Prezioso carteggio fra Sciascia e Volpini, direttore Osservatore Romano”. Sorprendente intesa su tutto

Prezioso carteggio fra Sciascia e Volpini, direttore Osservatore Romano”. Sorprendente intesa su tutto

“E’ curioso come tra noi, tu cattolico,  io laico, da sempre ci sia stata un’identità di pensieri, di giudizi,  sulle cose di questo mondo. Ma il fatto è che siamo cristiani (e anche nel senso, siciliano, dialettale, della virile consapevolezza)”. Così  scriveva, in una lettera inedita, il laico Leonardo Sciascia il 23  febbraio 1972 allo scrittore cattolico Valerio Volpini, futuro  direttore del quotidiano vaticano “L’Osservatore Romano” (1978-84),  come facendo un bilancio del primo ventennio della loro amicizia,  nutrita da radici profonde nonostante le distanze ideologiche tra i  due autori.

L’inedito carteggio di 71 lettere tra Sciascia e Volpini, che copre un arco di tempo che va dal 1952 al 1984, è pubblicato per la prima volta sul nuovo fascicolo della rivista internazionale di studi sciasciani  “Todo Modo” (Olschki editore), a cura di Tiziana Mattioli, docente di  letteratura italiana all’Università degli Studi ‘Carlo Bo’ di Urbino.

Sono diversi gli accenni ‘cristiani’ presenti nel carteggio. Il 4  aprile 1966 Sciascia, ad esempio, si diceva “contento” per il fatto  che il romanzo “A ciascuno il suo” fosse piaciuto a Volpini: “per me  rappresenta un momento di ‘crisi’, il momento più ‘cristiano’ che  abbia finora toccato; e tu, cristiano senza virgolette, credo l’avrai  notato”. Poi Sciascia annunciava all’amico: “A Milano, probabilmente,  parteciperò alla presentazione del libro ‘Cattolici inquieti'”.        (Pam/AdnKronos)

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