“In questi giorni sono stato, mio malgrado, protagonista di una vicenda a dir poco surreale: il segretario regionale del PD ha cercato di dimostrare che non sono del PD. Questa vicenda ha visto il suo culmine nel corso dell’ultima assemblea regionale del PD, quando mi è stato impedito di votare perché, secondo la segreteria regionale, non sarei stato in regola con l’iscrizione al partito: una tessera da 15 euro che, per inciso, ho regolarmente richiesto on-line. Non entro nel merito della vicenda per non alimentare un bizantinismo regolamentare utilizzato dalla segreteria per giustificare scelte ingiustificabili. Sento però il bisogno di sottolineare due o tre cose.
Primo: da 35 anni sono impegnato in politica nel mio territorio, Enna, dove rappresento un pezzo importante della sinistra riformista e di governo. Stessa cosa probabilmente non può dire chi attualmente ricopre cariche nel PD provinciale.
Secondo: a chi contesta la mia iscrizione al Partito Democratico, chiedo di consultare il sito dell’Ars, cliccare sulla pagina del gruppo parlamentare del PD e verificare la mia presenza fin dal primo giorno, sia in questa che nella scorsa legislatura. Per non parlare dei contributi che in questi anni ho regolarmente versato ogni mese al partito (contributi ben superiori ai 15 euro della tessera…).
Terzo: nel corso della recente assemblea regionale del PD ho avuto la netta sensazione che il segretario Lupo avesse deciso di impedirmi di votare non per affermare un principio (inesistente) legato a regole e procedure, quanto piuttosto per mettere fuori gioco un delegato a lui contrario.
Dunque delle due, l’una: o sono del PD, o non lo sono. La mia storia, le mie azioni, il mio impegno e la mia attività in questi anni – anche all’Ars – dimostrano che lo sono. Lupo finge che non sia così, e per tentare di dimostrarlo non mi dà la tessera, negandomi nei fatti uno status.
Alla luce di tutto questo, per difendere la mia dignità e il mio impegno politico passato, presente e futuro, citerò Lupo in giudizio, nella qualità di legale rappresentante del PD siciliano”.
On.le Salvatore Termine
giovedì 14 giugno 2012











2 commenti a "Pd. “La strana storia del partito che nega la tessera al suo deputato”"
caro S.re Termine io non ti conoscevo prima di questo triste episodio, ma conosco bene questi sistemi, hai la mia personale solidarietà, continua a batterti, perchè questi dirigenti Pd non hanno capito ancora quanto sia breve la loro permanenza e quanto i cittadini/elettori siamo inc………….ti
Pur esprimendo il massimo rispetto sulle determinazioni che l’On. Salvatore Termine vorrà assumere a propria tutela, ritengo necessario fare alcune precisazioni per evitare una lettura deformata da parte della pubblica opinione sui fatti che hanno determinato la mancata iscrizione al Partito dello stesso On. Termine ed altri.
Voglio, infatti, ricordare che la vicenda nasce allorquando, alla vigilia della celebrazione del congresso provinciale furono annunciate più candidature alla segreteria. Tale fatto portò alla contestazione, da parte dello stesso Termine ed altri, dell’intero procedimento congressuale, fino a giungere alla richiesta di annullamento dell’assise provinciale e conseguente commissariamento della Federazione ennese. Rispetto a tale incomprensibile presa di posizione a nulla valsero gli sforzi di mediazione del Segretario Regionale, Giuseppe Lupo e della Segreteria Nazionale, nella persona del Responsabile Nazionale dell’Organizzazione, Nico Stumpo.
Sforzi che non hanno prodotto nulla rispetto alla possibilità di giungere alla celebrazione del congresso che vedesse la partecipazione di tutti. In conseguenza di ciò l’On. Termine ed altri non solo non hanno ritirato, per ben due anni, la tessera del Partito, ma hanno altresì dato vita ad un’associazione esterna e parallela al PD, come gli stessi fondatori l’hanno definita, alla quale hanno aderito dirigenti, militanti, consiglieri e sindaci con il proposito di aprire sedi in tutta la provincia avviando contestualmente il tesseramento a detta associazione.
La stessa associazione ha svolto, in tutto questo periodo, attività politica in tutto il territorio provinciale in alternativa al Partito Democratico, giungendo financo ad esprimere gruppi consiliari che, nella maggior parte dei casi, si sono posti all’opposizione delle amministrazioni a guida PD, fino alle recenti elezioni amministrative del Maggio 2012.
Avendo chiarito tutto ciò, appare evidente come non sia possibile essere iscritti al partito e, contemporaneamente, lavorare per associazioni alternative al partito stesso. Cosa espressamente vietata, tra l’altro, dallo Statuto. Tutto quanto è poi seguito ai fatti sopra accennati, altro non sono che atti dovuti, legati al semplice principio statutario che a nessuno può essere consentito di mantenere una ambiguità di tale genere, arrivando, per logica conseguenza, a negare la possibilità di voto nell’ambito dei lavori della Direzione Regionale, semplicemente perché – in virtù di tutto quanto sopra evidenziato – l’On. Termine ed altri non risultano essere iscritti al Partito Democratico. Altra cosa è, invece, la possibilità di aderire ai Gruppi Consiliari o Parlamentari anche da non iscritti al Partito. Ma questa è un’altra storia. Per quanto ci riguarda non ritorneremo più sulla questione, certi di avere chiarito definitivamente l’intera vicenda.
Filippo Cancaré
Pres. Comm.Prov.le di Garanzia -PD Enna