersi visibile con un articolo di cattivo gusto. Invitiamo i redattori della guida turistica a venire a visitare la nostra terra e la nostra Palermo, magari si renderanno conto personalmente che, al di la di alcuni isolati episodi, c’è rispetto e attenzione per i diritti e che la Sicilia non è assolutamente una roccaforte omofoba”.

LE ALTRE REAZIONI – Ma non sono mancate reazioni anche da parte di altri esponenti politici siciliani. “Michiate – non usa mezzi termini Marcello Dell’Utri, intervistato da Klaus Davi a KlausCondicio – come fanno a dire una cosa simile di una terra come la Sicilia? Un crogiuolo di etnie, di culture, di minoranze che nei secoli si sono fuse e stratificate”. E ancora Rosario Crocetta, ex sindaco di Gela, che non ha mai nascosto la propria omosessualità: “Quando Oscar Wilde scappò perseguitato dall’Inghilterra puritana si rifugiò in Sicilia, dove trascorse un meraviglioso periodo”.

TUTTI AL MARE – E dal momento che l’estate è appena iniziata, i zelanti redattori potrebbero fare un bagno nelle decine di spiagge gay friendly sparse per l’Isola: da quella di Barcarello, nella borgata palermitana di Sferracavallo, a Eloro nel Siracusano; da Eraclea Minoa e le Dune, nell’Agrigentino, alle Rocce Bianche e Fondaco Parrino, nel Messinese. Per non parlare, poi, della Pineta di Selinunte e Calatubo a Balestrate, nel Palermitano. Inoltre, secondo diversi operatori turistici vicini al mondo LGBT, il viaggio in Sicilia è sempre più gettonato. Peccato che nessuno l’abbia detto a quelli di Frommer’s. Aspettiamo la rettifica nella prossima edizione. È chiedere troppo?

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