Mi ci son volute due settimane di meditazione e di silenzio per disintossicarmi dell’oceano in piena della informazione melmosa e soprattutto della disinformazione sulla crisi finanziaria, sociale e politica che ci travolge. Individuare il nocciolo del problema, sbrogliare una matassa sempre più ingarbugliata, non è affatto facile ma assolutamente indispensabile per un analista che vuole offrire un serio servizio alla comunità a cui appartiene.
Ed è con questo spirito ed in questo contesto che riprendiamo le annotazioni sospese due settimana fa separando il più possibile i fatti dalle opinioni, le emozioni dalla ragione. E il primo dato da ricordare è il continuo crescere del debito pubblico che nel mese di aprile ha raggiunto un nuovo record storico di 1.948,584 miliardi. Rispetto al 31 dicembre 2011, è cresciuto di 50,709 miliardi, pari a 900 euro in più per ogni cittadino, compresi i bébé.
Ma allora tutti i sacrifici che il Governo Monti ha imposto al ceto medio e basso, costati lacrime e sangue, a cosa sono serviti? Per non parlare dei poveri cugini Greci… Ma c’è di più e di peggio nel settore della occupazione e del mercato del lavoro. Nel mese di maggio, la richiesta di ore di cassa integrazione è stata di 105.519.331: un impressionante +22,47% rispetto ad aprile. E’ il dato più alto degli ultimi 20 mesi.
Ma la situazione dell’occupazione è ancora più grave in Sicilia a leggere il rapporto elaborato dalla Banca d’Italia che pone l’Isola come fanalino di coda delle 20 regioni italiane: oltre 3.400 disoccupati in più al mese con un tasso di occupazione del 42,3% contro il 56,9% dell’Italia e del 44% del Mezzogiorno.
Ma allora tutti i sacrifici che Governo Monti ha imposto al ceto medio e basso, costati lacrime e sangue, a cosa sono serviti? Ma c’è di più e di peggio.
Di misure efficaci neppure l’ombra. E come potrebbero esserci se non cresciamo da dieci anni come ci ricorda il direttore generale della Banca d’Italia, Fabrizio Saccomanni e paghiamo degli interessi del 5-6% su un debito mostruoso di quasi 2’000 miliardi. Si tratta di quei 100 miliardi di cui avremmo bisogno per crescere. La quota di mercato dell’Italia sull’export mondiale in volume è passata dal 3,6% nel 2002 al 2,7% del 2011. “I bassi livelli di patrimonializzazione e la stretta dipendenza dal credito bancario rappresentano un elemento di fragilità nel breve termine del nostro sistema produttivo, un freno alle potenzialità di sviluppo”, precisa Saccomanni.
Mario Monti ci aveva detto già all’inizio dell’anno che i “mercati avrebbero capito” e che lo spread sarebbe calato significativamente; la borsa si sarebbe apprezzata; i tassi di interesse da pagare per finanziare il nostro debito si sarebbero ridotti e, invece, nulla di tutto questo. Anzi, la stessa finanza internazionale ha fatto sapere, attraverso il Wall Street Journal e il Financial Times di qualche giorno fa, che Monti potrebbe non farcela!
Ma che diavolo sta succedendo. I sacrifici li stiamo facendo al limite dell’impossibile; le risorse ci sono tutte eppure ci stiamo riducendo alla povertà assoluta: è a rischio reale la nostra dignità umana e il futuro dei nostro figli! Ma tutto questo ai cosiddetti mercati che noi idolatriamo non interessa affatto. A loro interessa la speculazione!
La verità è semplice e lapalissiana. E’ sbagliato l’approccio e del tutto insufficienti le ricette del Signor Mario Monti, della Signora Angela Merkel, della Signora Christine Lagarde…
Il loro limite e il loro errore è che non vogliono dire a chiare lettere e soprattutto non vogliono colpire alla radice il problema che consiste nella finanziarizzazione dell’economia; la mancanza di rapporto tra interessi pagati e reddito prodotto;una borsa ridotta per oltre il 70% ad un puro gioco speculativo;alla mancanza di rigorose regole internazionali capaci di porre fine ai comportamenti speculativi, la mancanza di imposte sulle transazioni speculative, l’abolizione die paradisi fiscali e di buona parte della cosiddetta “finanza creativa”.
Il povero Barack Obama ha detto una fesseria quanto un castello quando ha affermato alcuni giorni fa che l’Europa non deve mettere in forse la debole crescita americana, dimenticando che la radice del disastro attuale risiede appunto nel modello culturale e finanziariario coltivato nel suo Paese; nella incapacità sua, della sua amministrazione e del suo Congresso, a far rispettare e imporre norme elementari come quelle contenute nel Dodd–Frank Wall Street Reform and Consumer Protection Act e in particolare nella sezione relativa alla Volcker Rule.
