Decimati i raccolti, dimezzate consegne, 10 mila aziende in crisi per il maltempo

Decimati i raccolti, dimezzate consegne, 10 mila aziende in crisi per il maltempo

Sono praticamente che ha decimato i raccolti delle regioni del centro sud dalle quali provengono, in questa stagione, la maggioranza delle produzioni presenti sul mercato. E’ quanto emerge da un monitoraggio della Coldiretti sugli effetti di freddo e gelo sui consumatori e sugli agricoltori, con la prima conta dei danni regione per regione resa possibile dalla pausa concessa dalle perturbazioni. “Dalle bietole agli spinaci, dalla lattuga ai cavoli, dai finocchi ai carciofi, dalle zucchine fino alle rape sono disponibili in quantita’ ridotte sugli scaffali di negozi e supermercati mentre alcune referenze specializzate, come i broccoletti di Anguillara – sottolinea la Coldiretti – sono addirittura introvabili. Inevitabili i rifessi sui prezzi di vendita in una situazione in cui i prezzi degli ortaggi mediamente triplicano dal campo alla tavola secondo l’analisi della Coldiretti. E gli effetti rischiano di protrarsi nel tempo per i danni strutturali causati alle piante da frutto a causa del peso della neve. Alcuni prodotti pero’ – avverte la Coldiretti – sono gia’ raccolti da tempo come mele, pere e kiwi e non sono dunque giustificabili eventuali rincari mentre rialzi alla produzione dovuti all’aumento dei costi di riscaldamento delle serre o alla ridotta disponibilita’ di alcuni prodotti orticoli danneggiati dalle gelate non possono essere un alibi per speculazioni che danneggiano i produttori agricoli e i consumatori”.

Per l’associazione di categoria “occorre vigilare che non vengano spacciati prodotti stranieri come nazionali per giustificare aumenti non dovuti e per fare acquisti di qualita’ al giusto prezzo”. A tale proposito, la Coldiretti ha elaborato un vademecum per la frutta e verdura che consiglia di verificare l’origine nazionale per essere sicuri della stagionalita’, di preferire le produzioni locali che non sono soggette a lunghi e difficili trasporti e di privilegiare gli acquisti diretti dagli agricoltori. “Un modo per aiutare in un momento di difficolta’ l’agricoltura di vaste aree del Paese dove e’ positivo l’avvio delle procedure per la dichiarazione dello stato di calamita’ annunciato dalle regioni e dal Ministro delle Politiche Agricole Maurizio Martina anche se – precisa la Coldiretti – per la straordinaria ondata di maltempo, servono strumenti di intervento che non possono essere il solo Fondo di solidarieta’ nazionale attivato con lo stato di calamita’.

Dalla Puglia alla Basilicata, dalle Marche al Lazio, dall’Abruzzo al Molise, dalla Sicilia alla Calabria sono almeno diecimila le aziende agricole in situazioni difficili a causa del maltempo sia nell’attivita’ di allevamento che nella produzione di ortaggi invernali prossimi alla raccolta, dai carciofi alle rape, dai cavolfiori alle cicorie, dai finocchi alle scarole. La regione piu’ colpita – precisa la Coldiretti – e’ la Puglia dove una prima timida stima del danno accertato nelle campagne e’ superiore al momento ai 110 milioni di euro anche perche’ clementine e arance sono irrimediabilmente rovinate dal gelo, i tendoni di uva da tavola sono crollati sotto il peso della neve e il freddo ha fatto crollare del 30% la produzione di latte come e’ avvenuto peraltro in altre Regioni dove e’ presente l’allevamento”.

In Sicilia alla drammatica situazione che gli agricoltori siciliani stanno vivendo a causa del maltempo per le produzioni orticole si aggiunge la speculazione sul costo del foraggio soprattutto nelle aree interne: una balla di fieno costava 2 euro ed ora arriva anche a 6 euro, un prezzo che aumenta ancora per il trasporto – sottolinea l’associazione di categoria -. Da una prima ricognizione effettuata dalla Coldiretti Calabria, la neve e il gelo hanno causato notevoli danni e distrutto centinaia di ettari di frutta pronta per la raccolta, in particolare agrumi, e si teme per la filiera del bergamotto oltre che per gli ortaggi quali zucchine, cipolle, finocchi, piselli e fave. Le bassissime temperature hanno distrutto anche le coltivazioni in serra che hanno subito altresi’ un forte aumento dei costi di riscaldamento, ma anche l’allevamento al pascolo registra disagi per la mancanza di foraggio. L’ondata di gelo ha colpito con una violenza particolare le zone del Lazio a spiccata vocazione agricola distruggendo produzioni specializzate come i broccoletti da Anguillara e riducendo i volumi di finocchi, carciofi e cavoli resi tradizionalmente disponibili nelle aree piu’ vocate, ma gravi difficolta’ per le produzioni orticole sono segnalate anche in Abruzzo anche per i problemi di viabilita’ che ostacolano la consegna delle produzioni che si sono salvate. In Molise interi campi di ortaggi sono gelati facendo registrare una perdita, ad oggi, di oltre il 50% del raccolto. Serre e capannoni sono crollati sotto il peso della neve e decine di quintali di latte andati perduti a causa del mancato ritiro dovuto alla difficile percorribilita’ delle strade. In Basilicata sono centinaia le aziende agricole che hanno perso le produzioni di ortaggi invernali prossimi alla raccolta. Nelle Marche i problemi maggiori si segnalano sulle coltivazioni di finocchi, che il gelo ha letteralmente ‘lessato’, con cali di produzioni che in molti casi sono pari al 100 per cento, ma la situazione e’ simile anche per cicorie, rape e insalata scarola con problemi che si segnalano anche alle lattughe e alle piante di carciofo, mentre si sono sinora salvati radicchi e broccoli”. (ITALPRESS)

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