Segreti e misteri della serie A di calcio: tre campionati in uno. Anzi, tre Italie in una

Segreti e misteri della serie A di calcio: tre campionati in uno. Anzi, tre Italie in una

Tre campionati in uno, ma non è uno spot pubblicitario: la massima divisione italiana di calcio, forse per la prima volta in modo così marcato da apparire ineludibile, ci fa assistere a tre “corse” a punti, indipendenti rispetto alla classifica generale. Il Palermo, con Crotone, Pescara, Empoli e Genoa, per dire, sono impegnate nel loro “girone” unico alfine di evitare la retrocessione. E’ l’unico obiettivo cui possono aspirare. La distanza fra loro e il gruppo che si batte per entrare in Europa è incolmabile.

Il Palermo, in particolare, ha un solo obiettivo, raggiungere l’Empoli, ma non può permettersi altro. E’ come se facesse un campionato a sé. Ovviamente, se facesse peggio di chi sta dietro, e cioè Crotone e Pescara, il Palermo verrebbe sostituito nella rincorsa all’Empoli.

Questo manipolo che sta in coda alla classifica sembra l’agnello sacrificale. Giochino bene o male, il loro destino sembra segnato. Incredibile ma vero.

Ora occupiamoci delle squadre che stanno nella terra di mezzo: non corrono alcun pericolo di essere “risucchiate” nel gorgo profondo del fondo classifica perché hanno margini rassicuranti, ma non hanno nemmeno alcuna possibilità di raggiungere il gruppo che si batte per un posto in Europa (Leage o Champion). Distanti dalla coda, distanti dall’area europea. Giocano perciò con lo spirito agonistico più puro, come l’Udinese che in scioltezza, pur non avendo obiettivi da raggiungere, si è tolto lo sfizio si assestare il cappotto ai rosanero di Lopez, ansiosi e altalenanti.

C’è infine il drappello lungo di testa, all’interno del quale, però, figurano i duellanti per la Champion e quelli che al massimo possono aspirare all’Europa Leage. Roma, Napoli, Inter e Milano hanno un piede nella Champion ed un altro in Europa Leage.

Ma non è finita. Anche la Juve fa un campionato a sé, grazie ad una regolarità di risultati che l’ha trasferita altrove rispetto agli inseguitori.

Non è mai capitato che la massima divisione italiana fosse così “scontata”. La terra di mezzo, che viaggia senza ambizioni, potrebbe decidere l’esito del torneo e il coronamento delle ambizioni delle altre compagini. Se si comporteranno tutti come l’Udinese a Palermo, avremo un campionato vero, a conclusione del quale si potrà dire: ha vinto il migliore. Ma se non sarà così ed a un certo punto, venuti meno gli obiettivi, si penserà al futuro o si faranno scendere in campo i “saranno famosi”, allora verrà falsato il torneo.

Un’ultima considerazione: ancora una volta la massima divisione di calcio ci propone la fotografia dell’Italia com’è: chi sta bene, chi sta così così e chi sta male, anzi, malissimo. Ed è irrimediabilmente in coda.

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