Certamente ampia responsabilità ce l’hanno anche i governanti europei che hanno creato una “moneta orfana” senza creare contemporaneamente un organismo unitario di politica monetaria che salvaguardasse quel benessere dei cittadini prima ancora che gli interessi speculativi delle banche.
Si cambino le regole e la BCE conceda un prestito di 500 miliardi all’Italia al tasso dell’1% e si impieghi l’enorme risparmio per avviare la crescita. Si sottraga ai giochi di mercato l’ammontare degli interessi da pagare sul debito pubblico mettendo fine ai criminali giochi speculativi.
Non si vendano i beni pubblici e non si paghino per nessun motivo più imposte perchè il ricavato andrebbe ancora una volta nelle tasche degli speculatori.
Dobbiamo bloccare gli speculatori e non arricchirli a spese di milioni di cittadini!. Questo deve costituire il primo impegno politico per ogni cittadino. . Il Movimento 5 stelle è un palliativo peggiore del male perchè non è in grado di gestire un sistema estremamente complesso che richiede una grande spinta ideale ma anche molta competenza ed esperienza che non ha. Rischia di creare aspettative che non è in grado di gestire.
L’essenza del problema è riconoscere che il sistema capitalista finanziario è fallito e che ciò che doveva costituire uno strumento a servizio del ben-essere dei cittadini come affermava Adam Smith, ha soggiogato e ha ridotto in schiavitù la persona umana, tutto un mondo che Iddio ha concesso in comodato d’uso ai si suoi abitanti per non più di 100 anni nell’intento di frenare la cupidigia di questo animale mal riuscito. Ma anche Iddio deve registrare le sue sconfitte: dagli Angeli sono nati i diavoli e dagli apostoli un giuda iscariote e dagli speculatori finanzieri internazionali dei grandi mostri ricordati nella storiella del cammello e della cruna dell’ago…
Mario Monti è padre e figlio di questo sistema. Sarà in grado di commettere un parricidio e far propria la grande tradizione dell’umanesimo classico, cristiano e rinascimentale italiano?
Se non lo fosse lui chi altro sarebbe capace? Le forze ecclesiatiche che non hanno investito nello sviluppo del laicato cattolico come espressamente richiesto dal Concilio Ecumenico Vaticano II, favorendo quell’analisi dei fatti terreni che sono parte essenziale di un Dio buono e provvidente? O le forze socialiste che storicamente si sono impegnate a combattere il sistema capitalista e che poi alla fine hanno finito con l’accettarlo?
In una parola, il vero problema di fondo, non è affatto di natura tecnica. Siamo di fronte ad una svolta di civiltà che richiede l’impegno di ciascuno di noi, in prima persona sia a livello di comunità locale che a livello di comunità nazionale ed internazionale per rifondare un nuovo umanesimo mediterraneo.













3 commenti a "Crisi, bomba di distruzione di massa. Come disinnescarla?"
Se ho ben capito, l’ottimo Enzo Coniglio scrive: se la cura Monti non ha funzionato, la diagnosi è sbagliata, le medicine fin qui prescritte non agiscono sulla causa ma in modo irrilevante sui sintomi, e frattanto il paziente peggiora. Sarebbe ora, prosegue, di avere il coraggio di dire quel che è chiaro a Molti ( non ancora a Monti?): che il Sistema non funziona, nel senso che non raggiunge gli scopi per i quali è stato creato; ci dicono per assicurare benessere e sviluppo..
Pertanto, sarebbe come dire che un gruppo di Tonti (però di livello mentale e culturale eccellente) ha messo in piedi inconsapevolmente una macchina infernale che – udite udite – arricchisce pochi a danno di molti. Ora spetta ai medesimi (Tonti, Monti & Co.) che stanno seduti sui più alti scranni pur avendo toppato, trovare il coraggio di dire: basta, cari finanzieri dal potere spaventoso e avidi speculatori, vi siete arricchiti abbanstanza. Ora (?) dopo aver ridotto diritti e benessere (si spera q.b.), abbiamo capito il trucco e il Sistema lo cambiamo per garantire i molti (l’umanità) e voi zitti e buoni. Tutto questo senza toppare peggio e con il placet di una classe politica di cui è bene non dire più nulla. Restiamo, fiduciosi, in attesa di sviluppi. PS: concordo sulle considerazioni di Peppinnappa sulla lotta all’evasione fiscale. Sob.
