Identificati dalla Polizia due fratelli, autori di pestaggio allo Zen. Storie di droga

Identificati dalla Polizia due fratelli, autori di pestaggio allo Zen. Storie di droga

– “C’è una brutta storia di droga dietro  il pestaggio di un residente dello Zen di Palermo che, nello scorso  mese di dicembre, non aveva potuto fare a meno di ricorrere alle cure  dei sanitari di un Pronto Soccorso”. Ne è venuta a capo la Polizia di  Stato di Palermo: il personale della Squadra Mobile, infatti, ha  condotto le indagini, risalendo in pochissimo tempo ai colpevoli, che  sono stati arrestati stamattina in esecuzione di un’Ordinanza di  Custodia Cautelare in Carcere nei confronti dei fratelli Antonino e  Francesco Lupo, rispettivamente di 28 e 37enne.

“I fratelli Lupo,  sulla base dell’erronea convinzione che un giovane residente dello Zen fosse il responsabile della scomparsa di una partita di stupefacente,  hanno avviato nei suoi confronti una serie di minacce e violenze  culminate nel pestaggio del 14 dicembre 2016″, dicono gli  investigatori.

”O niesci a droga o ni runi i picciuli” (o tiri fuori la droga o ci  dai i soldi ndr), era la frase che il giovane si sentiva ripetere dai  suoi aggressori, tanto da indurlo a non uscire di casa e limitare i  propri spostamenti. La vittima è riuscita ad evitare i suoi  persecutori per qualche giorno ma quando è stata sorpresa nei pressi  della propria abitazione nessuno ha impedito ai fratelli Lupo di  sfogare la loro rabbia in cieca violenza; la vittima è stata condotta  all’interno di un box e letteralmente pestata con calci, pugni e colpi di bastone.

Malconcia ma ancora in grado di muoversi, la vittima, faticosamente, è riuscita a raggiungere un pronto soccorso ospedaliero dove ha  giustificato le ferite subite raccontando una storia fantasiosa. I  poliziotti della sezione ”Contrasto al Crimine Diffuso”, giunti  all’ospedale hanno annodato le fila di una vicenda intricata,  riuscendo a ricostruire quanto accaduto. I fratelli Lupo, accusati di  lesioni personali aggravate e tentata estorsione, sono attualmente  reclusi presso la locale casa circondariale.        (Ter/AdnKronos)

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