Egr. Sig. Coniglio
Il commento che mi suscita la lettura del suo (come sempre) interessante articolo, è sintetizzabile nella risposta alla domanda principale da lei giustamente posta.
Lei si chiede a cosa siano serviti: “tutti i sacrifici che Governo Monti ha imposto al ceto medio e basso, costati lacrime e sangue.”
Bè, per quanto riguarda noi poveri cittadini, assolutamente a nulla, se non a peggiorare la nostra consueta condizione di inermi schiavi del potere bancario.
Per quanto concerne il suddetto potere, invece, i sacrifici che abbiamo dovuto affrontare, sono serviti eccome!
Solo pescando nelle nostre tasche, infatti, le banche italiane potevano salvarsi dall’orda istituti di credito esteri, capitanati da ABN Amro e Deutsche Bank, che, da anni, sta tentando di scalzarli dalla loro egemone posizione di controllo dell’economia nazionale, assunta in decenni di misure protezionistiche, più o meno nascoste e/o lecite, garantite dai vari governi di centro destra o di centro sinistra.
Solo ripianando i loro giganteschi deficit di capitalizzazione per mezzo dei contributi statali, potevano riuscire a rimanere in piedi e continuare a sfruttarci, approfittando dell’assoluta assenza di libera concorrenza, che sta alla base di qualsiasi sistema economico sano e vitale.
E’ certamente vero che, come lei giustamente afferma,: “Dobbiamo bloccare gli speculatori e non arricchirli a spese di milioni di cittadini!”, ma ciò necessita prima dell’indispensabile riattivazione del sistema produttivo del nostro Paese, che ha bisogno di risorse finanziarie molto ingenti per riprendere a funzionare.
Le occasioni di sviluppo ci sono. Il mercato interno ancora regge. Ma c’è necessità di poter accedere al credito in una situazione di vera competizione concorrenziale nel sistema creditizio e non ai tassi d’usura imposti, sino ad oggi, dalle nostre banche nazionali, sicure di non aver alcun antagonista diretto, in grado di attrarre i risparmiatori con proposte migliori e convenienti delle loro.
Quanto al Movimento 5 Stelle, non credo che sia di per sé “un palliativo peggiore del male”, come Lei sostiene.
Bisogna prima vederli all’opera.
Del resto non si può mica bocciare qualcuno prima di avergli fatto sostenere l’esame, no?.
Dopo tutto, hanno le stesse possibilità che hanno avuto a disposizione, per decenni, i nostri “politicanti di lungo corso”, per reperire figure di rilievo tra i tecnici in grado di gestire, come da lei ben detto, “ un sistema estremamente complesso che richiede una grande spinta ideale, ma anche molta competenza ed esperienza”.
A me pare che certamente Monti sia da escludere, a parte la lontananza dall’umanesimo, per ragioni di sua deformazione professionale, come molti professori, ragiona solo sulla carta ed ignora il celebre proverbio: “tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare”. Che voglio dire? Presto detto, prendo così a caso uno dei pezzi forti del suo modo di racimolare soldi, la lotta all’evasione fiscale. Per carità, non voglio sostenere che non ci sia l’evasione fiscale e che essa non sia un castigo di Dio, voglio solo evidenziare come essa possa pure diventare retorica accademica, che trasportata nella realtà finisce col dimostrare tutti i suoi propri limiti. Una lotta realmente efficace all’evasione fiscale dovrebbe comportare, come logico effetto, un aumento delle entrate dello Stato ed un aumento della base imponibile (rediti bassi, che diventano più alti), altrimenti che senso ha? Ebbene che sta accadendo invece oggi? Tutto il contrario. Le entrate fiscali, che sino a qualche mese fa crescevano tendenzialmente si sono afflosciate, così come la media dei redditi tende inesorabilmente a calare. Allora mi pare che, senza essere professori, ci sia da meditare che qualcosa non torna. Infatti, le cose sono due: o l’evasione fiscale non è poi così rilevante come si blatera in giro (cosa che non credo), ma il giro di vite è andato ad incidere ulteriormente su quella già piccola fetta che restava a famiglie ed imprese per la sopravvivenza, ovvero la lotta all’evasione fiscale (cosa più probabile, che è poi il rovescio della stessa medaglia) non è volta nel verso giusto, forse proprio verso quei meccanismi e santuari finanziari, che governano i processi di oggi, che Monti rappresenta certamente assai bene, per sua tradizione culturale e professionale, e che certamente non possono essere toccati: chi comanda non si tocca!